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23.3377 · Postulato · 2023-03-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

In considerazione della carenza di alloggi a prezzi accessibili, il Consiglio federale è incaricato di esaminare in che modo si possa promuovere un utilizzo efficiente degli edifici esistenti e quale contributo possano dare in particolare le seguenti misure:

1. diritto di cambiare casa o appartamento senza dover pagare un affitto più caro, se questa misura migliora l'occupazione;

2. introduzione dell'occupazione minima tra le condizioni per i nuovi edifici nelle aree urbane;

3. introduzione dell'occupazione tra i criteri per l'assegnazione di nuovi alloggi;

4. limitazione delle abitazioni secondarie nei centri urbani.

Begründung

Negli ultimi anni il tasso di sfitti è tornato a diminuire, e gli affitti subiscono ormai da anni aumenti esponenziali. Di conseguenza per molte persone, e in particolare per le famiglie, diventa difficile trovare un alloggio a prezzi accessibili nel Comune in cui abitano o lavorano. Nel breve termine, un migliore utilizzo del patrimonio edilizio esistente può fornire un contributo importante.

Secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), dal 1970 l'occupazione è diminuita da 2,9 a 2,2 persone per appartamento o casa; per gli alloggi di 4 locali, è scesa da 3,4 a 2,5 persone. Stando alla piattaforma Datenportal Schweiz, queste cifre possono essere attribuite a una sotto-occupazione: le stime suggeriscono infatti che ci siano 410 000 persone che vivono da sole in un appartamento di quattro o più locali, a cui si aggiungono 360 000 coppie che vivono in cinque o più locali. Nelle dieci città più grandi della Svizzera si contano inoltre 100 000 abitazioni secondarie: il potenziale abitativo che si potrebbe utilizzare è dunque evidente. Tuttavia ci sono purtroppo ancora molti ostacoli che impediscono di migliorare questa situazione di sotto-occupazione.

È quindi importante che vengano esaminate diverse misure, tra cui:

- diritto di cambiare casa o appartamento senza dover pagare un affitto più caro, se questa misura migliora l'occupazione. Ad esempio, le coppie anziane i cui figli si trasferiscono dovrebbero avere la possibilità di passare a un appartamento più piccolo o di cambiare casa o appartamento mantenendo le stesse condizioni degli inquilini precedenti;

- introduzione dell'occupazione minima tra le condizioni per i nuovi edifici e le nuove locazioni: si dovrà verificare in che modo i Comuni gravemente colpiti dalla carenza di alloggi possano far valere questo criterio;

- limitazione delle abitazioni secondarie: nelle dieci città più grandi della Svizzera se ne contano 100 000. Alla luce della carenza di alloggi si tratta di un fenomeno problematico, che potrebbe tuttavia essere limitato con una regolamentazione analoga a quella applicata ai centri turistici.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

1. La mozione Sommaruga Carlo 23.3177 persegue un obiettivo simile. Il Consiglio federale riconosce che ci sono casi in cui gli inquilini avrebbero interesse a trasferirsi in un'altra abitazione a causa di una situazione non più ottimale, ad esempio quando i figli lasciano l'abitazione di famiglia. Tuttavia, questa idea di per sé valida, rappresenta innanzitutto una notevole ingerenza nel diritto di proprietà del locatore e appare inoltre difficile da attuare nella pratica dato che le parti dovrebbero concordare in anticipo diversi aspetti.

2. e 3. Un requisito di occupazione minima come condizione per i progetti edilizi e per l'assegnazione di nuove abitazioni rappresenterebbe una notevole ingerenza nel diritto di proprietà e comporterebbe costi di locazione aggiuntivi. Ciò ridurrebbe gli incentivi a realizzare spazi abitativi e andrebbe a contrapporsi all'obiettivo della costruzione di un numero sufficiente di alloggi a prezzi accessibili. Inoltre, un requisito di occupazione minima comporterebbe un notevole sforzo amministrativo e di controllo. È anche bene considerare che l'utilizzo di linee guida sull'occupazione non è sempre appropriato (p.es. per gli appartamenti con tre o meno locali).

Molti committenti di abitazioni di utilità pubblica stabiliscono su base volontaria requisiti di occupazione. Più di due terzi delle abitazioni di utilità pubblica sono soggette a requisiti di questo genere; nelle grandi città con più di 100 000 abitanti addirittura l'80 % (cfr. studio UFAB "Vermietungskriterien der gemeinnützigen Wohnbauträger in der Schweiz", Daniel Blumer, 2012). Nel caso dei committenti di abitazioni di utilità pubblica, il consumo medio di superficie residenziale pro capite è di circa il 20 % inferiore al valore medio di tutte le abitazioni.

4. L'articolo 6 capoverso 1 della legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec; RS 702) stabilisce che non possono essere autorizzate nuove abitazioni secondarie nei Comuni in cui la loro quota supera il 20%. La LASec non si applica solo ai centri turistici. Se la percentuale supera il 20 %, le restrizioni si applicano anche ad altri Comuni. Di conseguenza, esiste già una disposizione nazionale che prevede la limitazione delle abitazioni secondarie. Un adattamento con disposizioni più severe per i centri urbani non sembra appropriato. Inoltre, ai sensi dell'articolo 11 capoverso 1 LASec, il tipo di uso abitativo delle abitazioni realizzate in virtù del diritto anteriore è libero, per cui un divieto in materia di abitazioni secondarie andrebbe ad aumentare la pressione sulle abitazioni esistenti, spesso più economiche di quelle di nuova costruzione, e si porrebbe in contrasto con l'obiettivo di realizzare alloggi a prezzi accessibili.

Nessuna delle dieci città più grandi della Svizzera ha ancora superato la quota del 20 %. È tuttavia probabile che abbiano, in maggioranza, una quota di abitazioni secondarie superiore al 10 % (sulle ragioni della mancanza di dati precisi, cfr. risposta all'interpellanza 23.3355 Bastien Girod).

Le misure proposte non sembrano quindi appropriate.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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