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19.3947 · Mozione · 2019-06-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di convocare gli Stati generali contro la violenza giovanile, che è un fenomeno in aumento.

Gli allievi hanno soltanto diritti e nessun dovere?

Chi deve far presente la questione: i genitori o gli insegnanti?

Quando si tratta di far rispettare l'autorità, gli insegnanti non sono meno protetti degli allievi?

Questa violenza che inizia in giovanissima età non è una porta aperta verso le molestie di strada?

La violenza nelle scuole mette in discussione l'autorità: si tratta di un dato di fatto irreversibile della nostra società?

Begründung

Nell'edizione del settimanale "Le Matin Dimanche" del 2 giugno scorso sono stati rilevati diversi casi di violenza nei confronti di insegnanti. Secondo l'articolo in questione, tra il 3 e il 5 per cento degli allievi pone notevoli problemi disciplinari e quello che preoccupa di più è la constatazione che gli episodi iniziano sin dai primi anni della scuola dell'obbligo.

L'onnipresenza della violenza nei media, in televisione o nei videogiochi porta a una banalizzazione del fenomeno, soprattutto tra i giovani che non hanno punti di riferimento o norme, a causa di una certa assenza dei genitori o di una libertà senza veri e propri limiti.

Molto spesso anche gli adulti mettono in discussione l'autorità in diverse occasioni della vita quotidiana. Questo è un cattivo esempio per i giovani, i quali rischiano di credere che tutto è permesso o di essere intoccabili.

Negli ultimi tempi si parla molto di molestie di ogni genere. Questa violenza che inizia in giovanissima età non spiana forse la strada verso una tale indisciplina? Non bisogna cedere al fatalismo: le rivendicazioni degli insegnanti al riguardo vanno prese molto sul serio affinché si metta fine a questa escalation di violenza e di mancato rispetto dell'autorità.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale deplora le violenze recentemente perpetrate nei confronti degli insegnanti, ma non condivide il punto di vista dell'autore della mozione riguardo all'aumento della violenza giovanile, che in linea generale è invece in netto calo dal 2009. Secondo la Statistica criminale di polizia, la violenza tra i giovani di età compresa tra i 10 e i 17 anni è diminuita del 44 per cento tra il 2009 e il 2014 e da allora le cifre sono relativamente stabili, nonostante un lievissimo aumento negli ultimi due anni. Dal 2010, inoltre, sono notevolmente diminuite anche le condanne di minori per atti di violenza.

Sebbene non si possa necessariamente stabilire un nesso tra la violenza nei media o nei videogiochi e quella perpetrata dai giovani, il Consiglio federale ritiene che i bambini e i giovani vadano protetti meglio dai contenuti inappropriati per la loro età, in particolare da quelli violenti. L'avamprogetto della legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV), posto in consultazione il 24 giugno 2019, rappresenta una risposta normativa a questo problema. Parallelamente, i lavori in corso della piattaforma Giovani e media forniscono una risposta educativa, in particolare mediante la sensibilizzazione dei genitori e degli specialisti ai rischi legati all'utilizzo dei media digitali.

Gli atti incivili e la carenza di disciplina a scuola sono problemi ricorrenti e dalle molteplici cause. Per quanto concerne la protezione degli insegnanti, il Consiglio federale rimanda al suo parere in risposta al postulato della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale 13.4011, "Proteggere meglio sul piano penale gli impiegati dello Stato contro gli atti di violenza". Nell'ambito del programma nazionale Giovani e violenza, svoltosi dal 2011 al 2015, sono state realizzate varie misure: predisposizione di un servizio di consulenza, rilevazione e diffusione delle conoscenze relative all'efficacia delle misure di prevenzione in famiglia, a scuola e nello spazio sociale, sostegno e valutazione di una ventina di progetti e organizzazione di tre conferenze nazionali in materia. Inoltre, una rete nazionale composta da rappresentanti di tutti i Cantoni, come pure delle Città e dei Comuni interessati, si è riunita in sette occasioni. Dopo la conclusione del programma, di durata limitata a cinque anni, la Prevenzione svizzera della criminalità (PSC) ha proseguito la gestione del sito Internet fino al 2018 e garantito l'organizzazione degli incontri della rete fino al 2019. Le principali pubblicazioni del programma sono accessibili sul sito Internet della PSC (www.skppsc.ch) e lo saranno anche su quello dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (www.ufas.admin.ch) entro la fine del 2019.

Le misure di prevenzione della violenza, in particolare a scuola, sono di competenza dei Cantoni, delle Città e dei Comuni. Le misure di sostegno predisposte nell'ambito del programma Giovani e violenza sono state valutate in modo molto positivo e ampiamente utilizzate per attuare strategie e interventi preventivi. I Cantoni definiscono nelle loro basi giuridiche le misure relative alla disciplina scolastica, mentre le Città e i Comuni proseguono il lavoro e sviluppano l'attività pratica. Cantoni, Città e Comuni s'impegnano dunque attivamente a livello locale negli ambiti della prevenzione e dell'intervento. Considerata la situazione attuale, il Consiglio federale ritiene quindi che non sia opportuno convocare gli Stati generali contro la violenza giovanile.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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