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21.3529 · Interpellanza · 2021-05-04

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Dalla fine nel 2020, nella regione del Tigray, in Etiopia, infuria una nuova e brutale guerra civile. Sono già varie decine di migliaia le persone fuggite nel vicino Sudan e altre decine di migliaia sono in fuga all'interno del Paese. Alcuni sopravvissuti e organizzazioni internazionali come l'ONU, Medici senza frontiere (MSF), Human Rights Watch e Amnesty International riferiscono che gli abusi sulla popolazione civile sono sempre più diffusi: massacri, esecuzioni di massa e stupri di gruppo effettuati da truppe in uniforme composte, come descritto, da soldati etiopi o eritrei e miliziani di vari gruppi etnici. Tutto sembra indicare che attualmente in Etiopia, sotto la guida del premier Abiy Ahmed - peraltro premio Nobel per la pace -, gravissime violazioni dei diritti umani e potenziali crimini di guerra siano all'ordine del giorno.

L'Etiopia è un Paese africano prioritario della Svizzera. Le relazioni bilaterali comprendono tutti i settori della cooperazione internazionale, ovvero lo sviluppo, i diritti umani e il buongoverno. La Svizzera dispone di una vasta rete di partner locali.

1. Il Consiglio federale condivide i timori del direttore generale del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Robert Mardini che, di recente, ha dichiarato all'agenzia di stampa AFP che il personale del CICR in Etiopia è confrontato a vittime di violenza sessuale estrema?

2. Nella regione del Tigray lo stupro viene usato come arma di guerra, come ha dichiarato Mark Lowcock, capo dell'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell'ONU (OCHA) davanti al Consiglio di sicurezza dell'ONU?

3. Il Consiglio federale ha comunicato al Governo etiope di essere preoccupato per la situazione? Come?

4. Come può essere migliorata la sicurezza umana? Le donne partecipano a questo processo?

5. In che modo il Consiglio federale sta cercando di far sì che la violenza sessuale, ulteriori violazioni dei diritti umani e potenziali crimini di guerra in Etiopia ed Eritrea vengano documentati, che le prove vengano raccolte e che i responsabili di tali crimini vengano chiamati a risponderne?

6. Qual è il sostegno che il Consiglio federale offre all'Unione africana nei suoi sforzi di prevenire un altro "caso Etiopia", ovvero per evitare che la situazione si trasformi in guerre civili a sfondo etnico?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Il Consiglio federale è a conoscenza di quanto riportato dalle due fonti citate e segue con grande apprensione la situazione nella regione del Tigray. Dato che l'accesso alla regione è fortemente limitato, se non addirittura impossibile, la verifica dei fatti è difficile. Il diritto internazionale vieta categoricamente la violenza sessuale che potrebbe essere considerata un crimine di guerra o, se usata sistematicamente, un crimine contro l'umanità.

3. La Svizzera ha espresso più volte le sue preoccupazioni alle autorità etiopi e in dichiarazioni pubbliche ha invitato tutte le parti in conflitto ad allentare le tensioni e a rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, chiedendo che sia garantito libero accesso per gli aiuti umanitari.

4. Alla fine del 2020 la Svizzera ha stanziato rapidamente fondi supplementari per l'aiuto umanitario nella regione. Nel 2021, ai partner multilaterali in Etiopia la Svizzera ha versato finora 5,8 milioni di franchi. È previsto un contributo a una ONG che opera nel campo della protezione e dell'assistenza alle vittime di violenza sessuale nella regione del Tigray.

5. La Svizzera è in contatto con l'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani (OHCHR) che, insieme alla commissione etiope per i diritti umani, ha recentemente organizzato una missione d'inchiesta nella regione del Tigray per documentare le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. La Svizzera finanzia un posto di esperto presso l'OHCHR ad Addis Abeba e sostiene l'ufficio dei rappresentanti speciali dell'ONU sulla violenza sessuale nei conflitti armati, che si batte contro la violenza sessuale in Etiopia e nel Tigray.

6. Nel 2016 la Svizzera ha firmato con l'Unione africana (UA) una dichiarazione d'intenti sulla cooperazione in materia di pace, sicurezza e diritti umani nella quale il nostro Paese si è impegnato a sostenere l'UA nel campo del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani con le proprie competenze specialistiche. La Svizzera è inoltre sempre pronta a mettere a disposizione i suoi buoni uffici, su richiesta delle parti.

Risposta del Consiglio federale.