19.020 · Oggetto del Consiglio federale · 2019-02-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 20 febbraio 2019 concernente la modifica della legge sul servizio civile
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 20.02.2019
Il Consiglio federale adotta il messaggio concernente la modifica della legge sul servizio civile
Il Consiglio federale intende ridurre in modo sostanziale il numero delle ammissioni al servizio civile introducendo otto misure che dovrebbero consentire, in particolare, di frenare il flusso verso il servizio civile di militari che hanno adempiuto la scuola reclute e di specialisti e quadri dell'esercito. Il 20 febbraio 2019 l'Esecutivo ha preso conoscenza dei risultati della consultazione concernente la modifica della legge sul servizio civile e ha adottato il relativo messaggio che ha trasmesso al Parlamento.
Tra il 2011 e il 2017 il numero delle ammissioni al servizio civile è costantemente aumentato e anche nel 2018 per il Consiglio federale è stato eccessivo: viste le 6205 ammissioni registrate - fra cui 2264 di persone che hanno adempiuto la scuola reclute (SR) e 350 di sottufficiali e ufficiali - esso ritiene necessario intervenire nella legislazione sul servizio civile. Con le otto misure previste il Consiglio federale intende garantire un maggior rispetto del principio secondo cui non vi è libera scelta tra servizio militare e servizio civile. Il servizio civile è uno dei fattori che incidono sugli effettivi dell'esercito. Le misure necessarie a garantire questi effettivi a lungo termine vanno adottate tempestivamente.
Otto misure mirate per ridurre il numero di ammissioni
Il Consiglio federale mantiene le sette misure sottoposte a consultazione e propone un'ottava misura che prevede l'abolizione degli impieghi all'estero. Vuole così evitare che le persone che devono prestare servizio civile siano privilegiate rispetto a quelle soggette all'obbligo del servizio militare. Nell'esercito non sono infatti possibili impieghi all'estero organizzati in modo autonomo. Per chi ha già al suo attivo molti giorni di servizio d'istruzione nell'esercito le nuove misure comportano esigenze più elevate in relazione alla prova dell'atto. In futuro queste persone dovranno svolgere un numero di giorni di servizio civile più elevato rispetto a quello previsto dalla legislazione attuale. L'Esecutivo si astiene da ulteriori inasprimenti per evitare effetti collaterali indesiderati.
Svolgimento della consultazione
Il 20 giugno 2018 il Consiglio federale aveva inviato in consultazione il progetto comprendente le sette misure seguenti:
- numero minimo di 150 giorni di servizio civile;
- periodo d'attesa di 12 mesi tra la presentazione della domanda e l'ammissione per i militari incorporati nell'esercito (SR adempiuta);
- fattore 1,5 anche per sottufficiali e ufficiali;
- nessun impiego che richieda studi in medicina umana, dentaria o veterinaria;
- nessuna ammissione di militari che non hanno più giorni di servizio da prestare;
- obbligo d'impiego annuale a partire dall'anno civile successivo al passaggio in giudicato dell'ammissione;
- obbligo di terminare l'impiego di lunga durata di 180 giorni entro l'anno civile successivo al passaggio in giudicato dell'ammissione se la domanda è presentata durante la SR.
La consultazione si è conclusa l'11 ottobre 2018. Sono pervenuti 205 pareri. Tenuto conto dei risultati della consultazione, il Consiglio federale ha deciso un'ottava misura che prevede l'abolizione degli impieghi del servizio civile all'estero.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.09.2019
"Sì" a riforma servizio civile per ridurre numero ammissioni
"Sì" alla riforma per rendere meno attrattivo il servizio civile. Con 26 voti contro 11 e 2 astenuti, il Consiglio degli Stati ha sostenuto oggi il progetto governativo, con il quale si intende ridurre drasticamente il numero di ammissioni. Sulla revisione della legge, sulla quale il Nazionale deve ancora esprimersi, pende però un forte rischio di referendum.
Stando al Governo, negli ultimi anni il numero di "civilisti" è aumentato a dismisura a scapito dell'esercito. Oltre a tale evoluzione giudicata "preoccupante", il Consiglio federale non vede di buon occhio il fatto che dopo aver effettuato la scuola reclute molti soldati lascino l'esercito per passare al servizio civile. Preoccupano inoltre le partenze di quadri e specialisti, ha spiegato Josef Dittli (PLR/UR) a nome della commissione.
Le ammissioni al servizio civile sono passate da 4670 nel 2011 a 6785 nel 2017. Nel 2018 sono però scese dell'8,5% a 6205. Per il Consiglio federale, tale numero è ancora troppo elevato, anche perché di questi 6'205 "civilisti", 2'463 avevano terminato la scuola reclute e 428 erano quadri e specialisti, ha spiegato il consigliere federale Guy Parmelin.
Il ministro dell'economia ha sottolineato come queste partenze abbiano un costo: le risorse e le spese legate all'istruzione delle persone interessate sono andate perse. Inoltre, l'effettivo regolamentare dell'esercito (100'000 effettivi) risulta minacciato.
Sinistra contraria
La sinistra ha tentato invano di convincere il plenum a non entrare in materia su questa revisione. "Poiché l'esercito non è più attrattivo, si vuole rendere meno attrattivo il servizio civile", ha rilevato Géraldine Savary (PS/VD). Il progetto ha un carattere punitivo e contempla misure sproporzionate.
Anche il loro effetto sugli effettivi dell'esercito è tutto da provare. Queste diatribe amministrative potrebbero in particolare provocare un aumento delle partenze per motivi di salute, ha aggiunto la socialista vodese.
Ma la maggioranza borghese non l'ha seguita e, dopo aver votato l'entrata nel merito, ha adottato sette delle otto misure preconizzate dal Consiglio federale. Una sola proposta è stata bocciata: la Camera dei cantoni non ha voluto abolire la possibilità concessa ai "civilisti" di essere impiegati all'estero, come auspicava invece il Consiglio federale.
Attesa di dodici mesi
Con la riforma, l'esecutivo propone di aumentare a 150 il numero minimo di giorni di servizio. Anche i militari che passano al servizio civile a partire dal primo corso di ripetizione dovranno effettuare più giorni.
Inoltre, ai soldati che dopo la scuola reclute chiedono di passare al servizio civile (40% delle ammissioni) verrà imposto un periodo di attesa di dodici mesi. Questa misura è una pastoia burocratica, ha deplorato invano Danile Jositsch (PS/ZH). A suo avviso, non vi è motivo di bloccare l'ammissione durante un anno. Ma la maggioranza, seppur di stretta misura (con 20 voti a 18 e 1 astensione), ha approvato anche tale proposta.
Una volta e mezzo
Con la regolamentazione attuale i "civilisti" fanno una volta e mezzo il numero di giorni di servizio militare. Il progetto governativo prevede che tale regola si applichi in futuro anche a sottufficiali e gli ufficiali, per i quali al momento si attua un fattore di 1,1.
Stando alla riforma, i futuri medici, veterinari e dentisti non potrebbero più svolgere il servizio civile in postazioni mediche. "Nel 2017 mancavano 270 dottori nell'esercito", ha giustificato il consigliere federale, che è stato seguito con 23 voti a 15 e 1 astenuto.
Termini raccorciati e ritmi più intensi
Inoltre, le ammissioni non sarebbero di principio più possibili per i militari che hanno effettuato tutti i loro giorni di servizio. "Si tratta di mantenere una certa equità", ha spiegato Guy Parmelin
I termini per effettuare il servizio civile sarebbero infine raccorciati e il ritmo dei periodi di servizio intensificati. I "civilisti" dovrebbero compiere un periodo di servizio ogni anno che segue la loro ammissione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 18.12.2019
"Sì" a riforma servizio civile per ridurre numero ammissioni
"Sì" alla riforma per rendere meno attrattivo il servizio civile. Dopo gli Stati, con 102 voti contro 92 e 1 astenuti, il Consiglio nazionale ha sostenuto oggi il progetto governativo, con il quale si intende ridurre drasticamente il numero di ammissioni. Sulla revisione della legge, che ritorna alla Camera dei cantoni per una divergenza minore, pende però un forte rischio di referendum.
Per la maggioranza della Camera del popolo, le misure proposte dall'esecutivo vanno nella giusta direzione e permetteranno di ridurre drasticamente i passaggi al servizio civile, soprattutto da parte di militari che hanno assolto la scuola reclute e di specialisti e quadri, ha spiegato Jean-Luc Addor (UDC/VS) a nome della commissione.
Secondo il consigliere federale Guy Parmelin, da quando è stato abolito l'esame di coscienza nel 2009 il numero di civilisti è costantemente aumentato. Le ammissioni sono passate da 4670 nel 2011 a 6785 nel 2017. Nel 2018 sono però scese dell'8,5% a 6205. Per il Consiglio federale, tale numero è ancora troppo elevato, anche perché di questi 6'205 "civilisti", 2'264 avevano terminato la scuola reclute e 428 erano quadri e specialisti, ha spiegato Parmelin.
"Questo cosa comporta? Comporta un serio rischio in termini di politica di sicurezza per il nostro Paese", ha spiegato il consigliere nazionale Rocco Cattaneo (PLR/TI). Dal canto suo, Ida Glanzmann (PPD/LU) ha sottolineato come non vi sia una libera scelta tra il servizio civile e quello militare nella Costituzione.
Sinistra contraria
Sostenuti dal PS, dai Verdi liberali e da taluni deputati del gruppo di Centro, i Verdi hanno difeso invano la non entrata nel merito. Gli effettivi dell'esercito non sono in pericolo, ha spiegato Fabien Fivaz (Verdi/NE). Le misure preconizzate hanno un carattere punitivo, sono contrarie al diritto internazionale o rappresentano dei cavilli inutili, gli ha fatto eco Priska Seiler Graf (PS/ZH).
"Poiché l'esercito non è più attrattivo, si vuole rendere meno interessante il servizio civile", ha rilevato dal canto suo Brigitte Crottaz (PS/VD). L'anno scorso, 1,2 milioni di giornate sono state investite nella sanità, nel sociale, l'agricoltura o la salvaguardia del patrimonio, ha aggiunto ancora Fivaz, chiedendosi a quale prezzo si vuole abbandonare questo apporto alla comunità.
Impieghi all'estero
Nella deliberazione di dettaglio, la Camera del popolo non ha seguito la sua commissione preparatoria su un punto, preferendole la versione degli Stati. Il Consiglio nazionale - con 97 voti contro 95 e 2 astenuti - non ha voluto abolire gli impieghi all'estero. La maggioranza li ha ritenuti preziosi, sottolineando che la cooperazione allo sviluppo rappresenta una priorità di politica estera della Svizzera.
Tra i due rami del Parlamento sussiste invece una divergenza: con 123 voti contro 68 e 3 astenuti, la Camera del popolo non ha voluto introdurre un'attesa di 12 mesi per i militari incorporati prima di essere liberati dall'esercito. Su questo punto i "senatori" avevano seguito il Consiglio federale.
Tutte le altre sei misure avanzate dal Consiglio federale hanno invece ricevuto il via libera della Camera del popolo senza patemi d'animo. Fra queste vi sono il numero minimo di giorni di servizio portato a quota 150 per tutti e l'applicazione pure a sottufficiali e ufficiali del fattore 1,5 (vanno svolti una volta e mezzo i giorni di servizio militare).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.03.2020
Servizio civile, ribadito periodo d'attesa di 12 mesi
Ai soldati che dopo la scuola reclute chiedono di passare al servizio civile (40% delle ammissioni) deve venir imposto un periodo di attesa di dodici mesi. Lo ha ribadito oggi il Consiglio degli Stati. Il dossier ritorna al Nazionale.
Tale misura, proposta dal governo e già approvata dalla Camera dei cantoni in prima lettura, era stata bocciata dal Nazionale. Il plenum ha deciso oggi di confermare questa posizione, così come raccomandava la commissione preparatoria, considerando che tale periodo di attesa consente all'esercito la possibilità di condurre colloqui personali.
Secondo la maggioranza dei "senatori", inoltre, spesso i soldati che passano al servizio civile una volta conclusa la scuola reclute lo fanno in relazione alla loro carriera professionale o per praticità. Il servizio civile è però stato istituito per chi non può prestare servizio militare per motivi di coscienza. Con il periodo d'attesa, inoltre, si potranno garantire gli effettivi dell'esercito.
A nome del Consiglio federale, il ministro Guy Parmelin ha dichiarato che il periodo di attesa di un anno serve anche all'esercito e alla persona interessata di vagliare alternative, tra cui un cambiamento di incorporazione o funzione. Si tratta però anche di evitare scelte opportuniste da parte dei postulanti, come constatato sovente tra gli studenti che chiedono di integrare il servizio civile tra l'ottenimento del bachelor e l'inizio di un master universitario.
La minoranza, ricordando che il servizio civile offre un prezioso contributo alla società, ha sostenuto invece che sarebbe più sensato rendere più attrattivo il servizio militare, piuttosto che ostacolare l'accesso a quello civile. Alcuni oratori hanno giudicato il periodo di attesa di 12 mesi un'inutile vessazione, volta a scoraggiare un potenziale candidato al servizio civile.
Quella sul periodo d'attesa è l'unica divergenza che rimane tra i due rami del Parlamento. Tutti gli altri punti della riforma sono infatti già stati adottati. Tra questi figura l'aumento a 150 del minimo di giorni di servizio da prestare e l'applicazione pure a sottufficiali e ufficiali del fattore 1,5 (vanno svolti una volta e mezzo i giorni di servizio militare).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 04.06.2020
CN: servizio civile; approvato periodo d'attesa di 12 mesi
Ai soldati che dopo la scuola reclute chiedono di passare al servizio civile (33% delle ammissioni) deve venir imposto un periodo di attesa di dodici mesi. Il Consiglio nazionale si è allineato oggi - con 104 voti contro 86 e 4 astensioni - agli Stati su quest'ultimo punto della legge federale sul servizio civile. Il dossier è quindi pronto per il voto finale. Ma probabilmente l'ultima parola spetterà al popolo, poiché ambienti di sinistra hanno già annunciato il lancio di un referendum.
Tale periodo d'attesa, proposto dal governo e approvato dalla Camera dei cantoni in prima lettura, era stato bocciato in un primo tempo dal Nazionale. La commissione preparatoria ha in seguito cambiato idea e si è detta convinta che tale misura consenta di evitare più efficacemente i passaggi al servizio civile, "poiché in tal modo l'esercito ottiene la possibilità di condurre colloqui personali", ha spiegato Jean-Luc Addor (UDC/VS).
Secondo la maggioranza borghese, inoltre, spesso i soldati che passano al servizio civile una volta conclusa la scuola reclute lo fanno in relazione alla loro carriera professionale o per praticità. Il servizio civile è però stato istituito per chi non può prestare servizio militare per motivi di coscienza. Con il periodo d'attesa, inoltre, si potranno garantire gli effettivi dell'esercito, è stato sottolineato da vari oratori tra cui il consigliere nazionale Rocco Cattaneo (PLR/TI).
Di parere opposto la minoranza della Camera del popolo, composta da socialisti, Verdi e Verdi liberali: ricordando come il servizio civile offra un prezioso contributo alla società, come si è visto anche durante la crisi del coronavirus, diversi parlamentari hanno sostenuto che sarebbe più sensato rendere più attrattivo il servizio militare, piuttosto che ostacolare l'accesso a quello civile. Invano, il consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez (PS/JU) ha tentato di convincere il plenum a ritornare sui suoi passi.
Quella sul periodo d'attesa era l'unica divergenza che ancora rimaneva tra i due rami del Parlamento. Tutti gli altri punti della riforma erano infatti già stati adottati. Tra questi figura l'aumento a 150 del minimo di giorni di servizio da prestare e l'applicazione pure a sottufficiali e ufficiali del fattore 1,5 (vanno svolti una volta e mezzo i giorni di servizio militare). Il loro scopo è quello di rendere più difficile il trasferimento dall'esercito al servizio civile.
Secondo Fridez, tale misura è più brutale rispetto alla quella dei dodici mesi approvata oggi dal Nazionale. Come detto, sulla riforma pende la minaccia di un referendum. Verdi, socialisti e Verdi liberali hanno già annunciato che sosterranno la raccolta di firme, in caso di accettazione definitiva della legge nelle votazioni finali.
Notizia ATS
Votazione finale al Consiglio nazionale, 19.06.2020
CN: bocciata al voto finale riforma servizio civile
Le condizioni d'accesso al servizio civile non saranno rese più restrittive. Il Consiglio nazionale, nelle votazioni finali odierne, ha bocciato la riforma del servizio civile con 103 voti contro 90 e 5 astensioni.
L'opposizione è venuta dallo schieramento rosso-verde, appoggiato dai Verdi liberali e parte del Gruppo del Centro (PPD-PBD-PEV). Inutile il "sì" degli consiglio degli Stati, che in precedenza aveva adottato la riforma con 33 voti contro 12.