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Il comandante del Corpo delle guardie di confine ha bisogno di istruzioni chiare da parte della politica. Insicurezza e insoddisfazione tra la popolazione

18.3429 · Interpellanza · 2018-05-31

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Le preoccupazioni dei Cantoni di confine vanno prese sul serio. Soprattutto i parlamentari dei Cantoni di confine si attivano da anni con veemenza affinché l'effettivo del Corpo delle guardie di confine (CGCF) venga aumentato. Con 21 Cantoni (non solo di confine bensì anche interni) sono state stipulate convenzioni che trasferiscono alle guardie di confine i compiti delle polizie cantonali. Il CGCF svolge sempre più spesso compiti di polizia che non concernono la protezione del confine, come garantire la sicurezza nell'area delle stazioni o controllare regolarmente i senzatetto. Oltre a queste mansioni, le guardie di confine infliggono anche multe disciplinari, eseguono controlli alcolemici, effettuano controlli per contrastare il lavoro nero e puniscono reati legati agli stupefacenti. Quanto descritto non corrisponde alle aspettative della popolazione, la quale, confrontata con il turismo del crimine e con la migrazione illegale, si aspetta dal CGCF che intervenga in questi ambiti. Lo sottolinea e afferma chiaramente anche il comandante del CGCF: la priorità deve rimanere la lotta alla criminalità transfrontaliera.

Dal punto di vista della popolazione esiste una chiara contraddizione tra i compiti del CGCF, le aspettative poste al Corpo, le affermazioni del suo comandante e la richiesta del Parlamento di aumentarne l'effettivo.

Al fine di chiarire la situazione, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Per quale motivo il Consiglio federale non prende sul serio la richiesta di aumento dell'effettivo del CGCF?

2. Alla luce di quanto illustrato sopra, il Consiglio federale come valuta le convenzioni di prestazioni stipulate con i Cantoni?

3. Il Consiglio federale come definisce il mandato e i compiti del CGCF?

4. Quali sono i compiti principali del CGCF e quali no?

5. Il Consiglio federale come valuta il fatto che per via dei compiti di polizia le risorse del CGCF sono impiegate nel luogo sbagliato? In futuro come si può evitare questo inutile rincaro del sistema?

6. A quanto ammonta la percentuale di ore di lavoro del CGCF per lo svolgimento di compiti di polizia?

7. Il Consiglio federale come intende garantire che in futuro i compiti legati alla lotta contro il turismo del crimine transfrontaliero e all'immigrazione illegale nei Cantoni di confine vengano di nuovo svolti dal CGCF? Sono previste chiare istruzioni?

8. Il malcontento tra la popolazione è grande: se il CGCF si occupa di compiti di polizia ciò significa che non ha molto lavoro oppure che le guardie di confine sono impiegate nel modo sbagliato. Quale delle due affermazioni è corretta?

Stellungnahme des Bundesrates

L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) è l'organo della Confederazione che garantisce la sicurezza e il controllo dei confini nazionali a favore della popolazione, dell'economia e dell'ambiente. La lotta alla criminalità transfrontaliera è di particolare importanza, per questa ragione, ai sensi dell'articolo 95 della legge sulle dogane (RS 631.0), l'AFD coopera all'esecuzione di centinaia di disposti federali di natura non doganale. Tali disposti riguardano ad esempio la lotta contro il traffico degli stupefacenti, l'applicazione al confine della legge contro il lavoro nero o la garanzia che conducenti o veicoli non idonei non entrino in Svizzera.

1. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza rivestita dal CGCF nello svolgimento dei compiti descritti e ha approvato l'aumento di risorse richiesto dal Parlamento. È necessario impiegare in modo parsimonioso le risorse finanziarie disponibili, adottando una strategia lungimirante. Gli urgenti bisogni in altri ambiti politici, combinati alla limitazione del personale federale a 35 000 posti richiesta dal Parlamento, hanno indotto il Consiglio federale a modificare le priorità in materia di personale. Nell'immediato non si intravede alcuna possibilità di tagliare un numero importante di posti e aumentare l'effettivo del CGCF.

2. L'AFD non conclude convenzioni sulle prestazioni con i Cantoni: ai sensi dell'articolo 97 della legge sulle dogane, gli accordi cantonali servono esclusivamente al coordinamento delle sinergie tra gli attori coinvolti. Essi comprendono la delega delle competenze da parte dei Cantoni, in relazione all'esecuzione dei disposti federali di natura non doganale. Quando constata un'infrazione, il CGCF è tenuto, se possibile, ad occuparsene senza coinvolgere la polizia cantonale, ai fini di un'economia procedurale. Ciò contribuisce ad evitare lunghi tempi d'attesa e procedimenti doppi, nell'interesse di tutte le parti. Per maggiore trasparenza, entro fine anno l'AFD pubblicherà sulla propria homepage gli accordi cantonali stipulati ai sensi dell'articolo 97 della legge sulle dogane, a meno che non contengano informazioni tattiche sensibili. Verrà inoltre pubblicata anche una panoramica delle competenze suddivise per Cantone.

3./4. Il compito principale del CGCF è, e rimane, la protezione dei confini nazionali. Le competenze dell'AFD, costituita da Dogana e dal CGCF (la parte armata e in uniforme), abbracciano i seguenti ambiti: riscossione dei tributi (in particolare imposta sul valore aggiunto, imposta sugli oli minerali, tasse sul traffico stradale e sull'utilizzazione delle strade nazionali), sicurezza e migrazione (lotta alla criminalità e alla migrazione illegale, lotta alla falsificazione di documenti e al traffico illegale di materiale bellico, armi, esplosivi e beni per uso civile e militare), sostegno al commercio internazionale (attuazione della politica agricola svizzera, lotta contro l'importazione di prodotti contraffatti), protezione della salute e dell'ambiente (controllo sanitario di confine di specie animali e vegetali, lotta al contrabbando di beni culturali, specie animali e vegetali minacciate, medicamenti o rifiuti). Garantire la sicurezza nelle stazioni non fa invece parte dei compiti del CGCF. Il controllo dei senzatetto è avvenuto in casi singoli, al confine con il settore francese della stazione di Basilea, per i quali si è subito intervenuto per rettificare il tiro.

5. Il CGCF svolge il suo ruolo nella Rete integrata Svizzera per la sicurezza di comune accordo con i Cantoni e, spesso, in osservanza delle loro richieste specifiche. Il Consiglio federale non ha alcun indizio del fatto che i Cantoni intendano cedere alla Confederazione delle competenze che spetterebbero in realtà alla polizia cantonale; in questo contesto vanno inoltre rispettati i vincoli costituzionali. Il Consiglio federale, tuttavia, è dell'opinione che una mancanza di collaborazione con altri organi di pronto intervento da parte del CGCF non sarebbe giustificabile.

6. In quanto organo preposto alla sicurezza dei confini nazionali, il CGCF ha il vantaggio di poter svolgere al contempo sia controlli doganali e di polizia di sicurezza, sia controlli nell'ambito della migrazione. Poiché non è dato sapere l'esito di un controllo in anticipo, le statistiche non si fondano sul tempo impiegato. Nel 2017, il CGCF ha sbrigato direttamente 35 292 casi in base agli accordi presi con i Cantoni, ovvero circa 17 casi per guardia di confine.

7./8. Nel 2017 il CGCF ha fermato 25 777 persone segnalate e 2395 persone per le quali vige un divieto di entrata in Svizzera. Inoltre ha sequestrato 3158 armi vietate e rilevato 27 300 individui in possesso di permesso di soggiorno irregolare. Il numero di casi negli ultimi anni è dunque aumentato. Pertanto il Consiglio federale non ritiene in alcun modo che il CGCF sia sottoccupato, né che le sue risorse siano impiegate in modo errato.

Risposta del Consiglio federale.

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