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15.4054 · Interpellanza · 2015-09-25

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

1. Il CERN si è impegnato a condividere senza restrizioni tutti gli sviluppi finanziati con fondi pubblici e, al fine di soddisfare tale esigenza manifestata dai Paesi contribuenti, ha creato una licenza hardware libero ("CERN Open Hardware Licence"). In linea generale, che cosa impedirebbe di pubblicare con questo tipo di licenza le innovazioni e gli sviluppi finanziati dalla Confederazione?

2. Una parte consistente dei budget approvati per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) - 3,2 miliardi di franchi nel 2015 - serve a finanziare o a cofinanziare sviluppi tecnici o esperimenti pratici innovativi. In che misura potrebbe accrescersi l'efficacia di questi investimenti se i progetti venissero, totalmente o in parte, divulgati con una licenza open hardware?

3. Nel campo dell'aiuto pubblico allo sviluppo, quali sono oggi le strategie adottate dai Paesi donatori per quanto concerne l'hardware libero?

4. I nuovi finanziamenti partecipativi ("crowdfunding") sembrano essere in linea con gli approcci collaborativi dell'hardware libero. Il Consiglio federale non ritiene che, seguendo questa strada, potrebbe incentivare finanziamenti privati a favore dei progetti sostenuti con fondi pubblici e, in tal modo, aumentare la quota dei finanziamenti con risorse private?

5. Se, come si spera, il Consiglio federale opererà un simile cambiamento di rotta nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, in che modo pensa di posizionare il nostro Paese sulla scena internazionale? A tal fine, quali piattaforme intende privilegiare per divulgare questo know-how e documentare i progetti di hardware libero finanziati dalla Svizzera?

Begründung

Quest'anno il budget della DSC ammonta a 3,2 miliardi di franchi (cfr. "Le Temps" del 23 luglio 2015) e per alcuni si tratta di un importo troppo elevato, mentre in realtà l'obiettivo fissato - secondo cui i Paesi più sviluppati dovrebbero destinare lo 0,7 per cento del PIL all'aiuto pubblico allo sviluppo - è ben lungi dall'essere raggiunto. Senza voler rilanciare la discussione su un budget già votato, ci si può chiedere quale sia l'efficacia dei fondi stanziati per le popolazioni beneficiarie. A tale proposito, il movimento dell'hardware libero offre un'ottima occasione per moltiplicare questa efficacia pur mantenendo costante il budget. Come i software liberi (Open Source), i progetti di hardware libero non sono coperti da diritti e possono essere utilizzati, copiati, migliorati e ridistribuiti senza limitazioni. L'unica restrizione consiste nell'obbligo di indicare gli autori ai sensi del diritto in materia di proprietà intellettuale. Pertanto, se la DSC applicasse il principio secondo cui i progetti da essa finanziati o cofinanziati devono essere pubblicati con una licenza open hardware, gli effetti di un progetto specifico in una determinata regione potrebbero essere moltiplicati a livello sia geografico che temporale. Inoltre, i progetti particolarmente innovativi - e quindi migliorabili - sostenuti dalla DSC beneficerebbero dei rapidi miglioramenti apportati dalla comunità dell'hardware libero e finanziati da altri partner. Il movimento dell'hardware libero è nato verso il 2010 sulla scia del successo ottenuto dai software liberi (circa il 75 per cento dei software utilizzati dai server web). Nel 2013 il vertice dedicato all'hardware libero ("Open Hardware Summit") si è tenuto al MIT (cfr. http://2013.oshwa.org/), la celebre università che ha tra l'altro introdotto i primi corsi di massa on line aperti a tutti ("Massive Open Online Courses" o MOOC). Più vicino a noi, il CERN ha elaborato il primo - e per il momento unico - brevetto per l'hardware libero (cfr. http://www.ohwr.org/). Considerando il contributo determinante fornito dal CERN allo sviluppo del web come lo conosciamo oggi, non si può fare a meno di pensare che l'approccio basato sull'hardware libero prefiguri un profondo mutamento a livello di innovazione e di condivisione delle conoscenze su scala mondiale. Va infine citato il progetto Ara ("Project Ara", ispirato al sistema "Phonebloks"), nel quale Google ha investito circa 11 miliardi di dollari statunitensi (acquisizione di Motorola Mobile) per progettare a tempo di record uno smartphone modulare e resistente costituito da componenti standardizzati e da hardware libero.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale considera molto interessanti le varie iniziative che mirano a promuovere l'hardware libero, tra cui rientra quella del CERN. Non ritiene tuttavia necessario generalizzare la pubblicazione dei risultati delle attività finanziate dalla Confederazione mediante un uso sistematico di simili licenze.

La questione dell'hardware libero si iscrive in effetti nell'ambito più ampio dei diritti di proprietà intellettuale. Il DFAE opera in generale secondo il principio "denaro pubblico, bene pubblico". Nel caso dei mandati, per esempio, le disposizioni contrattuali prevedono che, salvo disposizioni contrarie, la Confederazione è titolare di tutti i diritti di protezione legati ai risultati dei lavori portati avanti nel quadro dell'esecuzione del contratto. Per quanto riguarda i contributi ai progetti, anche se i risultati dell'attività che deriva dal contratto e i diritti di proprietà intellettuale sono considerati proprietà dell'organizzazione, il DFAE si riserva il libero accesso a tali diritti compresi quelli illimitati e gratuiti di copia, utilizzo e diffusione.

2. Applicare in maniera sistematica il principio dell'hardware libero a tutti i progetti di ricerca e di sviluppo non è possibile né sempre auspicabile. Da una parte, i contribuiti a programmi di ricerca richiedono spesso strutture di finanziamento complesse e la negoziazione delle condizioni caso per caso. Dall'altra, una simile misura rischierebbe di ridurre la motivazione di alcuni attori particolarmente innovativi - in particolare le imprese private - a impegnarsi in partenariati che potrebbero invece avere un impatto, su larga scala, a livello di sviluppo sostenibile.

La Confederazione si sforza comunque di garantire, per quanto possibile, il libero accesso ai risultati delle ricerche che finanzia; il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica è stato spinto così ad adottare una politica di Open Access per i risultati delle ricerche da esso sostenute.

3. Il Consiglio federale non conosce le politiche e le strategie in materia di hardware libero eventualmente definite da altre organizzazioni che operano nell'ambito dello sviluppo.

L'introduzione di una politica concernente l'hardware libero a livello federale non apporterebbe vantaggi notevoli in termini di efficacia dell'aiuto allo sviluppo svizzero. Le misure adottate riguardanti i diritti di proprietà intellettuale, menzionate sopra, assicurano già ampiamente il libero accesso ai risultati dei progetti attraverso la loro diffusione e la messa a disposizione mediante vari supporti mediatici.

4. Il "crowdfunding" è una modalità di finanziamento innovativa che può essere molto efficace. Mira principalmente a mobilitare risorse di individui e piccoli donatori ed è adatta a finanziare iniziative di singoli, di piccoli imprenditori o di ONG. Per progetti di sviluppo che esigono finanziamenti più importanti e a lungo termine, come accade spesso nel caso della Direzione dello sviluppo e della cooperazione, il "crowdfunding" in genere non è il sistema più adeguato.

5. Il Consiglio federale apprezza l'hardware libero come vettore importante per la diffusione su larga scala dei risultati di progetti e ricerche. Ma tenuto conto della prassi attuale, in particolare per quanto riguarda i diritti di proprietà intellettuale, pensare a un cambio totale di paradigma nel campo della cooperazione allo sviluppo sarebbe eccessivo.

Risposta del Consiglio federale.