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14.3311 · Mozione · 2014-05-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato d'intervenire presso le FFS affinché acquistino il materiale rotabile per il collegamento ferroviario Cornavin-Eaux-Vives-Annemasse (CEVA) da imprese o consorzi che lo producono, lo assemblano e ne effettuano la manutenzione in Svizzera. Si impedirebbe così alle FFS di delocalizzare in Francia operazioni di manutenzione effettuabili senza problemi al centro di manutenzione FFS di Ginevra.

Il collegamento ferroviario CEVA ha una lunghezza di quasi 15 chilometri, di cui solo 1,8 in territorio francese. Questa importante opera, i cui costi attualmente noti ammontano a 1,567 miliardi di franchi, beneficia di un finanziamento federale in virtù del suo carattere internazionale. La Confederazione si assume il 57 per cento dei costi e il cantone di Ginevra il rimanente 43 per cento. I partner francesi finanziano la parte di linea situata sul loro territorio, nonostante la Confederazione prenda comunque in carico tutti i costi di realizzazione di un binario alimentato dalla corrente di trazione svizzera fino alla stazione di Annemasse con un contributo "forfettario unico" di 15,7 milioni di euro.

Varie imprese si contendono il mercato del materiale rotabile CEVA. Secondo la stampa francese, un costruttore starebbe valutando la possibilità di trasferirsi in Francia in cambio dell'attribuzione di tale mercato. Gli enti francesi sperano di aggiudicarsi la manutenzione, l'assemblaggio e persino la costruzione dei convogli, nonostante la Francia abbia contribuito solo in minima parte a finanziare i costi totali di CEVA. Ginevra e la Svizzera non otterrebbero alcuno dei 350 impieghi previsti e questo nonostante il centro di manutenzione FFS, situato a Ginevra in rue du Prieuré 32, possa garantire, senza alcun investimento supplementare, la manutenzione completa dei convogli CEVA.

Come per la costruzione grezza e per i lavori del genio civile di CEVA, vi è ragione di temere che la mancanza di volontà delle autorità non vada a beneficio degli impieghi locali, ma favorisca ancora una volta la creazione di posti di lavoro all'estero o i casi di dumping in Svizzera. L'approvazione della delocalizzazione da parte del Consiglio federale determinerebbe un grave danno per i lavoratori e per il settore secondario ginevrino: andrebbero infatti perduti impieghi, formazione e introiti fiscali. L'attribuzione del mercato del materiale rotabile a un'impresa, sia essa svizzera o straniera, che produce, assembla ed effettua la manutenzione di tale materiale nel nostro Paese non sarebbe altro che un'equa e legittima ricompensa.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel sistema svizzero di ordinazione del traffico regionale l'acquisto del materiale rotabile idoneo spetta all'impresa di trasporto che gestisce la linea o la rete. La stessa impresa assicura il finanziamento dell'acquisto, per il quale può ricorrere a una fideiussione federale.

La procedura d'acquisto è sottoposta alla legislazione svizzera sugli acquisti pubblici. Sia la legge federale sugli acquisti pubblici (RS 172.056.1) sia la legge federale sul mercato interno (RS 943.02) vietano che la preferenza sia accordata a un'offerta di prestazioni, di forniture o di costruzione sulla base del suo rapporto con una regione.

Le FFS hanno stabilito i criteri che devono soddisfare i veicoli impiegati per il collegamento CEVA, tra cui figurano, oltre al prezzo e ad aspetti tecnici, anche i rischi legati all'omologazione e alla fornitura dei veicoli. Sono questi i parametri determinanti per la decisione d'acquisto. Un criterio basato sulla nazionalità sarebbe contrario alla legge.

I committenti del traffico regionale (ossia i cantoni di Ginevra e di Vaud e la Confederazione) devono assicurarsi che il piano d'esercizio messo a punto dalle imprese di trasporto sia il più efficace possibile. L'Ufficio federale dei trasporti ritiene che un piano d'esercizio basato su un'unica flotta (a prescindere che l'impresa abbia sede in Svizzera o all'estero) risponda al meglio agli obblighi e alle esigenze d'esercizio della rete RER franco-valdo-genevois. Inoltre, sarebbe quello meno costoso.

Alla luce di queste considerazioni, l'Ufficio federale dei trasporti è convinto che sia preferibile gestire la rete RER in oggetto con un'unica flotta.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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