13.1012 · Interrogazione · 2013-03-18
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Nella rivista "Pro Libertate" 6/2012 è stata riportata la seguente dichiarazione del colonnello d'artiglieria Peter Forster, caporedattore della rivista militare "Schweizer Soldat":
"Il Consiglio federale gioca deliberatamente con un bene prezioso, la sicurezza del nostro Paese, che gli è stata affidata in quanto compito originario dello Stato. Ci eravamo già chiesti se occorreva adeguarci o opporci la prima volta che il Consiglio federale ha minacciato di prendere misure pregiudizievoli. Allora eravamo giunti alla medesima conclusione di oggi: in una situazione in cui la nostra coscienza ci impone di opporci al nostro proprio governo, il silenzio sarebbe un tradimento e la condiscendenza una sottomissione."
1. Il Consiglio federale ritiene che, in uno Stato democratico, sia ancora tollerabile per l'esercito un ufficiale che pubblicamente invoca la propria coscienza come motivo per opporsi a un governo eletto democraticamente?
a. In caso affermativo: dove si situano per il Consiglio federale i limiti della lealtà degli ufficiali superiori che devono proteggere le nostre istituzioni democratiche e le nostre autorità democraticamente legittimate?
b. In caso contrario: il Consiglio federale ha adottato provvedimenti nei confronti del colonnello Peter Forster? Se sì, quali?
2. L'editore della rivista "Schweizer Soldat" riceve ancora gratuitamente gli indirizzi dei quadri militari dal grado di capitano, conformemente all'articolo 24 capoverso 3 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sui controlli militari? Se sì, il Consiglio federale ha intenzione di lasciar perdurare questa prassi?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il regolamento di servizio dell'esercito svizzero del 22 giugno 1994 (RS 04; RS 510.107.0, regl 51.002) contiene le regole applicabili all'esercizio dei diritti fondamentali. In particolare, il numero 96 RS 04 fornisce precisazioni in merito alla libertà d'espressione e l'esercizio dei diritti politici durante il servizio militare. I militari possono quindi esprimere liberamente le loro opinioni anche in servizio. Ciò vale pure per le opinioni sul servizio e sull'esercito. Quanto espresso non deve tuttavia pregiudicare l'adempimento del compito, l'obbedienza ai superiori, la disciplina, la coesione della truppa e l'andamento ordinato del servizio. Tuttavia, durante il tempo di lavoro e di riposo ai militari è vietato organizzare o partecipare ad assemblee politiche, manifestazioni politiche o attività di propaganda di qualsiasi tipo, come pure raccogliere firme per candidature elettorali, iniziative popolari, referendum e petizioni. È invece consentito indossare l'uniforme durante le manifestazioni politiche organizzate dalle autorità. Ciò vale sia per i soldati sia per i sottufficiali e gli ufficiali. Di conseguenza, entro queste limitazioni determinate dal servizio, i militari beneficiano dei diritti sanciti dalla Costituzione e dalla legge anche in servizio militare.
2. La comunicazione di dati del sistema di gestione del personale dell'esercito (PISA) è disciplinata nella legge federale del 3 ottobre 2008 sui sistemi d'informazione militari (LSIM; RS 510.91), secondo cui alle associazioni militari e alle società di tiro possono essere comunicati l'indirizzo, il grado e l'incorporazione di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare per favorire nuove adesioni e la sottoscrizione di abbonamenti, nonché per le attività fuori del servizio (art. 16 cpv. 3 lett. a LSIM). I militari possono in ogni momento far bloccare la comunicazione dei dati.
Occorre infine considerare che il caporedattore della rivista militare "Schweizer Soldat" Peter Forster, colonnello SMG di milizia, è ancora incorporato nello Stato Maggiore dell'esercito. Come privato cittadino, egli può esercitare i suoi diritti costituzionali e, in particolare, può esprimere liberamente la sua opinione anche su questioni militari, cosa che, nella sua funzione civile di caporedattore di una rivista, ha effettivamente fatto.
Il Consiglio federale ritiene che il diritto di esprimere liberamente la propria opinione sia un bene molto importante per le cittadine e i cittadini svizzeri. Un Paese democratico e le sue autorità sanno gestire le critiche con la necessaria serenità.
Risposta del Consiglio federale.