22.3636 · Interpellanza · 2022-06-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Che necessità d'intervenire vede nel settore della medicina del dolore?
2. A quanto stima i costi di cura diretti e i costi macroeconomici indiretti riconducibili ai pazienti del dolore?
3. In che misura potrebbe promuovere e sostenere la formazione interdisciplinare con certificato di capacità (CC) e il rinnovo del certificato, in modo da innalzare il numero di medici certificati?
4. Sarebbe d'accordo se i pazienti del dolore fossero tempestivamente indirizzati a medici con CC se le terapie precedenti non apportano miglioramenti entro un determinato periodo di tempo?
5. Che importanza dà al registro nazionale del dolore ed è disposto a sostenerne l'attuazione operativa e l'esercizio?
6. A che condizioni ritiene immaginabile che i fornitori di prestazioni e la SSIPM (Swiss Society for Interventional Pain Management), l'associazione svizzera dei medici del dolore, possano scambiarsi i dati dei loro pazienti del dolore? Questo scambio di dati potrebbe essere utilizzato per l'ottimizzazione del trattamento e la valutazione delle terapie (in particolare in relazione alla loro efficacia e sicurezza) e si tradurrebbe in maggiori benefici per i pazienti e riduzioni di costi.
Begründung
Il "dolore" in tutte le sue forme sta sempre più avviandosi a diventare la malattia popolare numero 1.
Già circa 10 anni fa , esperti e politici furono sorpresi dalla pubblicazione, nel 2003, di uno studio europeo sul dolore (Uwe Freisens, istituto per le indagini di mercato NFO):
- "Il dolore cronico è un problema ben più grande di quanto la società voglia riconoscere." (Prof. U.W. Büttner)
- "Le lacune di sapere causano anche costi inutili. Oggi i pazienti del dolore passano da un medico all'altro, ma a quanto pare nessuno è in grado di fare una vera diagnosi. Per uno dei sistemi sanitari più cari del mondo, questo è incredibile." (Willy Oggier, economista sanitario)
- "Dietro agli sforzi terapeutici non dovrebbero esserci solo dei calcoli. Gli esseri umani hanno diritto a una terapia, se porta sollievo o guarigione." (Fritz Britt, vicedirettore dell'UFAS)
- "Successo o insuccesso nella terapia hanno avuto conseguenze sui costi dell'assicurazione invalidità, dell'assicurazione infortuni e dell'assicurazione malattie. Nemmeno il settore dell'assistenza è immune. (Ch. Egerszegi, consigliera nazionale AG)
Lo studio è giunto inoltre alla conclusione che medici meglio formati riescono a trattare più efficacemente il dolore.
Nel 2003 si supponeva che circa il 16 per cento della popolazione svizzera soffrisse regolarmente di dolori. Cifre attuali dimostrano che il 10-40 per cento della popolazione mondiale è affetta da dolori cronici (Cohen et al, Lancet 2021). È chiaro che i dolori possono avere ragioni traumatiche, neurologiche, psicosomatiche, oncologiche o combinate.
Dal 2016 la SSIPM (Swiss Society for Interventional Pain Management), la società dei medici specializzati nel trattamento del dolore, forma medici di tutte le discipline e rilascia loro l'attestato di capacità di specialista del dolore SSIPM, che rinnova, o meno, dopo cinque anni. Ad oggi la formazione è stata seguita da oltre 500 medici, che, grazie ad essa, hanno il diritto esclusivo a fatturare secondo gli articoli 29 e seguenti Tarmed (terapia del dolore).
Negli ultimi due anni, in collaborazione con la ditta seantis gmbh, la SSIPM ha progettato e realizzato un registro nazionale del dolore che entrerà in esercizio nel terzo trimestre di quest'anno. Il registro è stato definito esemplare dalla dottoressa Ruth Baumann-Hölzle (co-fondatrice e responsabile dell'istituto interdisciplinare per l'etica nel sistema sanitario della fondazione Dialog Ethik). Inoltre, la fondazione di ricerca EuroQol ha riconosciuto il registro quale progetto di ricerca EQ-5D (ID di registrazione 43651_TOU).
A livello nazionale, sotto la direzione del professor Konrad Streitberger (responsabile del centro del dolore dell'Inselspital di Berna), è in preparazione uno studio su larga scala per la prevenzione della cronicizzazione. Per la Svizzera i costi diretti del trattamento dei dolori cronici sono stimati tra i 4,3 e i 5,8 miliardi di franchi.
Già da parecchio tempo, la ricerca sul dolore dimostra che i dolori che permangono per più di tre mesi adempiono i criteri di una malattia indipendente. L'OMS, dal canto suo, classifica dal 2022 il dolore cronico come malattia indipendente nell'ICD-11.
Complice l'alta speranza di vita, le malattie tumorali aumentano. Al contempo, grazie a una nuova immunoterapia, questi pazienti sopravvivono sempre più a lungo (il 60 % dopo cinque anni, il 40 % dopo dieci anni). Ma questo non ha soltanto un prezzo finanziario. Secondo la letteratura, dal 40 al 60 per cento dei pazienti sviluppano dolori cronici in seguito a una terapia oncologica "riuscita". Con una buona assistenza e registrazione peri-operatoria dei pazienti a rischio, i risultati sono nettamente migliori (inequivocabili le cifre sul consumo post-operatorio di oppioidi).
Va inoltre citato che in Svizzera e in Germania (cfr. Andreas Wörner, Ospedale pediatrico universitario di Basilea Città e Basilea Campagna) circa il cinque per cento degli scolari e dei giovani soffrono di dolori cronici che ne limitano nettamente la qualità di vita. Con un intervento interdisciplinare precoce di terapia del dolore si possono prevenire con grande efficienza cronicizzazione e invalidità.
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Non sono disponibili dati di sintesi attuali sulla situazione assistenziale svizzera nel campo della medicina del dolore, in particolare per i dolori cronici, né sui costi di cura diretti e quelli macroeconomici indiretti. Nel quadro di uno studio, i costi macroeconomici del 2007 sono stati stimati a 4,3-5,8 miliardi di franchi (Oggier 2007). Non è possibile determinare se e in che misura sia necessario intervenire nel campo delle cure di medicina del dolore. L'offerta di cure mediche compete ai Cantoni.
3. Il Consiglio federale non è in grado di valutare se sussista la necessità di aumentare il numero di medici con certificato di capacità in terapia interventistica del dolore. I titoli federali di perfezionamento rilasciati per le professioni mediche universitarie esercitate sotto la propria responsabilità professionale sono stabiliti dal Consiglio federale, che però non è competente per il rilascio di attestati di perfezionamento. L'Istituto svizzero per la formazione medica (ISFM), che forma medici di svariate discipline, rilascia attualmente attestati di perfezionamento in terapia interventistica del dolore.
4. Il Consiglio federale reputa sostanzialmente opportuno garantire cure adeguate e tempestive da parte di professionisti appositamente qualificati per ogni situazione patologica specifica.
5. Registri nazionali come il registro del dolore possono in linea di massima contribuire a garantire e sviluppare la qualità delle cure. In virtù dell'articolo 58e della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), la Commissione federale per la qualità può, su richiesta, sostenere progetti nazionali o regionali di sviluppo della qualità mediante aiuti finanziari.
6. La trasmissione o lo scambio di dati sono disciplinati dalle condizioni quadro giuridiche nazionali o cantonali. Per valutare l'efficacia e la sicurezza della terapia del dolore sarebbe necessario esaminare nel quadro di uno studio dati di pazienti, eventualmente basandosi sui dati di un registro. Il Consiglio federale non è in grado di valutare in che misura i dati del registro combinati con quelli degli assicuratori-malattie possano fornire ulteriori conoscenze utili. Questo aspetto è di competenza dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori.
Risposta del Consiglio federale.