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Petizione "Rendere pubbliche le conseguenze dell'aborto". Il Consiglio federale è disposto a soddisfarne le richieste?

19.3396 · Interpellanza · 2019-03-22

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il 20 febbraio 2019 è stata consegnata al Consiglio federale la petizione "Rendere pubbliche le conseguenze dell'aborto" con 24 985 firme. Il Consiglio federale è disposto a soddisfarne le richieste e ad adoperarsi per ottimizzare la situazione per quanto riguarda le conseguenze dell'aborto?

Stellungnahme des Bundesrates

Il legislatore ha già provveduto a garantire una consulenza e un accompagnamento approfonditi in caso di gravidanza indesiderata: con la legge federale sui consultori di gravidanza (RS 857.5), infatti, le donne e le coppie hanno diritto a una consulenza gratuita nei consultori istituiti dai Cantoni. A seconda delle necessità e delle situazioni individuali, in queste consulenze vengono valutate accuratamente sia la possibilità di interrompere la gravidanza che le relative conseguenze. Inoltre, gli articoli 119 e 120 del Codice penale (CP) disciplinano gli obblighi di consulenza dei medici in caso d'interruzione pianificata della gravidanza.

È compito delle associazioni specialistiche competenti definire e sviluppare i contenuti e la qualità delle consulenze secondo gli standard scientifici ed etici più recenti. Come ricordato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza von Siebenthal 17.3554, "Aborti e aborti tardivi in Svizzera. Quadro giuridico", spetta ai Cantoni vigilare affinché i colloqui e le consulenze previste dall'articolo 120 CP siano eseguiti conformemente alla legge. Secondo l'articolo 186 capoverso 4 della Costituzione federale, la Confederazione esercita l'alta vigilanza sull'attività di vigilanza svolta dai Cantoni. Il Consiglio federale non dispone attualmente d'indizi su eventuali lacune nelle consulenze e pertanto non vede la necessità di adottare misure specifiche nel quadro della sua alta vigilanza.

Va notato che i dati internazionali permettono di concludere che l'educazione sessuale consente di ridurre la percentuale di gravidanze indesiderate e quindi anche di aborti. Nel confronto internazionale, la Svizzera presenta un tasso molto basso di interruzioni di gravidanza e in particolare di aborti tra le adolescenti (15-19 anni).

In base a quanto esposto, il Consiglio federale ritiene che l'informazione fornita nell'ambito dell'assistenza sanitaria e nelle scuole sia uno strumento adeguato ed efficace e che pertanto non vi sia alcuna necessità di adottare misure nel suo ambito di competenza.

Risposta del Consiglio federale.

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