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Rifiuto dell’Università di Losanna di affittare i suoi locali all’UDC e rispetto dei principi democratici

10.3931 · Interpellanza · 2010-12-08

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In seguito a minacce di violenza intollerabili, l'Università di Losanna (UNIL) ha ritirato all'UDC l'autorizzazione di tenere la sua assemblea dei delegati, il 4 dicembre 2010, nei propri locali.

1. Come giudica il Consiglio federale l'atteggiamento dell'UNIL, in considerazione:

a. del rispetto della libertà d'opinione (art. 16 della Costituzione)?

b. del rispetto della libertà di riunione (art. 22 della Costituzione)?

c. del rispetto del principio della parità di trattamento, dato che il Partito socialista svizzero aveva tenuto il suo congresso nei locali dell'UNIL il 30 e 31 ottobre 2010?

2. Il Consiglio federale non prova un certo imbarazzo di fronte all'atteggiamento delle autorità dell'UNIL in questo frangente, considerato che l'Alma mater vodese beneficia di decine di milioni di franchi di sussidi versati ogni anno dalla Confederazione?

3. Non ritiene che le autorità vodesi non avrebbero dovuto cedere al ricatto dei gruppi fondamentalmente ostili all'UDC, ma, anzi, avrebbero dovuto assicurare il corretto svolgimento della manifestazione del maggiore partito svizzero provvedendo a un adeguato dispiegamento di forze dell'ordine?

4. Il Consiglio federale intende esercitare, in futuro, le sue prerogative legali o la sua legittima influenza per garantire a tutti i partiti politici svizzeri il diritto di riunirsi nei locali delle istituzioni pubbliche che beneficiano del finanziamento diretto della Confederazione?

Il rifiuto del rettorato dell'UNIL di mettere i propri locali a disposizione dell'UDC affinché questo potesse tenervi il suo congresso è problematico sotto diversi punti di vista. Tale decisione intacca in modo chiaro le grandi libertà democratiche di opinione e riunione sancite dalla nostra Costituzione e viola il principio della parità di trattamento.

E vero che il compito di provvedere alla sicurezza interna incombe prioritariamente ai cantoni. Ma è anche vero che se dispongono di competenze parallele nei settori delle scuole universitarie, la Confederazione e i cantoni tengono conto nelle proprie strategie e politiche dell'autonomia di queste istituzioni (art. 63a cpv. 3 della Costituzione), in particolare della loro indipendenza organizzativa. Sapendo che ha versato quasi 65 milioni di franchi all'UNIL nel 2009, ci sembra deplorevole che la Confederazione non esprima almeno preoccupazione per una decisione dell'Alma mater vodese che mette in pericolo alcune libertà costituzionali fondamentali e l'esercizio della democrazia.

Stellungnahme des Bundesrates

1./3. In linea di massima, il Consiglio federale attribuisce una grande importanza al mantenimento nel nostro Paese di un clima favorevole al dibattito democratico e alla libertà d'espressione. Il rispetto delle libertà fondamentali è uno dei pilastri del nostro Stato di diritto. I diritti fondamentali non sono tuttavia assoluti e possono essere limitati in determinati casi previsti dalla Costituzione.

La responsabilità dell'università e delle manifestazioni che vi si svolgono spetta esclusivamente alle autorità competenti, nel caso specifico all'Università di Losanna e alle autorità vodesi. Spetta a queste autorità valutare la situazione e prendere le misure adeguate a garantire la libertà di opinione e di riunione nel rispetto della sicurezza e dell'ordine pubblico. Le stesse autorità sono in grado di fare un'attenta valutazione degli interessi pubblici e privati in ogni caso concreto e tenendo conto di tutti gli elementi e scenari che potrebbero presentarsi. La decisione delle autorità competenti deve anche tenere conto degli aspetti legati al luogo e alle condizioni di svolgimento della manifestazione, in modo da ridurre qualsiasi rischio di disturbo dell'ordine pubblico.

2./4. Il settore delle scuole universitarie è caratterizzato da una ripartizione delle competenze tra la Confederazione e i cantoni. In questo quadro, le università godono dell'autonomia che è loro fissata dalle legislazioni cantonali. Secondo la legge federale sull'aiuto alle università (LAU), la Confederazione assegna alle università cantonali sussidi per l'insegnamento, la ricerca e altre prestazioni universitarie. L'assegnazione di questi sussidi è sottoposta a criteri di qualità dell'insegnamento e della ricerca. Sulla base di verifiche periodiche della qualità delle prestazioni delle università, l'autorità che eroga i sussidi può controllare che l'assegnazione delle sovvenzioni federali sia conforme alle disposizioni legali e adottare misure qualora non vengano rispettate le condizioni previste per il contributo.

Tenuto conto delle competenze parallele definite nel settore delle scuole universitarie e dell'autonomia di cui queste ultime godono, il Consiglio federale non intende intervenire in questo settore attraverso i sussidi LAU, disciplinati secondo criteri fissati dalla legge e finalizzati all'insegnamento e alla ricerca.

Risposta del Consiglio federale.

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