21.314 · Iniziativa cantonale · 2021-05-25
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Parlamento e le autorità federali sono invitati ad abolire il principio del rifiuto d'entrata in Svizzera emanato nel quadro dell'ordinanza 3 COVID-19 e a impegnarsi affinché le frontiere rimangano sempre aperte.
Begründung
La COVID-19 mette a dura prova il nostro sistema sanitario, ma anche la vita culturale, economica e sociale del nostro Cantone e di tutto il Paese. Oltre al divieto di manifestazioni, la chiusura delle strutture della ristorazione e l'appello a rimanere per quanto possibile a casa, la chiusura delle frontiere colpisce in modo particolarmente duro una regione trinazionale come la nostra. Le famiglie e le coppie abituate a vedersi ogni giorno vengono separate e private della possibilità di incontrarsi. Molti vivono l'attuale crisi sanitaria come un fattore di notevole stress psicologico. Temono di perdere il proprio lavoro e di ritrovarsi in condizioni di povertà. Non sanno quando potranno riprendere la formazione e il perfezionamento professionale. A ciò si aggiunge la paura del virus stesso. In questo contesto l'appoggio della famiglia, del partner e degli amici diventa fondamentale. La situazione si fa ancora più difficile quando una frontiera vi separa dai vostri cari. Si potrebbe eventualmente accettare che le frontiere vengano chiuse, se questo avesse un impatto significativo sulla propagazione del virus, ma non è così. In un'intervista il medico cantonale di Basilea ha dichiarato che da un punto di vista virologico non ha senso chiudere le frontiere. Il virus è presente ai due lati del confine e non è chiudendo le frontiere che se ne impedirà la diffusione. Anzi, la chiusura delle frontiere potrebbe persino complicare la gestione dell'emergenza connessa al coronavirus, per esempio qualora l'approvvigionamento di materiale medico risultasse ostacolato oppure se il personale sanitario o impiegato in settori di rilevanza sistemica avesse serie difficoltà a recarsi al lavoro, come a Leymen. Soprattutto i trasporti pubblici nei periodi di crisi dovrebbero essere in grado di garantire il servizio di base, ma nel Comune di Leymen - dove la linea del tram non è più fruibile da tutti - e altrove (per es. a Kreuzlingen) sono stati sospesi a causa della chiusura delle frontiere. Basilea Città, che ha accolto i pazienti alsaziani affetti da COVID-19 aiutando così gli ospedali sovraffollati, dimostra che le cose possono andare diversamente. A detta di Jean Rottner, presidente della regione francese Grand Est, è grazie a questa solidarietà che l'Alsazia è potuta tornare a respirare. Invece di chiudere di riflesso le frontiere e perseguire una dannosa politica simbolica, per superare la crisi occorre puntare maggiormente sulla cooperazione transfrontaliera e mantenere reciprocamente aperte le frontiere.
Il Cantone di Basilea Città intrattiene rapporti stretti con i Paesi vicini: per quasi due terzi, infatti, confina con Francia e Germania. Il mercato del lavoro, in particolare, è del tutto permeabile per i lavoratori provenienti dalle altre regioni e presenta un elevato grado di integrazione. I legami sociali, i contatti e le relazioni personali sono altrettanto importanti. La chiusura delle frontiere nella primavera del 2020 ha creato problemi sul fronte dei rapporti con le persone residenti oltre confine. Le restrizioni hanno riguardato anche le proprietà immobiliari, i giardini familiari e la tenuta di animali all'estero nonché le reti di trasporto transfrontaliere. Tutto questo ha fortemente limitato o addirittura reso impossibile il vivere insieme.
Una cooperazione istituzionale transfrontaliera più intensa e l'attenzione dedicata ai contatti personali hanno contribuito a risolvere molti dei problemi legati alla gestione della pandemia. Si pensi per esempio all'adozione di disposizioni derogatorie, tuttora in vigore, per gli abitanti delle regioni limitrofe alla frontiera tra Francia, Germania e Svizzera: visti gli oltre 34 000 frontalieri che lavorano nel Cantone di Basilea Città l'apertura delle frontiere rappresenta una necessità assoluta per garantire l'attività economica e scientifica nonché la convivenza all'interno dell'area metropolitana trinazionale di Basilea. Del resto, Basilea Città è la locomotiva delle esportazioni svizzere e la porta d'accesso per eccellenza verso l'Europa e la Svizzera: un quinto di tutta la merce esportata dalla Svizzera proviene dal nostro Cantone, il quale è responsabile anche di un ottavo di tutte le importazioni.