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17.3935 · Postulato · 2017-09-29

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

I perturbatori (o interferenti) endocrini sono molecole con proprietà ormono-mimetiche che presentano un rischio per la crescita, lo sviluppo o la funzione riproduttiva. Queste sostanze chimiche non sono tossiche nel senso proprio del termine, ma possono interferire, spesso in modo subdolo, con l'organismo. A ciò si aggiunge che, sovente, sono poco conosciute dal pubblico. Presenti in numerosi prodotti cosmetici, giocattoli, vernici, recipienti, ecc., i perturbatori endocrini disturbano il nostro sistema ormonale e possono essere all'origine di malattie e anomalie. Possono inoltre provocare effetti che si trasmettono da una generazione all'altra. Non vi è, inoltre, una soglia al di sotto della quale non si osservino effetti negativi, poiché queste molecole possono agire già in deboli quantità.

Da uno studio recentemente pubblicato in Francia emerge che nei capelli dei bambini di età compresa fra i 10 e i 15 anni sono state rilevate concentrazioni astronomiche di perturbatori endocrini. Le industrie del settore alimentare, sostenendo che in gioco ci sono interessi economici enormi, sono restie a cercare nei loro prodotti tracce di queste sostanze. Lo studio francese evidenza inoltre che il perturbatore endocrino bisfenolo A, vietato in Francia dal 2015, è stato individuato soltanto nel 20 per cento dei campioni esaminati - la prova che il suo divieto è efficace!

Attualmente l'Unione europea stenta ad accordarsi su una definizione degli interferenti endocrini che permetterebbe di adottare misure di regolamentazione per limitare il loro impatto sulla salute. Non voler definire quando queste sostanze diventano nocive per la salute non è una scelta scientifica o tecnica, quanto piuttosto politica. I perturbatori endocrini, presenti ovunque, costituiscono senza dubbio una delle maggiori sfide sanitarie dei Paesi ricchi. È tempo di agire!

Il Consiglio federale è perciò incaricato di raccogliere dati rappresentativi su questo fenomeno in Svizzera e, se del caso, di adottare misure per limitare o addirittura vietare l'impiego di tali molecole.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

I perturbatori endocrini sono sostanze chimiche che alterano il funzionamento del sistema endocrino responsabile del controllo e della regolazione degli ormoni, ossia di quelle sostanze essenziali per lo sviluppo, la crescita, la riproduzione, il metabolismo, il sistema immunitario e il comportamento. Al momento si sta discutendo del ruolo eventualmente giocato dai perturbatori endocrini nell'aumento dei tumori ormono-dipendenti e dei disturbi riproduttivi.

Queste sostanze sono presenti in diversi prodotti di uso quotidiano come alcuni tipi di plastica, medicamenti, cosmetici e insetticidi e regolamentati in modo settoriale a seconda del loro utilizzo. L'impiego di alcuni perturbatori endocrini è già oggi limitato per evitare possibili rischi per la salute dell'essere umano e l'ambiente. Le prescrizioni in materia sono aggiornate costantemente allo stato della scienza.

Nel quadro della legislazione sui prodotti fitosanitari e i biocidi, l'UE sta elaborando criteri per identificare i perturbatori endocrini che integreranno le prescrizioni vigenti e che a lungo termine dovranno essere applicate a tutte le regolamentazioni europee. Le autorità svizzere competenti collaborano attivamente con l'UE all'elaborazione di questi criteri e il Consiglio federale prevede di recepirli nella legislazione svizzera quando saranno adottati definitivamente dal Parlamento europeo.

Nel 2015 la Confederazione ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale composto da rappresentanti di tutti gli uffici interessati (UFSP, UFAM, UFAG, USAV, SECO e Swissmedic) con lo scopo di assicurare lo scambio reciproco di informazioni e di coordinare le attività intersettoriali. I rappresentanti del gruppo lavorano attivamente in diversi organi internazionali che si occupano di questi aspetti.

La Confederazione segue inoltre con attenzione gli sviluppi scientifici e ha sostenuto diversi progetti, tra cui il Programma nazionale di ricerca "Perturbatori endocrini: importanza per gli esseri umani, gli animali e gli ecosistemi" articolato su oltre 30 progetti scientifici e conclusosi alla fine del 2007. Al momento sostiene in particolare uno studio di biosorveglianza umana a livello nazionale che permetterà, tra le altre cose, di esaminare determinati perturbatori endocrini in campioni biologici prelevati da un gruppo di soggetti di cui saranno analizzati lo stile di vita e l'anamnesi.

Per quanto riguarda il bisfenolo A, il suo impiego è vietato nella fabbricazione di biberon in policarbonato sia in Svizzera sia in Europa. A differenza di quanto previsto in Francia, nell'UE e in Svizzera può essere utilizzato, in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con le derrate alimentari, ma unicamente a condizioni restrittive definite in modo specifico nella legislazione.

Il Consiglio federale ritiene che in base alle attuali conoscenze scientifiche e in considerazione degli sviluppi futuri delle regolamentazioni europee non sia necessario prendere misure aggiuntive a quelle già in atto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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