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13.3377 · Interpellanza · 2013-06-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

I terminal intermodali di Stabio danno un contributo importante al trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia, attuando all'anno circa 20 000 trasbordi di camion con merci destinate da e per oltre Gottardo.

Da tempo la strategia dichiarata del Consiglio federale è quella di promuovere il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Secondo l'intenzione del Consiglio federale, che ha posto in consultazione la revisione totale della legge sul trasporto merci, l'obiettivo è quello di aumentare i trasbordi intermodali per incentivare il traffico merci sull'intero territorio nazionale.

Recentemente sono stati divulgati i dettagli del progetto di sviluppo della stazione di Mendrisio che però non vanno in questa direzione.

A oggi, in stazione a Mendrisio, sia come da nord come da sud, possono sostare treni aventi la lunghezza di 600 metri. Il progetto di rifacimento della stazione prevede però binari di una lunghezza inferiore ai 450 metri. Considerato che, con l'apertura di Alptransit, la lunghezza media dei convogli ferroviari sarà di 750 metri, la posa di un nuovo binario a Mendrisio di una lunghezza di 450 metri non permetterà più la sosta e quindi neppure lo smistamento verso il centro intermodale di Stabio.

La stazione di Mendrisio diventerà un collo di bottiglia che provocherà aumenti di costi e di conseguenza l'incremento delle tariffe per il traffico intermodale.

L'effetto di questa strategia sarà l'inevitabile riversamento di diverse migliaia di camion sulla rete stradale del Mendrisiotto, già fortemente e quotidianamente sollecitata ed al limite della capienza massima.

Per i motivi sopraesposti, chiedo al Consiglio federale:

1. Come si intende perseguire una strategia per incentivare il trasbordo merci strada-ferrovia e poi pianificare un rinnovamento di una stazione con binari sottodimensionati?

2. Come si intende evitare che, a causa della mancata possibilità di sosta di treni di lunghezza superiore ai 450 metri sulla tratta Mendrisio-Stabio, siano riversati sulle strade cantonali e nazionali della regione migliaia di camion?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il 17 agosto 2007 le FFS hanno presentato all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) i piani relativi al nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese (FMV) per la procedura di approvazione di diritto ferroviario.

Nei comuni interessati i piani sono stati esposti pubblicamente dal 13 novembre al 14 dicembre 2007.

Con decisione del 19 settembre 2008, l'UFT ha rilasciato alle FFS l'autorizzazione per la costruzione del nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese. Il progetto prevede anche una serie di adeguamenti della stazione di Mendrisio.

Secondo le informazioni del Consiglio federale, al momento della procedura di approvazione dei piani la lunghezza media dei treni destinati al punto franco era di 400 metri. Secondo la documentazione del progetto pubblicato e soprattutto in base al rapporto sull'impatto ambientale, la lunghezza dei treni prevista per la messa in servizio della FMV è di 440 metri. Durante la procedura di approvazione dei piani non sono state inoltrate osservazioni concernenti la lunghezza dei treni.

Su richiesta dell'UFT, le FFS hanno confermato che per la messa in servizio della FMV è in ogni caso possibile la circolazione di treni con una lunghezza di 440 metri da e per Stabio, Mendrisio e Chiasso e anche di treni con una lunghezza di 600 metri da o verso nord senza fermata a Mendrisio.

In base alle informazioni fornite dalle FFS il traffico merci ha inoltre a disposizione un binario di raccordo di 600 metri che termina in due binari morti di circa 100 metri di lunghezza l'uno. La messa in funzione tecnica è prevista per il 23 giugno 2014.

2. Secondo le informazioni fornite dalle FFS sono in corso verifiche per stabilire quali adeguamenti infrastrutturali si rendono necessari nella stazione di Mendrisio affinché i treni con una lunghezza di 600 metri possano circolare anche da e per Stabio e Chiasso.

In un workshop svolto il 16 aprile 2013 con l'HUPAC le FFS hanno appreso che anche i treni da e per Stabio e Chiasso circoleranno con una lunghezza di 600 metri. Dopo un'attenta valutazione dell'infrastruttura ferroviaria a Mendrisio e a Stabio, le FFS sono giunte alla conclusione che per consentire la circolazione dei treni con una lunghezza di 600 metri saranno necessari ulteriori potenziamenti. Sono state prese in esame otto varianti definendone un ordine di priorità. Il 6 giugno 2013 le FFS hanno informato l'HUPAC sulle otto varianti con richiesta di una presa di posizione.

L'HUPAC e le FFS dovranno accordarsi su come procedere a questo riguardo.

Considerati gli accertamenti in corso, il Consiglio federale ritiene che l'argomento è affrontato con la dovuta accuratezza.

I terminali per il trasporto intermodale a Stabio danno un contributo fondamentale al trasferimento del traffico merci transalpino. La Confederazione ha quindi tutto l'interesse a creare condizioni infrastrutturali tali da consentire un esercizio ragionevole del trasporto combinato a costi realistici rispetto al trasporto di merci su gomma anche dopo la ristrutturazione della stazione di Mendrisio e la messa in funzione della FMV.

Nel quadro dell'attuazione della strategia volta a incentivare il traffico merci ferroviario sull'intero territorio nazionale, quale futuro strumento di pianificazione si prevede di introdurre un piano per i relativi impianti, che dovrà essere coordinato con lo sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria. Impiegato in collaborazione con gli operatori del settore, questo strumento sostituirà l'attuale processo di pianificazione e consentirà una visione globale del traffico merci prendendo in considerazione già anticipatamente sia le esigenze di mercato che il coordinamento stesso. A tale proposito si rimanda alla consultazione in corso sulla revisione totale della legge sul trasporto merci e sulla strategia globale volta a incentivare il traffico merci ferroviario sull'intero territorio nazionale.

Risposta del Consiglio federale.