12.1034 · Interrogazione · 2012-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il 22 febbraio 2012, Groupe E e Swisscom hanno annunciato di voler rimettere in questione la loro collaborazione in materia di fibra ottica. Il motivo è da ricondurre alle esigenze fissate dalla Commissione della concorrenza (COMCO) che si oppone a diverse disposizioni contrattuali stipulate dalle due imprese. Queste ultime proseguiranno il dialogo con la COMCO per trovare delle soluzioni, ma una spada di Damocle minaccia il progetto: l'ampliamento della rete in fibra ottica nei cantoni di Friburgo, Neuchâtel e in parte del cantone di Vaud potrebbe in definitiva essere abbandonato, ciò che avrebbe conseguenze nefaste sulla popolazione e sull'economia delle regioni coinvolte.
Ora che la concorrenza internazionale ci spinge a ad avere condizioni quadro estremamente performanti, tra cui figura la fibra ottica, risulta particolarmente incomprensibile e ci si interroga sul perché vengano messi i bastoni nelle ruote a coloro che desiderano investire in questo campo essenziale. Se lo Stato non vuole essere costretto ad investire, non è forse suo dovere stabilire condizioni quadro favorevoli agli investitori affinché sia raggiunto l'obiettivo finale, ovvero lo sviluppo della fibra ottica?
Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica il rapporto della COMCO relativo al progetto di Groupe E e Swisscom?
2. Che importanza dà all'ampliamento della fibra ottica nel nostro Paese? Ritiene che le condizioni quadro attuali siano favorevoli al suo sviluppo? È immaginabile un miglioramento delle condizioni quadro?
3. Se gli investitori privati abbandonassero i loro progetti a causa dei rischi imprenditoriali troppo elevati, come pensa di agire il Consiglio federale? La collettività pubblica non rischia di dover supplire all'assenza di investitori e dunque utilizzare il denaro dei contribuenti per garantire lo sviluppo della fibra ottica?
4. Non teme che, se le condizioni fissate agli investitori da parte della COMCO risultano troppo restrittive, la fibra ottica rischia di svilupparsi essenzialmente nelle zone più urbanizzate, dimenticando alcune regioni?
Stellungnahme des Bundesrates
In un contesto segnato dalla globalizzazione e soggetto a rapidi mutamenti, il Consiglio federale ritiene estremamente importante che il nostro Paese disponga di un'infrastruttura di telecomunicazioni moderna e performante. Di conseguenza, segue con attenzione gli sviluppi in corso e, con l'appoggio del Parlamento, aspira a garantire un quadro normativo che sul lungo termine consenta di conciliare gli incentivi agli investimenti con la promozione della concorrenza.
1. La Commissione della concorrenza (COMCO) è una commissione indipendente che interviene secondo le prerogative e le competenze attribuitele dalla legge sui cartelli (RS 251). Nell'interesse del buon funzionamento delle istituzioni, in linea di principio il Consiglio federale non si pronuncia sulle attività della COMCO.
Il Consiglio federale constata tuttavia che nel caso dei contratti di cooperazione per lo sviluppo della fibra ottica firmati con Swisscom a Basilea, Berna, Lucerna e Zurigo, tra i soggetti coinvolti si è potuto instaurare un modus vivendi in grado di stemperare le critiche espresse dalla COMCO.
2. Ormai da diversi anni è possibile osservare una vera e propria dinamica nello sviluppo delle reti di collegamento in fibra ottica. I progetti proliferano in tutto il Paese.
Malgrado ciò, non bisogna dare nulla per scontato: adesso l'importante è riflettere sulla creazione di un quadro normativo che tenga conto delle nuove tecnologie. Come dichiarato nel rapporto complementare sulla valutazione del mercato delle telecomunicazioni del 28 marzo scorso, il Consiglio federale ha intenzione di affidare un mandato per elaborare nel corso dell'attuale legislatura un progetto di revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (LTC; RS 784.10).
3. In questo momento sono numerose le imprese pubbliche e private che investono nelle infrastrutture di telecomunicazione. Tali investimenti non si limitano soltanto alla fibra ottica ma si rivolgono anche ad altre tecnologie. Lo sviluppo della rete VDSL dell'operatore storico, l'adattamento delle reti TV cablate per offrire velocità di trasmissione molto più elevate, il prossimo sviluppo delle reti di comunicazione mobile di nuova generazione (cfr. Long Term Evolution) rappresentano ulteriori segnali del dinamismo che anima il mercato. Questa fase positiva si spiega principalmente con la concorrenza tra infrastrutture, che spinge i diversi attori a investire per continuare a essere competitivi. È quindi poco verosimile che questo circolo virtuoso si arresti. Anche se succedesse, la normativa sulle telecomunicazioni non prevede alcun meccanismo per il quale lo Stato federale abbia l'obbligo di contribuire all'opera degli investitori.
4. Il Consiglio federale riconosce che lo sviluppo della fibra ottica potrebbe non arrivare a coprire integralmente il territorio nazionale. Ciononostante, questo fenomeno si spiegherebbe essenzialmente in termini di redditività. Nella prospettiva di evitare un eventuale divario digitale, l'UFCOM ha costituito un gruppo di lavoro che si occupa della questione dell'estensione massima delle nuove reti.
Nel quadro di un progetto di revisione parziale della LTC, bisognerà inoltre esaminare, sulla base di un approccio tecnologicamente neutro, la portata, la composizione nonché i costi e il finanziamento per il sostegno dell'ente pubblico ai servizi di telecomunicazione.
Risposta del Consiglio federale.