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Dopo le feste di Natale le quarantene di rientro verranno fatte effettivamente osservare a chi è stato in Paesi a rischio? Verranno introdotti dei controlli sistematici ai confini?

20.4439 · Interpellanza · 2020-12-09

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nel periodo estivo, le quarantene di rientro dai Paesi a rischio sono state gestite in modo "allegro": non sono infatti stati introdotti dei controlli sistematici ai confini, ma solo minacciate delle sanzioni a chi si fosse sottratto all'obbligo di quarantena.

Di conseguenza, molti vacanzieri che rientravano in Svizzera da paesi inseriti nella lista di quelli sottoposti ad obbligo di quarantena hanno potuto senza problemi sottrarsi a tale obbligo.

Si può supporre che questo stato di cose abbia giocato un ruolo nel diffondersi della seconda ondata della pandemia di coronavirus. E' in ogni caso un dato di fatto che i paesi asiatici che hanno imposto in modo rigoroso il rispetto delle quarantene di rientro hanno evitato la seconda ondata.

Adesso le vacanze natalizie sono alle porte.

In Svizzera vivono numerosi cittadini provenienti da Stati che risultano inseriti sulla lista federale di quelli toccati dall'obbligo di quarantena. C'è da ritenere che molti di loro, come avvenuto d'estate, si recheranno nel Paese d'origine per trascorrervi il periodo natalizio.

Chiedo al Consiglio federale:

1. Quale ruolo hanno avuto, nella seconda ondata pandemica che stiamo ora attraversando, le quarantene fittizie di chi durante le vacanze estive si è recato in regioni a rischio, ovvero le quarantene affidate alla sola responsabilità individuale causa la mancanza di controlli al confine, e che pertanto non sono state svolte?

2. Come intende il Consiglio federale assicurare che, dopo le ferie natalizie, persone residenti in Svizzera che si sono recate in Paesi sottoposti all'obbligo di quarantena osserveranno effettivamente tale obbligo?

3. E' intenzione del Consiglio federale introdurre controlli sistematici ai confini, per assicurarsi che le quarantene verranno davvero svolte, e che non si trasformeranno dunque in una farsa come quelle estive?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. All'entrata in Svizzera, i viaggiatori in provenienza da Stati o regioni con rischio elevato di contagio devono presentare un test PCR con risultato negativo e mettersi in quarantena per 10 giorni. Tra questi Stati o regioni rientrano anche quelli in cui sono state osservate nuove varianti potenzialmente pericolose del SARS-CoV-2. La quarantena è revocata sotto la propria responsabilità, se dopo il settimo giorno dall'entrata in Svizzera la persona si è sottoposta a un test antigenico rapido o a un test PCR con risultato negativo. Fino al termine ordinario della quarantena, la persona interessata deve continuare a portare una mascherina facciale e tenersi a una distanza di 1,5 metri dalle altre persone, salvo che si trovi nella propria abitazione o nel proprio alloggio. Il non rispetto dell'obbligo di notifica o dell'ordine di quarantena è punibile penalmente. Il perseguimento penale compete ai Cantoni. Al momento, in Svizzera i viaggiatori in quarantena sono pochi rispetto alle persone in quarantena da contatto. Questo è da ricondurre, oltre che a un calo generale dell'attività di viaggio dovuta alle restrizioni internazionali, anche al fatto che attualmente in Svizzera l'incidenza è relativamente elevata, per cui nell'elenco degli Stati e delle regioni con rischio elevato di contagio sono annoverati solo pochi Paesi e regioni extraeuropei. La grande maggioranza degli Stati che non fanno parte dell'UE o dello spazio Schengen sono sottoposti alle restrizioni di viaggio di cui all'ordinanza 3 COVID-19 (RS 818.101.24). La Confederazione non dispone di dati sulle violazioni dell'obbligo di quarantena. Tuttavia, l'evoluzione della pandemia non è da ricondurre soltanto ai viaggi internazionali dell'estate scorsa.

3. Considerati l'obbligo di notifica e l'esiguo numero dei viaggiatori che devono mettersi in quarantena, l'introduzione di controlli sistematici alle frontiere sarebbe sproporzionata. I controlli alle frontiere, per altro, non sono appropriati nemmeno per rilevare se le persone interessate si sottraggono all'obbligo di quarantena. Il Consiglio federale ricorda che dall'8 febbraio 2021 tutti i viaggiatori che entrano in Svizzera passando per una frontiera esterna dello spazio Schengen (aeroporti) devono presentare un test negativo e vengono controllati in modo sistematico. Il 27 gennaio 2021, il Consiglio federale ha inoltre deciso di estendere la registrazione dei dati di contatto. Finora venivano registrati soltanto i dati di contatto delle persone in provenienza da Stati con rischio elevato di contagio. Dall'8 febbraio, salvo alcune eccezioni, vengono registrati i dati di contatto di tutte le persone che entrano in Svizzera in aereo, in battello, in bus o in treno. Inoltre, tutti i dati di contatto sono registrati mediante un modulo di entrata elettronico.

Risposta del Consiglio federale.

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