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22.3189 · Interpellanza · 2022-03-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il 2 febbraio 2022, il Consiglio federale ha precisato le modalità di rimborso dei crediti COVID (ammortamenti a decorrere dal 31 marzo 2022). Se un'azienda non rimborsa le rate di ammortamento dovute, il creditore può ricorrere a terzi, come la società di incasso Intrum. I "chiarimenti giuridici" sono affidati a uno studio legale.

L'intervento delle agenzie di incasso per il rimborso dei crediti COVID suscita alcuni interrogativi. Le associazioni per la protezione dei consumatori hanno constatato numerose violazioni del diritto e inadempienze. La Fédération romande des consommateurs riceve quasi un reclamo al giorno: nella maggior parte dei casi si tratta di questioni legate alle spese. Il settore ha elaborato un codice di condotta. Si tratta di un documento con una valenza puramente interna. Per la questione delle spese il consumatore o l'azienda lesa non può rivolgersi all'ufficio reclami VSI istituito dal settore.

Nella risposta all'interpellanza 21.4408 "Controllo dell'autoregolamentazione delle agenzie d'incasso", il Consiglio federale esortava le associazioni di tutela dei consumatori a "contribuire attivamente a garantire l'applicazione corretta e uniforme del diritto vigente". Pur essendo molto attive non possono però sanzionare i comportamenti illegali.

Alla luce del considerevole numero di crediti (e di aziende con problemi di pagamento) dovuto alle misure imposte durante la pandemia, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Quali sono le alternative alle società di incasso per le banche o gli organismi di fideiussione?

2. Quali sono i "chiarimenti giuridici" affidati allo studio legale? Si occuperà della questione relativa alle spese fatturate per l'incasso?

3. La questione delle spese fatturate da Intrum per l'incasso è stata affrontata? La fatturazione sarà basata su una tariffa prestabilita o verrà applicato l'articolo 106 CO?

4. Qual è l'importo che la Confederazione assumerà per questa modalità scelta per il rimborso dei crediti COVID garantiti?

Stellungnahme des Bundesrates

1. In caso di mancato rimborso del credito COVID-19, il mutuante ricorre alla cauzione e non a una agenzia di incasso. Successivamente il credito in sofferenza è trasferito all'organizzazione che concede fideiussioni interessata, che secondo l'articolo 8 capoverso 1 della legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 (LFis-COVID-19; RS 951.26) adotta tutte le misure necessarie per recuperare l'importo versato al mutuante. L'articolo 9 LFis-COVID-19 permette alle organizzazioni che concedono fideiussioni di far capo a terzi per adempiere i loro compiti. Nei casi in cui si rende necessario un chiarimento giuridico nel quadro di un eventuale abuso, le organizzazioni suddette si rivolgono allo studio legale Kellerhals Carrard e negli altri casi a Intrum SA. Possono anche gestire autonomamente i crediti in sofferenza o fare capo a terzi diversi.

Da ultimo, l'articolo 8 capoverso 5 lettera a LFis-COVID-19 prevede che le organizzazioni che concedono fideiussioni possono rinunciare a far valere nei confronti del mutuatario il credito che è stato loro trasferito, se l'esazione dei crediti appare priva di probabilità di successo o il dispendio amministrativo e le spese dell'organizzazione che concede fideiussioni risultano sproporzionati rispetto all'importo scoperto.

2. Per "chiarimenti giuridici" si intendono le misure per fare luce sui casi sospetti di abuso, in particolare consultandosi con le parti interessate, secondo l'articolo 5 capoverso 2 lettera a LCas-COVID-19. In caso di sospetto di abuso, lo studio legale in quanto rappresentante legale delle organizzazioni che concedono fideiussioni può sporgere denuncia penale. Le tariffe di Intrum SA relative all'incasso sono definite nei dettagli nel contratto concluso con le organizzazioni che concedono fideiussioni, non sono richiesti servizi prestati da studi legali.

3. Intrum SA e le organizzazioni che concedono fideiussioni hanno concluso un contratto che stabilisce le tariffe di incasso secondo criteri prestabiliti e un approccio favorevole alle imprese, sotto il profilo della flessibilità dei piani di rimborso, del compenso di Intrum SA - basato principalmente sulle spese fatturate nei diversi casi - come pure in termini di costi. In effetti a carico delle aziende vanno soltanto le eventuali spese ufficiali di esecuzione; i danni supplementari risultanti dalla mora e gli interessi di mora o altri costi legati alla gestione dei crediti sono esclusi.

4. L'importo che la Confederazione si assume dipende dal numero di casi e dai loro costi. Secondo la tariffa prestabilita dal contratto tra la Intrum SA e le organizzazioni che concedono fideiussioni, si tratta principalmente delle prestazioni e dei costi seguenti: costi legati al trattamento pre-giuridico (85 franchi); costi legati alla definizione di un piano di rimborso con il mutuatario (20 franchi) e costi previsti per ogni quota rimborsata (15 franchi); costi relativi all'avvio di un'esecuzione (45 franchi); e, nel caso di un fallimento, per l'insinuazione di un credito (45 franchi) e per seguire la procedura di fallimento (45 franchi). Per i crediti con una solvibilità fortemente compromessa o in presenza di un attestato di carenza beni, è previsto che Intrum SA svolga un'attività di sorveglianza retribuita, in caso di successo, con una commissione del 15 per cento. Per questa minoranza di casi, in cui le possibilità di recupero sono minime, le organizzazioni che concedono fideiussioni hanno stabilito questa commissione sulla base del rapporto tra costi e benefici.

Tutti i costi menzionati sono dapprima a carico delle organizzazioni che concedono fideiussioni, e successivamente vengono assunti dalla Confederazione. Alla fine il recupero dei crediti è interamente a carico della Confederazione.

Risposta del Consiglio federale.