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Per una vera polizia di confine e un miglior coordinamento con i cantoni

12.3857 · Mozione · 2012-09-27

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di rivedere le basi legali attuali e di adottare le misure necessarie, segnatamente un incremento del budget e il trasferimento di competenze, al fine di rafforzare i compiti di polizia di sicurezza del corpo delle guardie di confine (Cgcf). Deve inoltre fare in modo di rendere più efficace la cooperazione tra il Cgcf e i corpi di polizia cantonali ripartendo in modo ottimale i compiti, ad esempio quelli amministrativi.

Begründung

Storicamente, il Cgcf ha tre compiti principali: compiti doganali, di polizia di sicurezza e legati all'ambito della migrazione.

La professione di guardia di confine muta e i compiti sono sempre più legati alla polizia di sicurezza. Gli accordi di Schengen hanno infatti soppresso i controlli d'identità sistematici alle frontiere, facendo aumentare le pattuglie mobili all'interno del territorio. La recrudescenza della criminalità transfrontaliera e la difficoltà dei corpi di polizia cantonali nel contrastarla spingono parimenti a rafforzare i compiti di polizia di sicurezza del Cgcf. Pertanto occorre assegnare al Cgcf maggiori competenze e mezzi, in particolare per l'individuazione e il fermo di sospettati nonché per il perseguimento penale di determinate infrazioni.

È altresì necessario migliorare il coordinamento delle attività tra il Cgcf e le polizie cantonali. Attualmente tale cooperazione si fonda sugli accordi con i cantoni che devono essere rivisti, al fine di migliorare la ripartizione dei compiti di polizia e di quelli amministrativi. Tale potenziale di miglioramento è stato sottolineato anche da Pierre Maudet, consigliere di Stato ginevrino incaricato della sicurezza (vedi la "Tribune de Genève" del 30 agosto 2010).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale sostiene la collaborazione tra il Cgcf, ossia l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) e i cantoni, nell'ambito degli accordi bilaterali relativi all'assunzione di compiti di polizia secondo l'articolo 97 della legge del 18 marzo 2005 sulle dogane (RS 631.0), sempre che tali compiti siano in relazione a quelli originari del Cgcf (AFD). In primo piano vi è il guadagno sul piano delle sinergie. Laddove possibile, l'autorità che effettua gli accertamenti deve poter sbrigare in modo autonomo i casi, ai sensi di un'economia procedurale, senza coinvolgere anche un'altra autorità. Ciò permette di evitare tempi di attesa e doppioni ed è nell'interesse di entrambi i partner.

Il Cgcf lavora già ora a stretto contatto con i cantoni che lo auspicano, senza però limitare la loro sovranità in materia di polizia. Il Cgcf supporta in particolare i cantoni nell'ambito dei controlli mobili per quel che riguarda le misure sostitutive nazionali in relazione a Schengen. Il Cgcf si assume però solo i compiti di polizia correlati ai disposti di natura non doganale che già gli assegnano determinate competenze (p. es. nell'ambito degli stupefacenti e della migrazione illegale). Ciò anche poiché il Cgcf opera in tutti e tre gli ambiti menzionati dall'autore della mozione ed è dunque confrontato con una vasta gamma di esigenze.

Nel canton Ginevra il Cgcf si assume i compiti di polizia in un'area di confine definita, la quale costituisce una parte importante del territorio cantonale, e garantisce i controlli delle persone alle frontiere esterne dello spazio Schengen nell'aeroporto di Ginevra. In tal modo esso sgrava la polizia cantonale di Ginevra, la quale può così concentrare le sue forze in altri ambiti. Nel caso del canton Ginevra il summenzionato principio dell'economia procedurale potrebbe essere ulteriormente migliorato se il Cgcf potesse denunciare direttamente al pubblico ministero determinati casi, senza doverli previamente passare alla polizia cantonale. Per fare ciò il canton Ginevra, e non la Confederazione, dovrebbe modificare le sue basi legali.

Il Consiglio federale non dispone di alcuna indicazione relativa al fatto che la maggioranza dei cantoni auspichi cedere alla Confederazione competenze che toccano la sovranità cantonale in materia di polizia. Occorrerebbe inoltre rispettare i confini costituzionali. Nell'ambito della polizia di sicurezza la Confederazione dispone solo di competenze limitate. Come illustrato dal Consiglio federale nel suo rapporto in risposta al postulato di Malama 10.3045, "Sicurezza interna: chiarire le competenze", del 3 marzo 2010, le competenze dell'AFD (Cgcf) per l'esecuzione del diritto federale devono risultare dalle prescrizioni delle leggi federali piuttosto che dagli accordi tra i cantoni e l'AFD. Nel quadro della futura consultazione relativa alla revisione della legge sulle dogane, il Consiglio federale presenterà, tra l'altro, un adeguamento dell'articolo 97, che definisce in modo più chiaro le possibilità di delega dei cantoni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.