23.4376 · Interpellanza · 2023-12-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Come è garantito che nessuno possa percepire prestazioni con la tessera della cassa malati di un’altra persona?
Begründung
Sono noti casi di persone non assicurate che hanno beneficiato di prestazioni mediche utilizzando la tessera di cassa malati di un’altra persona.La persona effettivamente assicurata ne era al corrente. Esempi: «sans-papiers» ed elusione della franchigia.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo l’articolo 3 capoverso 1 della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi per le cure medico-sanitarie. L’obbligo d’assicurazione si applica, con le eccezioni specifiche definite dal Consiglio federale nell’ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102), a tutte le persone domiciliate in Svizzera, a prescindere dalla loro nazionalità o dal loro statuto di soggiorno legale. Di conseguenza, anche coloro che sono sprovvisti di un permesso di soggiorno, come i sans-papiers e le persone richiedenti l’asilo tenute a lasciare la Svizzera che non adempiono quest’obbligo, devono stipulare un’assicurazione malattie. Secondo l’articolo 42a LAMal, ogni assicurato riceve, per il periodo del suo assoggettamento all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, una tessera d’assicurato sulla quale figurano il nome dell’assicurato e il numero AVS (art. 42a cpv. 1 LAMal). La tessera serve per la fatturazione delle prestazioni secondo la LAMal (art. 42a cpv. 2 LAMal) e ha lo scopo di semplificare le procedure amministrative della fatturazione tra gli assicuratori e i fornitori di prestazioni. Di norma i fornitori di prestazioni verificano l’identità del paziente chiedendo il nome, la data di nascita e l’indirizzo. Se le risposte fornite coincidono con i dati indicati sulla tessera, in genere non viene richiesto di esibire anche un documento d’identità. Tuttavia, è indubbio che incomba ai fornitori di prestazioni verificare se la tessera d’assicurato esibita sia effettivamente attribuibile al paziente. La stragrande maggioranza degli assicurati ha optato per un modello assicurativo con scelta limitata dei fornitori di prestazioni (modelli assicurativi alternativi). Quello più diffuso è il cosiddetto modello del medico di famiglia. In questo contesto appare piuttosto improbabile che venga assunta un’identità altrui, visto che il medico curante di solito conosce il paziente. Anche in farmacia è poco verosimile che si verifichino abusi, poiché per la dispensazione di medicamenti occorre presentare, oltre alla tessera d’assicurato, anche una ricetta medica indicante il nome e la data di nascita del paziente. Se sulla base di eventuali indizi concreti riscontra un abuso della tessera d’assicurato, di norma l’assicuratore-malattie rifiuta la rimunerazione e, se necessario, sporge denuncia penale. All’Ufficio federale della sanità pubblica, nella sua qualità di autorità di vigilanza, non sono finora pervenute segnalazioni di abusi in questo senso. Per i motivi menzionati, il Consiglio federale presume pertanto che un abuso della tessera d’assicurato sia teoricamente possibile, ma molto raro nella pratica. Seguirà comunque l’andamento della situazione.