10.518 · Iniziativa parlamentare · 2010-12-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
In conformità all'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e all'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
La legge federale sul credito al consumo (LCC) deve essere completata mediante disposizioni che consentano di prelevare una parte della cifra d'affari delle società che operano nell'ambito del credito al consumo (ai sensi dell'art. 1 LCC) per il finanziamento di programmi nazionali di prevenzione del sovraindebitamento giovanile.
Begründung
Nel 2007 la metà dei beneficiari dell'aiuto sociale erano giovani fra i 18 e i 25 anni. La Commissione federale per l'infanzia e la gioventù ha dimostrato chiaramente nel rapporto "Giovani e povertà: un tabu da abbattere!" che l'eccessivo indebitamento è una delle cause della povertà giovanile. La sua raccomandazione di prelevare l'1 per cento della cifra d'affari delle società che operano nell'ambito del credito al consumo per impiegarlo nella prevenzione dell'indebitamento giovanile è però rimasta lettera morta. Allo stesso modo non avevano avuto seguito le raccomandazioni emanate dalla Commissione federale del consumo, che aveva lanciato l'allarme già nel 2005, sottolineando le conseguenze sociali e finanziarie del fenomeno. È quindi giunto il momento di agire.
Già attualmente circa un quarto dei giovani fra i 16 e i 25 anni spende più di quanto si potrebbe permettere. Il culto del consumo che caratterizza la nostra società (gli acquisti sono il passatempo preferito dell'85 per cento dei giovani fra i 14 e i 24 anni) ma soprattutto la facilità con la quale i giovani possono ottenere un leasing, una carta di credito o un piccolo credito contribuiscono in misura notevole all'insorgere di questi problemi. Si può facilmente prevedere che questo fenomeno tenderà ad accentuarsi, dato che in Svizzera e nel mondo europeo in generale la cultura della "vita a credito" ha appena iniziato i suoi passi, mentre negli Stati Uniti si è già pienamente affermata con le conseguenze che conosciamo: numerosi giovani iniziano la vita adulta già oberati di debiti e sottoscrivono quindi un "abbonamento a vita" all'aiuto sociale.
Le società che operano nell'ambito del credito al consumo non sono quindi le uniche responsabili di questa situazione, ma contribuiscono in maniera importante all'estensione del fenomeno, adescando i giovani con strategie di vendita sempre più aggressive. Esse devono quindi essere chiamate ad assumere le proprie responsabilità e a contribuire al finanziamento di veri e propri programmi nazionali di prevenzione, ormai indispensabili per evitare l'esplosione degli oneri finanziari e dei costi sociali incombente se i giovani non riuscissero più a far fronte ai propri bisogni.