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Concentrazioni elevate di sostanze chimiche perenni nel corpo dei nostri figli. Quali ripercussioni sull'omologazione di tali sostanze?

24.4614 · Interpellanza · 2024-12-20

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Alla mia domanda 24.7770, il Consiglio federale ha risposto che, «nel quadro dello studio pilota di biomonitoraggio umano condotto dal 2018 al 2021 dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in tutti i campioni di sangue è stata riscontrata la presenza di PFAS». Evidentemente i PFAS sono presenti in maniera capillare non soltanto nelle acque sotterranee, ma si accumulano da decenni anche nel corpo umano.

Nel 2022, un programma di monitoraggio dell’USAV ha rilevato residui di pesticidi contenenti PFAS in circa un quarto dei campioni di derrate alimentari vegetali esaminati, in quantità però non superiori ai livelli massimi consentiti (24.7917).

Secondo il Consiglio federale, rientrano nella categoria dei PFAS 28 principi attivi sintetici omologati per l’impiego nei pesticidi, di cui 18 sono stati commercializzati in Svizzera negli ultimi 15 anni. Dal 2008 al 2023, ogni anno sono state vendute fino a 42 tonnellate di prodotti fitosanitari con principi attivi contenenti PFAS (24.4181).

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Quanti coformulanti sintetici omologati per l’impiego nei pesticidi figurano tra i PFAS e a quanto ammontano le vendite annue di questi coformulanti?

  2. Se nelle derrate alimentari possono essere presenti fino a 18 principi attivi contenenti PFAS, perché il monitoraggio dell’USAV ne ha esaminati soltanto 17?

  3. Sono state cercate anche tracce di coformulanti contenenti PFAS o di metaboliti di pesticidi che si degradano in PFAS (p. es. TFA)? Se no, per quale ragione?

  4. Poiché apparentemente non sono stati ancora fissati valori limite per i PFAS nelle bacche, nella frutta e nella verdura, per quale motivo il Consiglio federale afferma che i valori massimi consentiti non sono stati superati? Che cosa accadrebbe se introducesse valori limite per i PFAS nelle derrate alimentari vegetali, in analogia a quelli vigenti ad esempio per la carne, il pesce e le uova?

  5. Per quali altre derrate alimentari sono fissati valori limite per i PFAS? Per quali derrate invece non sono previsti e per quale motivo? Come procede il Consiglio federale e in base a quale tempistica?

  6. Con quali criteri stabilisce valori limite per i PFAS sapendo che questi ultimi possono accumularsi nel corpo umano per tutta la vita, non si degradano e possono addirittura avere effetti nocivi?

  7. Un’inchiesta recente della rivista «Saldo» evidenzia che in Svizzera perfino i bambini presentano già concentrazioni relativamente elevate di PFAS nel corpo. In che modo questo dato si ripercuote sull’omologazione di pesticidi e sui valori limite di PFAS nelle derrate alimentare e per quale ragione?

Stellungnahme des Bundesrates

L’acronimo PFAS sta per «sostanze per- e polifluoroalchiliche». Questo gruppo comprende più di 10 000 sostanze chimiche, tra cui anche l’acido trifluoroacetico (TFA), che è un prodotto di degradazione dei PFAS. Nelle derrate alimentari, è necessario distinguere se un residuo di PFAS provenga da un prodotto fitosanitario o da una contaminazione ambientale. A seconda della fonte si applicano requisiti legali differenti. Inoltre, i dati relativi ai prodotti fitosanitari sono molto accurati, mentre non lo sono quelli relativi ad altre fonti di emissione di PFAS. 1. Attualmente sono omologati nove prodotti fitosanitari contenenti un coformulante considerato un PFAS. I coformulanti agiscono come antischiumanti o propellenti. Le quantità di questi coformulanti PFAS contenuti nei prodotti fitosanitari venduti vanno dai pochi chilogrammi all’anno (antischiumanti) a circa mezza tonnellata/una tonnellata all’anno (propellenti). 2. e 3. Il monitoraggio svizzero dei prodotti fitosanitari si basa sulle disposizioni dell’UE. Lo scopo del monitoraggio non è sorvegliare tutti i principi attivi. Per determinare i principi attivi da esaminare si è tenuto conto più che altro dei risultati degli anni precedenti, in modo da garantire che fosse coperto uno spettro rappresentativo dei principi attivi effettivamente impiegati. Residui di coformulanti contenenti PFAS e di metaboliti come TFA non sono oggetto di questo monitoraggio dei prodotti fitosanitari. 4. e 5. Per quanto riguarda i residui di prodotti fitosanitari nelle derrate alimentari, i livelli massimi consentiti sono definiti in maniera esaustiva nell’ordinanza del DFI concernente i livelli massimi per i residui di antiparassitari nei o sui prodotti di origine vegetale e animale (RS 817.021.23). L’affermazione del Consiglio federale nel quadro della risposta alla domanda Klopfenstein Broggini 24.7917 «Kontrolle von Rückständen von PFAS-Pestiziden in unseren Lebensmitteln» (Controlli dei residui di pesticidi contenenti PFAS nelle nostre derrate alimentari) si riferiva a tali livelli massimi. Se invece i residui di PFAS nelle derrate alimentari sono imputabili a una contaminazione ambientale, per la carne, il pesce e le uova si applicano le disposizioni dell’ordinanza del DFI sui tenori massimi di contaminanti (RS 817.022.15). Per le bacche, la frutta e la verdura non sono ancora stati fissati tenori massimi per questi residui, anche se sono in fase di valutazione. Tuttavia, anche in questo caso è importante andare alla ricerca delle cause della contaminazione ed eliminarle. 6. Per i contaminanti ambientali vale il principio ALARA («as low as reasonably achievable»). Tale principio afferma che l’esposizione a sostanze potenzialmente nocive dovrebbe essere ridotta il più possibile, tenendo conto di fattori tecnici ed economici. Il principio ALARA garantisce che i contaminanti ambientali nelle derrate alimentari siano mantenuti al livello più basso possibile per ridurre al minimo i rischi per la salute umana. Nella definizione dei livelli massimi per i residui di prodotti fitosanitari, in occasione dell’omologazione si tiene conto in particolare sia del rischio potenziale per l’essere umano nel corso di tutta la sua vita in seguito ai residui assimilati tramite le derrate alimentari sia della concentrazione tecnicamente inevitabile di un pesticida nella derrata alimentare in base alla buona pratica agricola e alla buona prassi di fabbricazione.I livelli massimi dei contaminanti ambientali e dei residui di prodotti fitosanitari nelle derrate alimentari vengono regolarmente riesaminati e, se possibile, ridotti. 7. Nella decisione di omologazione di un prodotto fitosanitario e nella definizione di un livello massimo nel diritto sulle derrate alimentari la priorità assoluta è data alla protezione della salute; a tale scopo sono presi in considerazione tutti i dati scientifici riconosciuti.

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