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17.3695 · Postulato · 2017-09-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di dimostrare quali misure e strumenti possono consentire di regolare in modo efficace la concentrazione nel settore dei media. L'obiettivo deve essere di garantire e rafforzare l'eterogeneità dei proprietari, e quindi delle opinioni, in tutte le tipologie di media.

Begründung

L'evoluzione dei media, in particolare nel settore della stampa scritta, mostra chiaramente che il giornalismo non è un bene che può essere regolato dal mercato. Il processo di concentrazione mediatica in Svizzera si trova già in uno stadio avanzato e prosegue. Al fine di preservare ciò che rimane della pluralità mediatica e delle opinioni, soprattutto nell'ambito della stampa scritta ma anche a livello regionale e locale, è necessario adottare misure urgenti ed efficaci. Una regolazione della concentrazione basata unicamente sulla concorrenza e che non fa distinzioni tra il settore dei media e i rami economici "classici" mette a repentaglio l'eterogeneità delle pubblicazioni e non può garantirne un numero sufficiente. Ciò risulta evidente osservando il processo di concentrazione degli ultimi mesi e anni. Negli altri Paesi europei sono stati adottati strumenti specifici per regolare i processi di concentrazione nel settore dei media, in particolare con l'introduzione di criteri per l'acquisizione dei media esistenti (si pensi ad esempio al modello norvegese o di altri Paesi scandinavi). Occorre valutare la situazione in tale ambito tenendo conto anche del contesto del paesaggio mediatico svizzero e della sua democrazia diretta. Le misure sotto il profilo della regolamentazione dei media devono essere naturalmente garantite nella totale indipendenza dei media coinvolti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Attualmente le disposizioni in materia di concentrazione differiscono a seconda del mezzo di comunicazione.

La concentrazione della stampa e dei media online è disciplinata innanzitutto dal controllo delle fusioni previsto dalla legge sui cartelli (LCart; RS 251). Già oggi è possibile intervenire in caso di concentrazione dei mezzi di comunicazione. La LCart si applica a tutti i settori e quindi anche alle imprese mediatiche, a condizione che le soglie fissate in materia di cifra d'affari siano rispettate (articolo 9 capoverso 1 LCart) o che un'impresa partecipante alla concentrazione occupi una posizione dominante sul mercato (articolo 9 capoverso 4 LCart). Il criterio determinante è tuttavia il potere di mercato e non di opinione. La Commissione della concorrenza (COMCO) può ad esempio vietare una concentrazione qualora questa rischi di creare o rafforzare una posizione dominante sul mercato, impedendo una concorrenza efficace. La LCart non prevede tuttavia misure preventive per contrastare le crescenti concentrazioni a livello regionale generate dalla scomparsa di aziende mediatiche. Autorizza invece limitazioni della concorrenza in circostanze ben definite, ossia qualora per un'impresa in stato di insolvenza (failing company defense) il rifiuto di una transazione annunciata determinerebbe la scomparsa dell'impresa per ragioni economiche. Attualmente la modernizzazione del controllo delle fusioni è già al vaglio del Consiglio federale, che presenterà un avamprogetto da porre in consultazione.

In tale contesto va precisato che l'articolo 9 capoverso 2 LCart, che prevedeva soglie particolarmente basse per le cifre d'affari di case editrici ed emittenti di programmi radiotelevisivi, è stato volutamente abrogato dal legislatore in occasione della revisione della LCart il primo aprile 2004.

Quanto alla radiotelevisione, esistono disposizioni specifiche per i media titolari di una concessione, nonché misure in caso di minaccia per la pluralità delle opinioni e dell'offerta (articolo 74 LRTV). In base alla cosiddetta regola del 2+2 un'emittente o l'azienda cui questa appartiene può ottenere al massimo due concessioni televisive e due concessioni radiofoniche (articolo 44 capoverso 3 LRTV). Si noti che la CTT-N ha recentemente presentato una mozione (17.3008) per chiedere lo stralcio di tale disposizione.

In considerazione del contesto giuridico e politico il Consiglio federale ritiene dunque poco promettente intervenire settorialmente nell'ambito del diritto generale sui cartelli, dove vi sono già lavori in corso, come invece auspicato dall'autore del postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.