Offerta di un'adeguata imposta liberatoria a tutti gli Stati membri dell'OCSE con obbligo di esercitare il veto contro lo scambio automatico di informazioni
12.3425 · Mozione · 2012-06-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di offrire a tutti gli Stati membri dell'OCSE convenzioni per evitare le doppie imposizioni che prevedono un'adeguata imposta preventiva e di imporre l'esercizio del diritto di veto, qualora l'OCSE richieda lo scambio automatico di informazioni.
Begründung
La Svizzera deve offrire a tutti gli Stati membri dell'OCSE un'imposta liberatoria con aliquote che non siano superiori a quelle applicate nei singoli Stati contraenti; secondariamente deve essere salvaguardata la garanzia della proprietà e in terzo luogo deve essere escluso a lungo termine uno scambio automatico di informazioni. L'accettazione di queste condizioni da parte degli Stati membri dell'OCSE rimane una loro prerogativa. Qualora l'OCSE esigesse nuovi standard per lo scambio di informazioni, questi non riguarderebbero più solo la perdita di gettito fiscale, ma il controllo totale di ogni singolo contribuente al fine di creare "cittadini trasparenti". Nella sua funzione di garante della privacy, il nostro Paese deve opporsi a questa situazione con tutti i mezzi disponibili, compreso l'esercizio obbligatorio del diritto di veto, nel caso in cui l'OCSE richieda lo scambio automatico di informazioni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La conclusione di convenzioni sull'imposta alla fonte in ambito internazionale, che prevedono la regolarizzazione dei problemi fiscali del passato e la futura imposizione dei redditi da capitale, rappresenta un elemento essenziale della strategia del Consiglio federale per una piazza finanziaria svizzera concorrenziale e conforme dal profilo fiscale. Le convenzioni sull'imposta alla fonte concluse con la Germania, il Regno Unito e l'Austria dovrebbero servire da esempio per la conclusione di ulteriori convenzioni.
Il Consiglio federale respinge lo scambio automatico di informazioni. Il modello dell'imposizione alla fonte è un mezzo meno invasivo e più efficiente per garantire l'imposizione. Anche la partecipazione della Svizzera allo sviluppo degli standard internazionali in materia di scambio di informazioni è orientata in questo senso. La Svizzera si impegna per una maggiore efficienza dell'assistenza amministrativa in materia fiscale, nel rispetto dei principi dello Stato di diritto e senza che i diritti dei contribuenti, in particolare quelli dei contribuenti onesti, vengano limitati in modo ingiustificato. Inoltre oneri e benefici non devono essere sproporzionati. Le spese delle autorità e degli istituti finanziari devono infatti essere proporzionate alle entrate fiscali supplementari conseguite.
Il Consiglio federale condivide l'indirizzo dell'autore della mozione, nella misura in cui l'intervento sia compatibile con le suddette considerazioni. Respinge però le misure richieste nella mozione, in quanto restringono il margine di manovra della Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.