10.3460 · Interpellanza · 2010-06-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel corso di analisi effettuate nella regione della Franche Comté, sono state accertate concentrazioni importanti di cellule algali di cianobatteri (alghe blu) nel fiume Loue, una risorgiva del fiume Doubs. Sembra che il fenomeno sia dovuto alla presenza eccessiva di fosforo, un inquinante proveniente dagli scarichi degli allevamenti agricoli o dalle acque di scarico degli insediamenti urbani.
Nel Doubs vi è stata una moria di pesci e un capriolo è morto dopo essersi dissetato nelle acque del Loue. I cianobatteri, che sono nefasti se non addirittura letali per gli animali, comportano rischi anche per l'uomo.
Nonostante le recenti piogge, la situazione nel Doubs non è migliorata e la moria di pesci continua. In territorio francese è stato raccomandato di non consumare i pesci catturati e di ributtarli nel fiume, una pratica che in Svizzera è vietata. Inoltre, è stato consigliato di non abbeverare nel fiume gli animali domestici.
Assistiamo a un fenomeno simile a quello osservato nel caso delle api. L'ambiente vitale diventa tossico e gli animali sono resi fragili e, di conseguenza, il loro sistema immunitario diventa parzialmente inefficace e più sensibile alle malattie. La grande perla, un insetto polio-sensibile, è d'altronde pressoché scomparso. Sono ormai diversi anni che le statistiche della pesca registrano una riduzione lineare della popolazione ittica, comprese le specie non pescate.
1. La Svizzera ha stabilito contatti con le autorità francesi per trovare una soluzione al problema?
2. I due Paesi hanno definito una politica congiunta volta a prevenire l'inquinamento del Doubs o a porvi rimedio nell'eventualità di simili casi?
3. Sono stati contattati gli agricoltori dei due Paesi per sensibilizzarli in merito all'inquinamento delle acque e ad attuare misure di prevenzione?
4. Le dighe che regolano la portata d'acqua sono corresponsabili di questa situazione? (La portata è troppo debole?)
5. L'UE ha effettuato uno studio sulla scomparsa dell'asprone, una specie bioindicatrice, mentre la Svizzera ha rinunciato a parteciparvi. Quali sono i motivi alla base della rinuncia?
6. La Svizzera intende adottare misure concrete per rinaturare il Doubs?
7. Questo inquinamento ricorrente è compatibile con i criteri ambientali che si dovranno applicare quando verrà creato il Parco naturale regionale del Doubs?
Stellungnahme des Bundesrates
Per il momento non è possibile provare che la moria di pesci della primavera 2010 nel Doubs franco-svizzero sia dovuta a inquinamento. La constatazione di tale fatto ha indotto le autorità a cercarne le cause. Contrariamente al Loue, il cui corso è interamente su territorio francese, il tasso di cianobatteri rilevato nel Doubs è esiguo. Per contro, i pesci sono colpiti da micosi. Le analisi delle acque non rivelano nessuna anomalia importante.
Al fine di trovare delle soluzioni, i temi evocati (flussi discontinui, deflussi residuali, rinaturazione, biodiversità, consulenza agricola, politica coordinata, prevenzione) sono oggetto di discussioni periodiche tra le autorità svizzere e quelle francesi (cantoni Giura, Neuchâtel, Berne, Vaud e Confederazione), in particolare in seno al gruppo d'intervento istituito in base all'accordo che disciplina la consultazione della Svizzera da parte della Francia nel quadro dell'applicazione della direttiva quadro dell'UE sull'acqua nel bacino imbrifero del Doubs e nei bacini minori. Il gruppo d'intervento si riunirà prossimamente per discutere in modo più approfondito, fra l'altro, dei seguenti quattro temi principali:
- i lavori attualmente in fase di realizzazione in Francia;
- l'evoluzione della legislazione in Svizzera;
- l'ottimizzazione dell'integrazione dello sfruttamento idrico nel contesto ambientale; e
- la moria dei pesci.
La moria dei pesci nel Doubs non rimette in questione la creazione di un parco naturale regionale del Doubs.
Per quanto concerne le dighe, le tre opere hanno una portata di dotazione compresa fra 2 e 4 metri cubi al secondo coordinata a livello internazionale e che corrisponde all'accordo stabilito che si basa sulla regolamentazione in vigore.
Risposta del Consiglio federale.