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Riforma dell'AI. Meno rendite e più misure a favore delle persone affette da malattie psichiche. Non si rende inevitabile il passaggio al modello basato sulla prescrizione per gli psicologi?

18.4018 · Interpellanza · 2018-09-28

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il 15 febbraio 2017 il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio concernente l'ulteriore sviluppo dell'AI, il cui obiettivo è di migliorare il sistema potenziando i provvedimenti di reinserimento e riducendo il rischio di insorgenza di un'invalidità.

Da diversi accertamenti compiuti emerge l'esigenza di aumentare le misure di sostegno e di accompagnamento a favore delle persone affette da malattie psichiche. "Le persone affette da malattie psichiche hanno bisogno di un sostegno specifico per poter rimanere nel mondo del lavoro o portare a termine con successo provvedimenti d'integrazione ... La legge sancirà quindi il principio secondo cui una rendita può essere concessa solo dopo che sono stati attuati tutti i provvedimenti d'integrazione possibili. L'AI prevede alcuni strumenti per sostenere i giovani affetti da malattie psichiche o di altro tipo ..." Nello scorso mese di maggio la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale ha discusso "sulla proposta di non concedere in linea di massima alcuna rendita d'invalidità (AI) alle persone di età inferiore ai 30 anni allo scopo di aumentare gli stimoli affinché si sforzino attivamente di integrarsi nel mercato del lavoro. I contrari hanno riconosciuto che, secondo uno studio, una minoranza di giovani affetti da malattie mentali ha ottenuto troppo rapidamente una rendita. Pertanto il principio 'priorità dell'integrazione sulla rendita' dovrebbe essere applicato da tutte le persone coinvolte con impegno e sufficienti risorse."

Queste considerazioni presuppongono che il ventaglio delle misure, compresa l'offerta di cure psichiche in Svizzera per questa fascia della popolazione, sia credibile. Due studi commissionati dall'UFSP nel 2016 e nel 2017 rivelano però che l'offerta è nettamente insufficiente e che una penuria appare inevitabile. Una soluzione semplice ed economica per favorire l'accesso alle cure psichiche di questa fascia della popolazione consisterebbe nel cambiare il modello di finanziamento delle prestazioni degli psicologi-psicoterapeuti e passare al modello basato sulla prescrizione. Questo consentirebbe di predisporre un'offerta adeguata di assistenza medica nel settore della salute psichica. Con quali scadenze e quale rapporto costo-benefici il Consiglio federale prevede di attuare questa misura?

Stellungnahme des Bundesrates

In virtù degli articoli 12 e 13 della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI; RS 831.20), l'assicurazione invalidità (AI) fornisce provvedimenti sanitari, tra i quali rientrano anche prestazioni di psicoterapia. I provvedimenti sanitari includono anche i provvedimenti sanitari d'integrazione, che sono destinati direttamente all'integrazione nella vita professionale o a favorire lo svolgimento delle mansioni consuete (art. 12 LAI). Tali provvedimenti vanno distinti da quelli destinati alla cura vera e propria del male, come i provvedimenti sanitari forniti dall'AI in caso d'infermità congenita (art. 13 LAI). Attualmente l'AI assume le spese per i provvedimenti sanitari solo fino al compimento dei 20 anni degli assicurati. Il trattamento di malattie psichiche in età adulta non è quindi a carico dell'AI, bensì dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS).

Nel messaggio concernente l'ulteriore sviluppo dell'AI (FF 2017 2191), il Consiglio federale propone di aumentare da 20 a 25 anni il limite di età per il diritto a provvedimenti sanitari d'integrazione secondo l'articolo 12 LAI per gli assicurati che partecipano a un provvedimento professionale. In questo modo si vuole garantire la continuità del trattamento medico (p. es. un'assistenza psicoterapeutica) nella fase della formazione, che è particolarmente importante per il futuro sviluppo degli assicurati. Contrariamente a quanto previsto nell'AOMS, nell'AI il rimborso delle prestazioni degli psicologi-psicoterapeuti prescritte da un medico non è limitato a quelle fornite da psicoterapeuti delegati. Inoltre, l'AI assume anche i costi delle prestazioni fornite da psicoterapeuti con uno studio medico proprio. Il rimborso delle spese si fonda sulla convenzione tariffale riveduta conclusa nel 2007 con le tre associazioni professionali FSP, ASP e ASPA. Il Consiglio federale non è a conoscenza di lacune assistenziali nel quadro delle prestazioni di psicoterapia rimborsate dall'AI.

Data la diversità dei sistemi di rimborso delle due assicurazioni, nell'AI la questione dell'introduzione del principio di prescrizione non si pone. Contrariamente all'assicurazione malattie (AMal), che rimborsa solo le spese, l'AI copre anche le prestazioni in natura. L'ufficio AI ha il compito di garantire che gli assicurati ricevano effettivamente le prestazioni cui hanno diritto. Le prestazioni in natura sono concesse previo accertamento: la prescrizione medica non è però vincolante, ma costituisce soltanto un elemento dell'accertamento dell'obbligo di versare prestazioni. A differenza di quanto avviene nell'AMal, dunque, nell'AI non è il medico curante che ordina la prestazione, bensì l'ufficio AI.

Per quanto riguarda l'assistenza medica in ambito psichiatrico, da vari accertamenti e studi è emerso che è sostanzialmente garantita, pur essendo opportuni alcuni miglioramenti, in particolare per determinate fasce della popolazione (bambini e giovani). Questo riguarda soprattutto lo sviluppo di strutture per le situazioni di crisi e di emergenza, nonché le offerte intermediarie con équipe interdisciplinari (che propongono anche assistenza sociale e sostegno per la vita quotidiana) e il loro finanziamento duraturo.

Nell'AOMS sono ancora in corso i lavori per trovare soluzioni adeguate nel settore della psicoterapia psicologica, nel quadro dei quali occorre prestare particolare attenzione a migliorare la qualità dell'assistenza medica e a evitare inutili incrementi del volume delle prestazioni. Al momento, vista la mancanza di dati validi, non è possibile valutare se un ampliamento dell'assistenza psicoterapeutica nell'AMal possa contribuire a sgravare l'AI ed eventualmente addirittura a evitare la concessione di rendite.

Risposta del Consiglio federale.

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