14.3587 · Interpellanza · 2014-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Negli ultimi anni l'arrivo delle grandi catene di discount nel settore del commercio al dettaglio ha scatenato una feroce guerra dei prezzi sui prodotti più convenienti che, per attirare i consumatori, sono venduti sottocosto.
Le prime vittime di questa battaglia sono i piccoli commercianti indipendenti che, a causa delle dimensioni ridotte, non godono delle stesse condizioni di acquisto dei grandi distributori presso i fornitori. La situazione è aggravata da diverse pratiche (ristorni, incentivi sulle promozioni, partecipazioni pubblicitarie, ecc.) che si ripercuotono negativamente sui piccoli commercianti a causa dei prezzi gonfiati per compensare il costo di tali pratiche.
Tutto ciò fa sì che i commercianti locali indipendenti subiscano una concorrenza sleale e vedano il loro futuro compromesso.
Alla luce di questi fatti desidero porre al Consiglio federale le seguenti domande:
1. La Commissione federale della concorrenza ha già esaminato la situazione della concorrenza tra grande distribuzione e piccoli commercianti, in particolare per quel che riguarda i ristorni, gli incentivi sulle promozioni e le partecipazioni pubblicitarie?
2. È normale che i piccoli commercianti finanzino le pratiche menzionate dovendo pagare prezzi di acquisto più elevati?
3. La legge proibisce di vendere sottocosto: come viene controllato questo principio? Le autorità competenti effettuano regolari controlli per verificarne il rispetto?
Stellungnahme des Bundesrates
1. No, la Commissione federale della concorrenza (COMCO) non ha avuto l'occasione di esaminare la concorrenza tra grande distribuzione e piccoli commercianti. La situazione dei fornitori quali partner commerciali dei venditori al dettaglio è stata studiata da vicino nell'ambito dei controlli delle concentrazioni di impresa Migros/Denner e Coop/Carrefour. Inoltre nel corso dell'inchiesta Coop/Forte la COMCO aveva dovuto verificare se Coop abusasse di un'eventuale posizione dominante sul mercato imponendo ai propri fornitori un bonus per poter beneficiare di prestazioni supplementari.
Le statistiche attuali sul commercio al dettaglio non permettono di stabilire se il fatturato dei piccoli commercianti sia diminuito molto di più rispetto a quello delle grandi imprese di commercio al dettaglio. Secondo le analisi attuali del mercato del commercio al dettaglio, invece, i due giganti svizzeri, Coop e Migros, stanno subendo forti pressioni nella loro attività centrale e la loro espansione nel settore dei supermercati tradizionali si è arrestata. Risentono in particolare del crollo dei prezzi e del turismo degli acquisti. Restano invece in buone condizioni i venditori al dettaglio di dimensioni più ridotte. In conclusione non vi è alcun indizio del fatto che i piccoli commercianti al dettaglio stiano scomparendo a causa delle grandi catene. Si riscontra tuttavia una tendenza al ridimensionamento sia nei grandi che nei piccoli supermercati.
2. La COMCO non dispone di alcuna prova del fatto che i piccoli commercianti, pagando prezzi più elevati, stiano finanziando prestazioni dei fornitori quali ristorni legati al fatturato, incentivi sulle promozioni e partecipazioni pubblicitarie. Ciò nonostante è naturale che le grandi aziende siano generalmente in grado di acquistare in grandi quantità e quindi di concordare condizioni più vantaggiose.
3. Il diritto svizzero non prevede il divieto assoluto di vendere sottocosto. È sleale e illegale evidenziare particolarmente e reiteratamente nelle pubblicità offerte sottocosto ingannando così la clientela sulle proprie capacità o su quelle dei propri concorrenti (art. 3 cpv. 1 lett. f della legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale, LCSl). Il rispetto di questa disposizione è affidato alla vigilanza degli operatori del mercato, in particolare i concorrenti e le loro associazioni professionali ed economiche che hanno legittimazione attiva per agire contro pratiche commerciali sleali (art. 9 e 10 cpv. 2 lett. b LCSl).
Risposta del Consiglio federale.