16.4025 · Interpellanza · 2016-12-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Almir Narayamoga Surui, capo del popolo amazzonico Paiter Surui, ha recentemente lanciato un appello: dall'inizio del 2016, il territorio dei Paiter Surui subisce un'invasione da parte di deforestatori e cercatori di oro e diamanti. Ogni giorno 300 autocarri ripartono colmi di legna, ossia un volume pari alla deforestazione di 600 ettari. Queste attività sono in continuo aumento, nonostante la Costituzione del Brasile vieti la deforestazione delle riserve indigene. Oltre alla deforestazione e al relativo impatto disastroso che esercitano sulla biodiversità e sul clima, tali attività investono anche le acque. La presenza di mercurio e cianuro è infatti stata rilevata nei tre fiumi presenti nel territorio Surui ed è legata alle attività dei cercatori. La salute delle popolazioni indigene è minacciata. Coloro che cercano di interporsi rischiano persino la vita. La situazione dei territori del popolo Surui non è purtroppo unica nel suo genere: oggi l'intera foresta amazzonica subisce forti pressioni.
Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. È possibile che prodotti derivanti da simili attività illegali possano finire sul mercato svizzero?
2. Il fatto di tollerare simili pregiudizi nei confronti della protezione del clima all'estero, o addirittura di contribuirvi quando prodotti derivati da queste attività pregiudizievoli sono commercializzati sul nostro territorio, non contraddice la politica del Consiglio federale, che si prefigge invece di compensare le nostre emissioni di carbonio mediante misure di protezione del clima all'estero?
3. Questo genere di pratiche illegali non mette inoltre direttamente in questione il grande potenziale di replica del progetto REDD+ di compensazione delle emissioni di CO2 avviato dal popolo Surui?
4. Che cosa fa il Consiglio federale per scoraggiare simili pratiche illegali, disastrose sia per le popolazioni locali sia per la biodiversità e il clima?
5. Il Consiglio federale è disposto a riprendere le disposizioni europee, o ad adottarne di analoghe, al fine di vietare la messa sul mercato di legno proveniente da tagli illegali? Se sì, entro quali tempi?
6. Il Consiglio federale potrebbe considerare di condividere con le autorità brasiliane la propria preoccupazione in merito a queste pratiche illegali e al relativo impatto ecologico e sociale, anche al di fuori dei confini nazionali?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Secondo la più recente statistica del commercio, la Svizzera importa quantità molto ridotte di legno direttamente dal Brasile. Il Consiglio federale considera minimo il rischio che in Svizzera giunga legno illegale da questo Paese. I prodotti in legno importati in Svizzera provengono in gran parte dalla Precious Woods Holding SA, che da oltre vent'anni gestisce in modo sostenibile secondo i criteri della certificazione FSC una superficie pari a circa 300 000 ettari a est di Manaus.
Con l'accoglimento del postulato Recordon 15.3877, "Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti", il Consiglio federale è stato incaricato di presentare un rapporto che illustra il settore dell'oro e i suoi rischi sui diritti umani in relazione alla Svizzera come pure eventuali misure. Il postulato dovrà essere adempiuto entro fine 2017.
2. La Svizzera sostiene la promozione della gestione sostenibile delle foreste tropicali tramite la collaborazione con la cooperazione allo sviluppo della DSC, programmi specifici della Banca mondiale attraverso la SECO e il Fondo mondiale per l'ambiente (GEF) da parte dell'UFAM. Nel quadro dei negoziati sull'Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è impegnata con successo affinché il ruolo centrale delle foreste fosse riconosciuto in un articolo specifico e gli Stati venissero esortati a conservare la funzione di pozzo di carbonio delle foreste.
3. Le pratiche illegali menzionate compromettono il potenziale di replica di meccanismi efficienti di compensazione del CO2. Pertanto nei progetti REDD+ sono richiesti standard ambientali e sociali elevati con particolare attenzione sia all'integrità dei boschi delle popolazioni indigene come in Amazzonia sia alla conservazione della biodiversità. Attraverso un progetto della cooperazione allo sviluppo, la Svizzera ha inoltre sostenuto i rappresentanti delle popolazioni indigene presenti nei sette Stati del bacino amazzonico.
4. La Confederazione partecipa attivamente alle discussioni politiche e tecniche della Convenzione sulla diversità biologica, della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione, del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste (UNFF), dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali (ITTO) e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).
5. Nel 2010 è entrato in vigore in Svizzera l'obbligo di dichiarazione per il legno e i prodotti di legno (ordinanza sulla dichiarazione concernente il legno e i prodotti del legno; RS 944.021), che impegna i venditori di legno e di prodotti di legno a informare in modo trasparente i consumatori sul tipo e la provenienza del legno (Paese di raccolta del legno). Poiché circa il 95 per cento delle importazioni in Svizzera di prodotti derivati del legno passano dall'UE, si applicano indirettamente le disposizioni del Regolamento (UE) n. 995/20110 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (EU Timber Regulation; EUTR). L'EUTR è un elemento centrale del piano d'azione relativo all'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (EU Forest Law Enforcement, Governance and Trade; EU-FLEGT), che prevede misure per migliorare le condizioni di produzione e contro il commercio illegale nel settore forestale nei Paesi d'origine. Il Consiglio federale ritiene quindi esiguo il rischio che legno illegale sia commercializzato in Svizzera.
6. La questione della gestione sostenibile delle foreste è regolarmente tematizzata con il Brasile.
Risposta del Consiglio federale.