24.049 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-05-22
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 22 maggio 2024 concernente la strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 (Strategia CI 2025–2028)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.05.2024
Approcci flessibili in un mondo instabile: il Consiglio federale adotta la strategia di cooperazione internazionale 2025–28
In occasione della sua seduta del 22 maggio 2024, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la Strategia di cooperazione internazionale 2025–28 (Strategia CI 2025–28). Gli obiettivi e le priorità della cooperazione internazionale della Svizzera per i prossimi quattro anni vengono ora sottoposti al Parlamento. La Strategia CI 2025–28 prevede un budget di 11,27 miliardi di franchi distribuito su quattro anni. In un mondo in continua evoluzione, la strategia definisce obiettivi a lungo termine quali la lotta alla povertà e la promozione dello sviluppo sostenibile, pur mantenendo un elevato grado di flessibilità per rispondere alle numerose crisi attuali.
Sul piano geografico, la Strategia CI 2025–28 si focalizza sulle regioni in cui i bisogni della popolazione sono maggiori. La scelta si basa su tre criteri di analisi: i bisogni locali, gli interessi a lungo termine della Svizzera e il valore aggiunto della sua cooperazione internazionale. Poiché la Strategia CI 2021–24 ha permesso di rispondere efficacemente alle crisi e ai conflitti attuali, i suoi quattro obiettivi sono mantenuti: salvare vite e favorire l’accesso ai servizi di base; promuovere uno sviluppo economico sostenibile; tutelare l’ambiente e lottare contro i cambiamenti climatici; promuovere la pace, la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani.
Flessibilità per adattarsi a un mondo in continua evoluzione
Attraverso gli obiettivi della Strategia CI 2025–28, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), la Divisione Pace e diritti umani (DPDU) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) del Dipartimento federale degli affari esteri (DEFR) coordinano e garantiscono la coerenza dell’operato della Svizzera. Le attuali incertezze geopolitiche e finanziarie, a cui si aggiungono sfide globali, richiedono alla Strategia CI 2025–28 di mantenere un approccio flessibile. Di conseguenza, il credito d’impegno destinato all’aiuto umanitario è stato incrementato, e rappresenta ora un quarto del budget totale previsto nella strategia. Particolare attenzione viene data anche alla salute, alla questione migratoria e alla cooperazione con il settore privato. Infine, a livello multilaterale, la strategia si concentra sulle sfide globali come la pace, la sicurezza, i diritti umani, i cambiamenti climatici e le nuove tecnologie.
11,27 miliardi di franchi per i tre pilastri della cooperazione internazionale
Il Consiglio federale propone al Parlamento di approvare i crediti d’impegno per un importo complessivo di 11,27 miliardi di franchi (le strategie 2017–20 e 2021–24 avevano preventivato budget rispettivamente di 11,11 e 11,25 miliardi di franchi). Questo importo servirà a finanziare i tre pilastri della cooperazione internazionale, ovvero l’aiuto umanitario, la cooperazione allo sviluppo e la promozione della pace e dei diritti umani.
La guerra in Ucraina rappresenta per la Svizzera un importante cambiamento di paradigma che si aggiunge alle numerose altre crisi e ai conflitti armati. Attraverso la Strategia CI 2025–28, il Consiglio federale prevede di destinare 1,5 miliardi di franchi all’Ucraina (il 13 % del budget totale per la cooperazione internazionale). Il resto del budget (87 %) verrà attribuito principalmente tra le quattro regioni prioritarie – ovvero Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa dell’Est. Questo importo verrà ripartito, come previsto attualmente, tra la cooperazione bilaterale allo sviluppo e la promozione della pace (29 %), l’aiuto umanitario (20 %), gli affari multilaterali (21 %), i programmi tematici globali (12 %) e i contributi principali alle ONG svizzere (5 %) in proporzione analoga a quella della strategia attuale. Ciò significa che la Svizzera rimane attiva nelle crisi in corso, così come nei contesti in cui le condizioni politiche rischiano di peggiorare drasticamente.
Adozione del rapporto di rendicontazione della Strategia CI 2021–24
La Strategia CI 2025–28 si basa anche sulla valutazione della strategia in corso, il cui rapporto di rendicontazione è stato approvato in data odierna dal Consiglio federale. Il rapporto mette in evidenza che la cooperazione internazionale della Svizzera ha contribuito in modo flessibile alla gestione delle crisi e dei conflitti, senza perdere di vista le misure a lungo termine. Allo stesso tempo il documento analizza le ragioni per cui alcuni progetti non hanno raggiunto i risultati auspicati.
Dal rapporto emerge che 1,3 milioni di persone hanno potuto partecipare a programmi di formazione professionale, che il Corpo svizzero di aiuto umanitario ha effettuato 660 missioni in oltre 70 Paesi (tra cui Haiti, la Turchia e il Sudan), e che è stato possibile aiutare 16 milioni di persone ad adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e risparmiare 69 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. Infine, la Svizzera ha partecipato e contribuito in media a 20 processi di pace all’anno e ha condotto negoziati per il cessate il fuoco in sette Paesi (tra questi il Myanmar e la Nigeria). I metodi impiegati per misurare l’efficacia della cooperazione internazionale saranno ulteriormente migliorati in futuro per aumentarne la pertinenza.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.09.2024
11,27 miliardi per la cooperazione internazionale
Per finanziare la Strategia di cooperazione internazionale 2025-2028 vanno sbloccati 11,27 miliardi per il periodo 2025-2028. Lo ha chiesto oggi il Consiglio degli Stati adottando i relativi decreti federali.
Con questi fondi "la Confederazione intende consolidare il suo ruolo internazionale nel promuovere uno sviluppo sostenibile, proteggere i diritti umani, rafforzare la pace in aree vulnerabili del mondo", ha spiegato Marco Chiesa (UDC/TI) a nome della commissione. La sola Ucraina dovrebbe ricevere 1,5 miliardi, ha aggiunto. Il ticinese ha poi precisato che i crediti dovranno comunque essere confermati ogni anno al momento dell'esame del preventivo della Confederazione.
Gli obiettivi della strategia sono molteplici, come ridurre la povertà, promuovere la democrazia e dei diritti umani nonché gestire le crisi umanitarie. "La strategia 2025-2028 prevede una quota importante di fondi destinati all'aiuto umanitario immediato, con programmi volti a garantire la fornitura di cibo, acqua, medicine e rifugi temporanei nelle situazioni di crisi", ha precisato Chiesa.
I fondi saranno utilizzati principalmente in quattro aree: Africa subsahariana, Medio Oriente e Nordafrica, Asia e Pacifico, nonché Europa dell'Est. Per quel che concerne l'Ucraina, l'impegno finanziario sarà utilizzato nell'aiuto umanitario e la cooperazione allo sviluppo. La Svizzera si impegnerà nella ricostruzione a lungo termine delle infrastrutture ucraine gravemente danneggiate dalla guerra, come scuole, ospedali, infrastrutture idriche ed energetiche. Berna sosterrà anche programmi che mirano alla ripresa economica del Paese, ha detto Chiesa.
Da notare che, secondo quanto approvato oggi, i programmi nei Paesi prioritari della cooperazione bilaterale potranno essere rivisti al ribasso se questi non si dimostrano "sufficientemente disponibili ad accettare un legame tra la cooperazione allo sviluppo e migrazione".
Questo emendamento permette di effettuare una pressione politica e diplomatica incoraggiando alcuni Paesi a rispettare gli accordi di riammissione per non perdere i fondi degli aiuti allo sviluppo, ha spiegato Chiesa. "Si tratta di una misura punitiva sulle spalle delle popolazioni più povere dei Paesi del Sud", ha replicato, invano, Franziska Roth (PS/SO).
Durante le discussioni, i "senatori" hanno poi respinto diverse proposte volte a ridurre o aumentare i crediti. Esther Friedli (UDC/SG) aveva ad esempio chiesto di tagliare 800 milioni, 200 all'anno, a causa del precario stato delle finanze federali. "Tenendo conto dell'inflazione saremmo comunque ancora al di sopra della cifra spesa per il quadriennio precedente", ha aggiunto.
Ritenendo invece che nel prossimo futuro le finanze federali saranno in uno stato migliore, Carlo Sommaruga (PS/GE) ha chiesto di portare l'aiuto internazionale allo 0,5% del PIL, criticando la "spilorceria" del Consiglio federale. Il ginevrino ha anche criticato il fatto che i fondi destinati all'Ucraina vengano "prelevati" dagli aiuti destinati ai Paesi poveri. "Spogliare Pietro per vestire Paolo non risolve nulla", ha affermato. Come detto, le proposte Friedli e Sommaruga sono state respinte.
Da segnalare, infine, che in apertura di dibattito gli Stati hanno bocciato, con 31 voti a 13, una proposta di Benjamin Mühlemann (PLR/GL) che voleva rinviare il dossier al governo. Gli Stati in giugno avevano votato a favore di un aumento di 4 miliardi di franchi del budget dell'esercito - a 29,8 miliardi per il periodo 2025 - 2028 - chiedendo, su proposta dello stesso Mühlemann, di compensare metà dell'aumento nella cooperazione internazionale. "Occorre tenerne conto", ha sostenuto il glaronese.
Nel suo intervento, il consigliere federale Ignazio Cassis ha messo in guardia dal mettere in contrapposizione i settori della difesa e della cooperazione internazionale. Evocando le crisi in Ucraina, in Medio Oriente e nella regione del Sahel, il ministro degli esteri ha parlato di "ring of fire" che circonda l'Europa. "Abbiamo bisogno sia della protezione antincendio che dei pompieri", ha sostenuto.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 05.12.2024
CN: cooperazione internazionale, nessun rinvio al CF
La Svizzera deve dotarsi di una strategia di cooperazione internazionale. È quanto stabilito oggi dal Consiglio nazionale entrato nel merito su un progetto del Consiglio federale - già adottato nel settembre scorso dagli Stati - che chiede 11,3 miliardi di franchi per il periodo 2025-2028. Il dibattito proseguirà lunedì.
Prima della discussione particolareggiata, il plenum ha respinto una proposta di rinvio al Governo dell'UDC per 126 voti a 64. I democentristi avrebbero voluto che il progetto tenesse conto delle maggiori esigenze di finanziamento dell'esercito e delle proposte di risparmio del gruppo di esperti nominato dal Consiglio federale.
Per Monika Rüegger (UDC/OW), la Svizzera dovrebbe smetterla di inviare denaro all'estero e fare di più per il popolo. La consigliera nazionale obvaldese ha anche messo in discussione i tanto decantati progressi dovuti all'aiuto elvetico. Invece di "versare denaro a leader corrotti", ha aggiunto, sarebbe meglio invece sostenere il settore privato.
Ma per Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE), "non ha senso nascondersi dietro i nostri confini", mentre Hans-Peter Portmann (PLR/ZH) ha lodato "la qualità e la sostenibilità dei progetti svizzeri, che sono di prim'ordine".
A parte l'UDC, tutti i partiti hanno sostenuto la necessità di una strategia di questo tipo: per la Svizzera si tratta di un "importante ingranaggio" della sua politica estera, parte del sua "tradizione umanitaria" che serve anche alla sicurezza del Paese.
Per il "ministro degli esteri, Ignazio Cassis, questa strategia è ancora più importante in un mondo "meno globalizzato, meno occidentalizzato, meno democratico e più imprevedibile".
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2024
Approvata strategia cooperazione internazionale
La Svizzera deve dotarsi di una strategia di cooperazione internazionale. Lo ha stabilito il Consiglio nazionale, adottando - gli Stati avevano fatto lo stesso in settembre - tre relativi decreti federali. Tuttavia, per circa 9,7 degli 11,3 miliardi previsti, i deputati hanno rifiutato di togliere il freno alle spese, bloccando di fatto il finanziamento.
Iniziato giovedì, il dibattito è ripreso nel pomeriggio di oggi. Settimana scorsa il plenum aveva già liquidato la questione dell'entrata in materia, respingendo una proposta di rinvio al Consiglio federale da parte dell'UDC.
Gli obiettivi della strategia sono molteplici, come ridurre la povertà, promuovere la democrazia e i diritti umani nonché gestire le crisi umanitarie. I fondi saranno usati principalmente in quattro aree geografiche: Africa subsahariana, Medio Oriente e Nordafrica, Asia e Pacifico, nonché Europa dell'Est.
Durante la discussione odierna, i deputati hanno accettato un credito di circa 1,4 miliardi per assicurare la continuazione del finanziamento della cooperazione economica allo sviluppo e uno di 232 milioni per misure di promozione della pace e di rafforzamento dei diritti umani.
Per quanto riguarda invece la maggior parte del budget, i quasi 9,7 miliardi previsti per la cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario, il Nazionale ha rifiutato di togliere il freno alle spese: i 101 voti necessari non sono stati raggiunti (i "sì" si sono fermati a quota 99). Il dossier torna quindi agli Stati per l'esame di questa e altre divergenze rimanenti.
13% all'Ucraina
Entrando nel dettaglio, il disegno governativo prevede che la sola Ucraina si veda recapitare 1,5 miliardi, il 13% del totale. L'impegno finanziario sarebbe utilizzato nell'aiuto umanitario e nella cooperazione allo sviluppo. La Svizzera si adopererebbe nella ricostruzione a lungo termine delle infrastrutture gravemente danneggiate dalla guerra, come scuole, ospedali, infrastrutture idriche ed energetiche.
Bisogna aspettare per capire l'evoluzione della situazione, a seconda delle condizioni di un futuro cessate il fuoco parte della ricostruzione potrebbe spettare ai russi, ha detto Hans-Peter Portmann (PLR/ZH), facendosi portavoce degli scettici sull'entità della somma da destinare a Kiev.
"Stiamo investendo i nostri soldi nel modo giusto?", si è invece retoricamente chiesta più in generale Monika Rüegger (UDC/OW), secondo cui la Svizzera ha già i suoi problemi, tra cui capire in che modo finanziare la tredicesima AVS. Ribattendo a un altro argomento dei contrari, ossia che si andrebbe a versare denaro a leader politici quantomeno discutibili, Nicolas Walder (Verdi/GE) ha evidenziato che la cooperazione internazionale non ricompensa i governi. "Non si può abbandonare popolazioni la cui 'colpa' è essere amministrate male", ha affermato l'ecologista.
Tagli e aumenti
I deputati hanno trattato una sequela di proposte volte a ridurre (in primis l'UDC) o aumentare (la sinistra) i crediti. Presente in aula, il consigliere federale Ignazio Cassis si è battuto per mantenere intatte tutte le cifre stabilite dall'esecutivo, chiedendo di rinunciare a tagli o aumenti. "Questo porterebbe a una rielaborazione della strategia", ha motivato il ticinese.
Alla fine, come avevano fatto pure i "senatori", i deputati hanno avallato le somme previste dal disegno governativo. La riduzione di un miliardo di franchi auspicata dalla Commissione delle finanze della Camera del popolo è stata bocciata con un solo voto di scarto (95-94, tre astensioni), grazie all'opposizione di sinistra, Verdi liberali e buona parte del Centro. Come detto però, il successivo mancato sblocco del freno alle spese non rende definitive le decisioni.
Seguendo un'aggiunta degli Stati, il Nazionale ha anche deciso che i programmi nei Paesi prioritari potranno essere rivisti al ribasso se questi non si dimostreranno "sufficientemente disposti ad accettare un legame tra la cooperazione allo sviluppo e le questioni inerenti alla migrazione". Una precisazione che permette una certa pressione su alcune nazioni, incoraggiandole a rispettare gli accordi di riammissione per non perdere i fondi.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.12.2024
Il Consiglio degli Stati ha mantenuto divergenze riguardo la strategia di cooperazione internazionale 2025-28, ad esempio rifiutandosi di stabilire che gli appalti per la ricostruzione dell'Ucraina debbano essere assegnati preferenzialmente a imprese svizzere. Ha inoltre tacitamente confermato, contrariamente a quanto fatto ieri dai deputati, lo sblocco del freno alle spese riguardo i 9,7 miliardi previsti per la cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2024
Cooperazione internazionale, ok a 11 miliardi
La Svizzera deve dotarsi di una strategia di cooperazione internazionale per il periodo 2025-28, da finanziare con circa 11 miliardi di franchi. Oggi il Consiglio nazionale ha deciso di togliere il freno alle spese per gran parte di questo budget, che aveva invece bloccato durante la prima lettura.
Gli obiettivi della strategia sono molteplici, come ridurre la povertà, promuovere la democrazia e i diritti umani nonché gestire le crisi umanitarie. I fondi saranno usati principalmente in quattro aree geografiche: Africa subsahariana, Medio Oriente e Nordafrica, Asia e Pacifico, nonché Europa dell'Est.
Lunedì, durante il primo passaggio dell'oggetto alla Camera del popolo, erano già stati approvati un credito di circa 1,4 miliardi per assicurare la continuazione del finanziamento della cooperazione economica allo sviluppo e uno di 232 milioni per misure di promozione della pace e di rafforzamento dei diritti umani.
Il Nazionale si era tuttavia rifiutato di togliere il freno alle spese per i quasi 9,7 miliardi previsti dal Consiglio federale (e approvati dal Consiglio degli Stati) per progetti in ambito di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario. I deputati hanno cambiato rotta oggi, sbloccando i soldi pur dopo aver operato una sforbiciata a poco più di 9,3 miliardi. Il tesoretto totale scende quindi dagli 11,3 miliardi chiesti dal governo a circa 11 miliardi.
È stata la destra a spingere per una decurtazione, avanzando diverse proposte al ribasso, anche più consistenti di quella poi accettata. "Come spieghiamo che preferiamo spedire il denaro all'estero e non usarlo in Svizzera?", si è polemicamente chiesta Monika Rüegger (UDC/OW).
Facendo riferimento alla decisione di ieri della stessa Camera di tagliare 170 milioni per la cooperazione internazionale nel preventivo 2025, Hans-Peter Portmann (PLR/ZH) ha affermato che "non sarebbe serio" promettere fondi su cui in ogni caso bisognerà risparmiare. Lo zurighese ha infine convinto al fotofinish - decisivo il voto della presidente del Nazionale Maja Riniker (PLR/AG) - i colleghi, che hanno optato per tagliare 351 milioni dalla somma iniziale.
La riduzione riguarda soprattutto l'Ucraina, come ha fatto notare il consigliere federale Ignazio Cassis. Concretamente, il disegno governativo prevedeva 1,5 miliardi per Kiev, che ora sono scesi a 1,3 miliardi. L'impegno finanziario sarà utilizzato nell'aiuto umanitario e nella cooperazione allo sviluppo. La Svizzera si adopererà nella ricostruzione a lungo termine delle infrastrutture gravemente danneggiate dalla guerra, come scuole, ospedali, infrastrutture idriche ed energetiche.
I deputati si sono inoltre tacitamente allineati ai "senatori" sull'assegnazione degli appalti per la ricostruzione dell'Ucraina. Contrariamente a quanto voleva originariamente la Camera del popolo, questi non saranno assegnati preferenzialmente a imprese svizzere.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.12.2024
CSt: cooperazione internazionale, compromesso su proposta CF
Il credito d'impegno per la cooperazione internazionale dal 2025 al 2028 divide le Camere federali. Mentre il Consiglio federale chiede 9,66 miliardi di franchi, il Consiglio nazionale è disposto a sbloccare solo 9,31 miliardi.
I "senatori" hanno proposto un compromesso, ossia quello di ridurre il budget del governo di soli 151 milioni di franchi, portando il totale a 9,51 miliardi di franchi. La sinistra e alcuni membri del Centro volevano mantenere la somma di 9,66 miliardi. Franziska Roth (PS/SO) ha chiesto invano di "andare sul sicuro" e di seguire il governo, che ha "lavorato seriamente"
Le Camere sono ancora divise sull'importo di 1,5 miliardi stanziato dal Consiglio federale per l'Ucraina e i paesi vicini, che vede l'appoggio degli Stati ma non del Nazionale, il quale vuole stanziare solo 800 milioni, con altri 500 milioni per progetti in collaborazione con il settore privato.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 17.12.2024
11,12 miliardi per la cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale riceverà 11,12 miliardi di franchi per il periodo 2025 - 2028. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale allineandosi così alle richieste degli Stati. Il relativo decreto federale è definitivamente adottato.
Gli obiettivi della strategia sono molteplici, come ridurre la povertà, promuovere la democrazia e i diritti umani nonché gestire le crisi umanitarie. I fondi saranno usati principalmente in quattro aree geografiche: Africa subsahariana, Medio Oriente e Nordafrica, Asia e Pacifico, nonché Europa dell'Est.
Nel breve dibattito odierno, il relatore commissionale Laurent Wehrli (PLR/VD) ha chiesto al plenum di allinearsi al compromesso uscito ieri dai banchi dei "senatori". Quest'ultimi ieri avevano liberato 9,66 miliardi per progetti in ambito di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario.
Tale importo è di 151 milioni di franchi inferiore al messaggio del Consiglio federale. In precedenza la Camera del popolo voleva un taglio ancora superiore, di 351 milioni.
Una seconda divergenza concerneva l'importo da destinare all'Ucraina e ai Paesi vicini. Consiglio federale e degli Stati chiedevano 1,5 miliardi, il Nazionale non era invece disposto ad andare oltre 800 milioni, con altri 500 milioni per progetti in collaborazione con il settore privato. Anche in questo caso la Camera la popolo ha seguito le proposte dei "senatori".
L'impegno finanziario sarà utilizzato nell'aiuto umanitario e nella cooperazione allo sviluppo. La Svizzera si adopererà nella ricostruzione a lungo termine delle infrastrutture ucraine gravemente danneggiate dalla guerra, come scuole, ospedali, infrastrutture idriche ed energetiche.