Come è stata migliorata la protezione dei lavoratori nell’uso dei prodotti fitosanitari grazie al piano d’azione sui prodotti fitosanitari?
24.4503 · Interpellanza · 2024-12-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale risponde alla mia interpellanza 24.4123 che l’obiettivo intermedio del piano d’azione sui prodotti fitosanitari (PF) «Miglioramento delle informazioni sulla protezione degli utilizzatori» è stato raggiunto. Di conseguenza, gli utilizzatori professionali dovrebbero essere meglio informati su come proteggersi e il rischio di malattie croniche dovute ai prodotti fitosanitari potrebbe diminuire sul lungo termine. Inoltre, nel rapporto intermedio dell’8 maggio 2024, il Consiglio federale constata che nella pratica si osserva una forte sensibilizzazione all’applicazione delle misure di protezione.
Tuttavia, sebbene le informazioni sulla protezione siano state effettivamente migliorate, né il rapporto intermedio né la risposta alla mia interpellanza forniscono prove numeriche del fatto che abbiano portato a una sensibilizzazione e a un’applicazione più coerente delle misure di protezione nella pratica.
Il piano d’azione sui PF osserva che i dispositivi di protezione non vengono utilizzati sistematicamente dai professionisti. Ciò è dovuto, per esempio, alla difficoltà da parte dei viticoltori di indossare tute protettive durante le giornate calde o al timore degli agricoltori di danneggiare la propria immagine indossando abiti di protezione. Per questo motivo, il Consiglio federale ha previsto di esaminare, entro il 2024, se e come sia possibile condurre uno studio di caso nel settore della viticoltura, per sviluppare misure alternative di riduzione dei rischi.
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle mie domande:
Come può dimostrare che il miglioramento delle informazioni sulla protezione ha portato a una maggiore consapevolezza sull'uso dei pesticidi e in che misura?
Come può dimostrare che tale miglioramento ha portato a un’applicazione più coerente delle misure di protezione? Cosa significa, in questo contesto che gli utilizzatori «sanno meglio come proteggersi»?
Come può dimostrare che il miglioramento delle informazioni sulla protezione ha portato a una riduzione effettiva del rischio di malattie croniche legate ai PF?
A che punto è l’attuazione della misura «Sviluppo di misure di protezione degli utilizzatori sul piano tecnico e organizzativo»?
Il Consiglio federale dispone di studi sulle malattie acute e croniche degli utilizzatori di pesticidi in Svizzera? Se sì, per quale periodo e dove sono pubblicati? Se no, perché?
Lo studio di caso nel settore della viticoltura è stato realizzato? Se sì, dove e cosa è emerso? Se no, perché?
Stellungnahme des Bundesrates
1) In Svizzera non vengono effettuati controlli sistematici sulla protezione degli utilizzatori di PF nelle aziende agricole. Il Consiglio federale non dispone quindi di dati statistici che dimostrino in che misura una migliore informazione a questo proposito possa aver portato a un’applicazione più sistematica delle misure di protezione. Tuttavia, sulla base del traffico registrato sulla pagina del Toolkit e dello standard di protezione degli utilizzatori (https://www.bonnepratiqueagricole.ch/it/buone-pratiche/protezione-della-salute-e-dellambiente/toolkit-protezione-utilizzatore/), che attualmente conta circa 80 accessi al giorno, si può concludere che, rispetto a dieci anni fa, oggi nel settore agricolo c’è più consapevolezza. Inoltre, da quando il Toolkit è stato attivato nel novembre 2021, i video sono stati visti circa 7000 volte e dalle persone interessate sono stati scaricati 3600 documenti.2) Il rapporto intermedio sul piano d’azione sui PF mostra un chiaro miglioramento nell’attuazione delle misure di protezione. Questa conclusione si basa sull’esperienza acquisita negli ultimi dieci anni dal Servizio per la prevenzione degli infortuni nell’agricoltura nei corsi di formazione per i lavoratori del settore agricolo. Uno studio, il cui inizio è previsto per il 2026, esaminerà come la protezione degli utilizzatori, e in particolare l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, possa essere ulteriormente migliorata in questo settore.3) Come già indicato nella risposta all’interpellanza 24.4123 Clivaz, negli ultimi dieci anni molti PF cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione (CMR) sono stati ritirati dal mercato. Allo stesso tempo, è stato migliorato l’accesso alle informazioni sulla protezione adeguata degli utilizzatori e sulle misure di protezione necessarie. Sebbene non esistano dati statistici affidabili al riguardo, si può presumere che, grazie alle due misure citate, il rischio di malattie croniche associate all’utilizzo di PF sia diminuito e continuerà a diminuire anche sul lungo periodo.4) Vedi la risposta al punto 6).5) Ad oggi, in Svizzera non sono stati condotti studi sulle patologie acute e croniche a cui sono esposte le persone che utilizzano pesticidi. È quanto emerso anche da uno studio della letteratura sui rischi per la salute legati all’utilizzo professionale dei PF in agricoltura condotto nel 2017 dall’Istituto per la salute e il lavoro (IST) dell’Università di Losanna (www.seco.admin.ch > Servizi e pubblicazioni > Pubblicazioni > Lavoro > Condizioni di lavoro > Studi e rapporti > Effetti dei prodotti fitosanitari sulla salute dei lavoratori agricoli. L’assenza di studi su questo tema si spiega anche con il fatto che, come spiegato nella risposta all’interpellanza 24.4123 Clivaz, in Svizzera non esiste al momento una base giuridica che consenta di raccogliere dati sulle malattie associate all’utilizzo professionale dei PF a livello nazionale.6) Lo studio di caso sulla viticoltura è stato condotto nel 2022 e i risultati sono stati riassunti in un rapporto (www.seco.admin.ch > Servizi e pubblicazioni > Pubblicazioni > Lavoro > Condizioni di lavoro > Studi e rapporti). Dallo studio è emerso che gli operatori del settore hanno opinioni diverse sulla fattibilità delle misure di protezione tecniche e organizzative come alternativa ai dispositivi di protezione in viticoltura. Mentre le misure tecniche (ad esempio i sistemi di riempimento chiusi) sono accolte con favore, gli operatori ritengono che le misure organizzative (ad esempio le istruzioni su quando trattare) siano difficili da attuare.