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Garantire che la Svizzera resti un polo industriale. Finanziamento transitorio per un'ecologizzazione della produzione dell'industria siderurgica

24.3374 · Mozione · 2024-03-15

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale fornisce le risorse necessarie per un finanziamento transitorio adeguato a favore dell’industria siderurgica, al fine di salvaguardare la Svizzera in quanto polo industriale e preservare l’economia circolare. Sono ipotizzabili tre forme di sostegno:

  1. sostegno degli investimenti infrastrutturali per accelerare il processo di decarbonizzazione dell’industria siderurgica e aumentare l’efficienza energetica;

  2. promozione di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati alla decarbonizzazione e all’aumento dell’efficienza;

  3. misure di sostegno a breve termine per compensare gli svantaggi in termini di concorrenza.

Begründung

L'industria siderurgica è responsabile dell’8 per cento delle emissioni di CO2 a livello mondiale. Allo stesso tempo, però, la fornitura di acciaio e alluminio è imprescindibile, ossia di rilevanza sistemica, per un’economia nazionale. Oggigiorno le imprese svizzere dell’acciaio e dell’alluminio non solo devono affrontare notevoli sfide finanziarie, ma anche importanti svantaggi competitivi. La salvaguardia dell’industria siderurgica svizzera rimane dunque una sfida di interesse nazionale. Gli elevati prezzi dell’energia e la transizione ecologica richiedono investimenti importanti. In altri Paesi dell’UE non solo i prezzi dell’energia sono garantiti e quelli per l’industria siderurgica ad alta intensità energetica soggetti a un massimale, ma gli investimenti sono anche sostenuti da varie forme di aiuti di Stato. Questo rende la Svizzera un polo poco attraente per l’industria siderurgica locale. In assenza di condizioni di parità, non solo migliaia di posti di lavoro nell’industria rischiano di scomparire, ma la dipendenza dall’estero per i beni di rilevanza sistemica è destinata ad aumentare.

L’industria siderurgica svizzera ha già compiuto notevoli progressi nell’impiego di rottami: le imprese, infatti, utilizzano per la loro produzione oltre il 90 per cento di materiale riciclato. La Francia riconosce il riciclaggio come contributo all’economia circolare e indennizza questi impianti per le loro attività di servizio pubblico. La gestione di questa economia circolare all'estero invece che in Svizzera, dove la produzione di CO2 è molto più intensa, comporterebbe decine di migliaia di viaggi aggiuntivi, il che non ha senso né dal punto di vista economico né da quello ecologico. Nella situazione attuale le acciaierie svizzere non sono più in grado di coprire i costi a causa delle distorsioni del mercato. Occorre pertanto assolutamente intervenire, ad esempio sovvenzionando i contributi agli investimenti del fondo per il CO2.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Oltre all'industria dell'acciaio e dell'alluminio, gli aumenti dei prezzi dell'energia interessano anche numerosi altri settori. Il Consiglio federale è critico nei confronti dell'erogazione di sussidi specifici per l'industria e determinati settori. Detti sussidi creano dipendenze a lungo termine, celano un rischio elevato di cattive allocazioni a spese dei contribuenti e portano a una disparità di trattamento rispetto ad altre aziende e settori in Svizzera. Per la necessaria decarbonizzazione dei prossimi decenni, l'industria svizzera si trova in una posizione migliore rispetto all'estero. In Svizzera, l'intensità energetica (misurata come rapporto tra il consumo energetico e la creazione di valore) dei settori a elevata intensità energetica quali la metallurgia è nettamente inferiore rispetto agli stessi settori nel resto dell'Europa. Tuttavia, i costi di investimento elevati possono effettivamente rappresentare un ostacolo. Pertanto, la legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; RS 814.310) e la legge sul CO2 (RS 641.71) offrono nuove possibilità di sostegno finanziario delle misure di riduzione delle emissioni di CO2. Fino al 2030, per la promozione di tecnologie e processi innovativi nell'industria svizzera, la LOCli prevede complessivamente un importo pari a 1,2 miliardi di franchi. La legge sul CO2 include uno strumento di promozione specifico unicamente per le aziende che partecipano al sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) della Svizzera, come è il caso delle due principali acciaierie del nostro Paese. La promozione di cui alla legge sul CO2 è destinata innanzitutto alle aziende del SSQE che, senza questo sostegno, sarebbero costrette a trasferire la produzione all'estero. Nell'ambito delle misure di efficienza volte a ridurre il consumo di elettricità, è inoltre disponibile il programma di incentivazione ProKilowatt sancito nella legge sull'energia. L'importo di incentivazione ammonta al massimo al 30 per cento dei costi di investimento e serve a promuovere il rinnovamento degli impianti esistenti e l'investimento in tecnologie a elevata efficienza. Il Consiglio federale metterà presumibilmente in vigore il 1° gennaio 2025 sia la LOCli che la legge sul CO2 approvata il 15 marzo 2024 dal Parlamento. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessarie misure supplementari.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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