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10.436 · Iniziativa parlamentare · 2010-03-19

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

Occorre modificare la legge sulla protezione civile, e in particolare l'articolo 27 capoverso 1 lettera b, sostituendo "nelle zone limitrofe di un Paese confinante" con "all'estero":

Art. 27 Chiamata in caso d'intervento

Il Consiglio federale può chiamare in servizio i militi di protezione civile:

b. in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza all'estero (invece di: nelle zone limitrofe di un Paese confinante).

Questa modifica consentirà ai militi della protezione civile volontari di prestare servizio al di fuori del territorio svizzero senza limitazioni in termini di distanza.

Begründung

Nell'autunno del 1998 l'uragano Mitch, uno tra i più devastanti della storia, ha causato nel bacino dell'Atlantico 11 000 morti, 8000 dispersi e danni per circa 9 miliardi di franchi. Il 26 dicembre 2004 un sisma di magnitudo 9,3 ha provocato, al largo dell'isola indonesiana di Sumatra, uno tsunami che ha causato oltre 200 000 morti e la distruzione di tutte le infrastrutture e le costruzioni lungo le coste.

Gli uragani e i sismi sono piuttosto frequenti e nonostante la generosità finanziaria di molti continuiamo a essere relativamente passivi e a frenare i volontari pronti a sostenere sul campo l'aiuto alla ricostruzione. Catastrofi di tale ampiezza richiedono un numero considerevole di ore di lavoro per permettere alle popolazioni di ritrovare un minimo di dignità. I Paesi colpiti - attualmente Haiti e il Cile - sono in uno stato quasi anarchico, la loro situazione economica è precaria e le loro risorse, segnatamente per quanto concerne i quadri e gli specialisti, non permettono una ricostruzione armoniosa e duratura.

Attualmente l'articolo 27 della legge limita l'intervento della protezione civile al territorio svizzero e ai Paesi confinanti, nonostante le diverse iniziative cantonali o comunali che chiedono di sopprimere questa limitazione.

Dobbiamo dare ai militi della protezione civile - volontari - la possibilità di collaborare con le strutture della DSC riconosciute a livello internazionale, quali il Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), o con l'Ufficio di servizi ai progetti delle Nazioni Unite. Questa collaborazione non deve sostituire le squadre di intervento d'urgenza, la cui efficacia è provata, bensì sostenere la ricostruzione di questi Paesi fornendo risorse utili e know-how, valorizzando nel contempo le potenzialità del corpo della protezione civile.