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21.4314 · Interpellanza · 2021-10-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel contesto del dibattito in corso sulla sicurezza dell'approvvigionamento elettrico in Svizzera, si moltiplicano gli appelli per la costruzione di nuove centrali nucleari o l'estensione della durata di esercizio di quelle esistenti. Tuttavia, è chiaro che l'abbandono del nucleare, deciso soltanto pochi anni fa dal Popolo, deve essere rispettato. Inoltre, se si tiene conto anche della realtà economica e del problema tuttora non risolto dei rifiuti nucleari, il futuro approvvigionamento elettrico non può poggiare sulla costruzione di nuove centrali nucleari. Tuttavia, sarebbe un errore ignorare il potenziale delle centrali nucleari esistenti e metterle fuori servizio il più rapidamente possibile. Affinché sia possibile sfruttare al massimo questo potenziale, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Attualmente la ricerca in materia di centrali nucleari si concentra principalmente sulle attuali questioni dell'esercizio nonché dello stoccaggio finale e della disattivazione delle centrali nucleari. Non sarebbe più opportuno estenderla a settori che vanno oltre il mero esercizio o la disattivazione delle centrali nucleari? In che modo questo potrebbe creare un valore aggiunto per la ricerca? A che punto è la ricerca in Svizzera per quanto concerne un'economia circolare nucleare (di combustibili nucleari) e le tecnologie innovative per i reattori volte alla riduzione dei rifiuti? Il Consiglio federale sarebbe disposto a presentare un rapporto in risposta a queste domande?

2. Le centrali nucleari hanno il grande vantaggio di produrre energia di banda in modo ampiamente indipendente da fattori esterni e in qualsiasi momento. Tuttavia, a causa di un'insufficiente flessibilità, specialmente nei mesi estivi vi sono eccessi di capacità, che attualmente sono poco utilizzati. Dal canto suo, la produzione di elettricità genera molto calore residuo, anch'esso utilizzato solo parzialmente. In che modo potrebbe essere utilizzata questa preziosa energia residua? Vi sono attualmente ostacoli normativi che impediscono una migliore utilizzazione del potenziale? Secondo il Consiglio federale vale la pena esaminare in dettaglio queste questioni?

3. Attualmente sono in corso colloqui tra la Confederazione e gli esercenti delle centrali nucleari circa la durata massima d'esercizio e la sicurezza delle centrali nucleari esistenti. Quali sono gli obiettivi di questi colloqui? Quali investimenti sarebbero necessari per garantire la sicurezza delle centrali nucleari esistenti oltre il periodo di attività che teoreticamente è di 50 o 60 anni?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1:

Al momento di emanare la legge sull'energia, sì è consapevolmente prestato attenzione a non limitare la libertà della ricerca e dell'insegnamento accademico applicati all'energia nucleare. Il "Piano direttivo della ricerca energetica della Confederazione 2021-2024" comprende questo settore nella sua totalità, soffermandosi su aspetti quali l'esercizio a lungo termine e la gestione dell'invecchiamento delle centrali, la disattivazione e lo smantellamento, le scorie radioattive e il loro deposito in strati geologici profondi, il dimensionamento, i materiali per il trasporto e i contenitori da stoccare. Il Piano menziona anche esplicitamente le tecnologie innovative di punta per i reattori. Rientrano in quest'ambito anche la ricerca incentrata sugli aspetti di ottimizzazione e sostenibilità delle principali concezioni per i reattori di quarta generazione nonché quella su nuovi cicli del combustibile altamente sviluppati, nel contesto dei requisiti fissati per i processi circolari. Queste attività di investigazione, sostenute tanto in Svizzera quanto nel quadro della cooperazione internazionale, sono accessibili a tutti gli istituti di ricerca elvetici. Il Consiglio federale riferisce periodicamente all'Assemblea federale sugli sviluppi della tecnologia nucleare art. 74a della legge federale sull'energia nucleare). Alla luce di quanto precede il Consiglio federale non ritiene necessario stendere un rapporto complementare su questa problematica.

Domanda 2:

La questione relativa alle opportunità e ai rischi di un esercizio delle centrali nucleari e della contemporanea immissione in rete di ingenti quantitativi di energia rinnovabile viene esaminata nel quadro del programma di promozione della ricerca SWiss Energy research for the Energy Transition (SWEET) dell'Ufficio federale dell'energia (UFE). Le future tecnologie di stoccaggio e la strategia per l'accoppiamento settoriale contribuiranno in misura determinante allo sfruttamento delle eventuali quantità di energia eccedentaria. Anche la ricerca su queste ultime, segnatamente lo sfruttamento degli eccessi di capacità per produrre carburanti e combustibili, è contemplata esplicitamente nel "Piano direttivo della ricerca energetica della Confederazione 2021-2024", oltre a rientrare anche nel programma di promozione della ricerca SWEET. Inoltre, in quest'ambito la Confederazione sostiene numerosi progetti pilota, di ricerca e di dimostrazione. Il Consiglio federale ritiene che lo sfruttamento del calore residuo e le reti termiche possano dare un importante contributo al raggiungimento degli obiettivi di politica energetica e l'UFE dedica un'attenzione particolare a queste tematiche. Nulla si oppone, sul piano regolatorio, all'utilizzazione diretta del calore residuo mediante l'impiego di reti termiche. La notevole distanza che separa le attuali centrali nucleari dai potenziali clienti presuppone tuttavia ingenti investimenti nelle infrastrutture di teleriscaldamento. Questo dato di fatto e la durata di esercizio delle singole centrali nucleari, limitata nel tempo ma attualmente ignota, complicano la realizzazione di progetti finalizzati allo sfruttamento del calore residuo nelle centrali nucleari. Visto quanto precede, il Consiglio federale non ritiene necessario esaminare nel dettaglio la questione.

Domanda 3:

La Confederazione non conduce e non ha mai condotto trattative con gli esercenti riguardo al periodo di attività e alla sicurezza delle attuali centrali nucleari. Tutte le centrali dispongono di una licenza d'esercizio di durata illimitata. Ciò significa che possono essere tenute in esercizio fintantoché ne è garantita la sicurezza. Il rispetto di questo requisito è controllato dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Sulla base degli esiti di questo controllo spetta all'esercente decidere fino a quando prorogare la durata di esercizio della propria centrale nucleare. L'UFE ha discusso con Alpiq e Axpo di questioni di politica energetica. In questo contesto, ha chiesto agli esercenti di esprimersi sulla durata di esercizio a cui mirano e su quali ipotesi pianificatorie basano la propria decisione. Poiché le durate di esercizio delle centrali non poggiano su alcuna base legale, nelle Prospettive energetiche 2050+ l'UFE si è basato su due varianti teoriche, ossia su due periodi di attività, rispettivamente di 50 e di 60 anni. Alla domanda relativa agli investimenti supplementari che si renderebbero necessari in caso di prolungamento del periodo di attività da 50 a 60 anni non è possibile dare una risposta generale. L'ammontare degli investimenti dipende in misura determinante dalle necessità di riequipaggiamento del singolo impianto, che l'IFSN stabilisce nella sua presa di posizione relativa alla periodica verifica della sicurezza e nel rapporto di sicurezza sulla durata di esercizio a lungo termine.

Risposta del Consiglio federale.