Paradise Paper. Piano d'azione nazionale contro i flussi finanziari illegali e illeciti
17.3995 · Postulato · 2017-11-30
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di proporre un pacchetto di misure completo sotto forma di piano d'azione nazionale per conseguire nel prossimo futuro gli scopi del piano d'azione di Addis Abeba per il finanziamento dello sviluppo e dell'Agenda 2030 dell'ONU al fine di arginare con efficacia tutti i flussi finanziari sleali e illeciti ("Illicit financial flows").
Begründung
Il deflusso di fondi illegali e illeciti proveniente da Paesi in via di sviluppo è stimato a quasi 1000 miliardi di dollari all'anno a livello mondiale, circa il settuplo rispetto agli aiuti statali allo sviluppo che fluiscono nella direzione opposta. Come mostrano i rapporti dell'OCSE, della Banca mondiale, del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU, i gruppi di esperti e le ONG, la Svizzera quale piazza finanziaria e del commercio di materie prime nonché le numerose imprese multinazionali con sede nel nostro Paese e le loro filiali sono annoverate tra gli attori più importanti. Ciò comporta per la Svizzera importanti rischi inerenti alla reputazione e pone il nostro Stato di diritto davanti a sfide particolari. Numerosi Paesi partner hanno strutture statali deboli e hanno grossi problemi di corruzione. La Svizzera è pertanto tenuta a creare strumenti giuridici efficaci. Nel rapporto in adempimento ai postulati 15.3920 e 13.3848 il Consiglio federale aveva presentato un quadro globale delle sfide e delle possibili misure. Ora serve una tabella di marcia e un piano d'azione che delineino le misure supplementari da adottare nell'ambito della politica fiscale e finanziaria internazionale e che comprendano la prevenzione e la lotta alla corruzione e al riciclaggio di denaro. Tali misure devono interessare tutta una serie di ambiti, ossia lo scambio di informazioni e di dati, le condizioni commerciali, la politica di protezione degli investimenti, la situazione sul fronte dei diritti umani e gli standard ambientali, ma anche la verifica delle procedure penali e l'importanza della collaborazione internazionale. Quest'ultima dispone di numerosi strumenti adeguati a ridurre globalmente le cause dei flussi finanziari illegali e illeciti, a rafforzare il buongoverno e a permettere un ruolo attivo alla società civile e alle organizzazioni non governative. Il piano d'azione e il pacchetto di misure permetterebbero di creare a livello politico quella coesione urgentemente necessaria al raggiungimento degli obiettivi della politica in materia di sviluppo e di sostenibilità e in grado di guidare il nostro Paese verso un'economia sicura e sostenibile.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Come il Consiglio federale ha dettagliatamente illustrato nel suo rapporto del mese di ottobre del 2016 sui flussi finanziari illegali e illeciti provenienti da Paesi in via di sviluppo, gli IFF (Illicit Financial Flows) riguardano sia i Paesi d'origine sia i Paesi di destinazione e solo operando in modo coordinato è possibile contenerli.
La Svizzera ha predisposto misure di ampia portata per garantire l'integrità della sua piazza finanziaria. Concretamente, sono state ratificate e attuate le convenzioni contro la corruzione (Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, RS 0.311.56; Convenzione dell'OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali, RS 0.311.21; e Convenzione penale del Consiglio d'Europa sulla corruzione, RS 0.311.55, con Protocollo aggiuntivo, RS 0.311.551). La loro attuazione è verificata mediante le valutazioni a cui periodicamente è sottoposto ogni Paese membro. A livello del G-20 la Svizzera è stata invitata a partecipare alle sedute del 2013, 2016 e 2017 in seno al gruppo di lavoro anticorruzione. In ambito fiscale la Svizzera applica gli standard minimi elaborati nel quadro del piano d'azione dell'OCSE e del G-20 per la lotta contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (Base Erosion and Profit Shifting; BEPS). Allo stesso tempo applica anche gli standard internazionali nel campo dello scambio di informazioni a fini fiscali, incluso lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari. Inoltre la Svizzera, in collaborazione anche con la Banca mondiale, supporta i Paesi in via di sviluppo nel realizzare un regime fiscale più efficace, più efficiente ed equo e nell'evitare l'evasione fiscale, l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili. Il nostro Paese applica infine gli standard internazionali del Gruppo d'azione finanziaria internazionale (GAFI) per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo; parallelamente fornisce supporto ai Paesi in via di sviluppo nel quadro di una iniziativa multidonatori del Fondo monetario internazionale (FMI), che contiene specifici provvedimenti contro il riciclaggio di denaro. In relazione all'importanza della piazza svizzera per le materie prime, il Consiglio federale si è mosso anche per migliorare le condizioni quadro e per ridurre i rischi, inclusi i rischi per la reputazione. Un elemento centrale a questo proposito è l'impegno della Svizzera nell'ambito dell'Extractive Industry Transparency Initiative (EITI), che sostiene gli standard per la trasparenza nel settore delle materie prime in collaborazione con i Paesi interessati, con la società civile e le aziende attive nel settore in questione. Numerose altre iniziative della SECO promuovono una migliore gestione e un utilizzo finalizzato e trasparente delle entrate provenienti dal settore delle materie prime. Recentemente il Consiglio federale ha incaricato la piattaforma interdipartimentale sulle materie prime di elaborare entro il mese di novembre del 2018 una nuova valutazione del settore svizzero delle materie prime in merito alla competitività, all'integrità e ad altri aspetti, tra cui l'ambiente.
Un ruolo rilevante è inoltre rivestito dalla cooperazione internazionale. I lavori più recenti dell'OCSE mostrano chiaramente che una politica di successo non deve solo prevedere misure per la creazione e l'approvazione di standard internazionali, ma deve considerare in modo più coerente rispetto a quanto fatto finora la realtà concreta riscontrata nei Paesi di provenienza e la sua relazione con altri ambiti a livello internazionale. Su desiderio della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale, la DSC presenterà un breve rapporto allo scopo di informarla in merito alle conseguenze di questa tematica sulla politica in materia di sviluppo.
Tenendo conto di quanto esposto, il Consiglio federale ritiene che un ulteriore piano d'azione nazionale non sia necessario.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.