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Misure diplomatiche per far fronte alla repressione transnazionale contro i Tibetani e gli Uiguri in Svizzera

25.3225 · Interpellanza · 2025-03-20

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 12 febbraio 2025 il Consiglio federale ha adottato, in adempimento del postulato 20.4333 CPE-N, il rapporto sulla situazione dei Tibetani e degli Uiguri in Svizzera. Quest’ultimo rileva che la repressione transnazionale da parte della Repubblica Popolare Cinese ha luogo anche in Svizzera: persone di etnia tibetana e uigura vengono sorvegliate, perseguite e messe sotto pressione. Nel rapporto, l’Esecutivo sottolinea che la repressione transnazionale non costituisce un problema solo per le persone interessate, ma mina anche i principi dello Stato di diritto e i diritti fondamentali in Svizzera nonché l’ordine internazionale basato sul diritto. Alla luce di queste gravi constatazioni, è evidente che le conclusioni del Consiglio federale e le misure adottate sul piano diplomatico sono insufficienti. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: Come valuta l’Esecutivo la reazione della Repubblica Popolare Cinese e le conseguenze del rapporto sulle relazioni bilaterali con la Cina?La risposta diplomatica della Svizzera nei confronti della Cina andrà oltre il dialogo bilaterale sui diritti umani? In caso contrario, perché no? In che modo i risultati del rapporto confluiranno nei negoziati sull’accordo di libero scambio con la Repubblica Popolare Cinese (mandato della CPE-N del 27 agosto 2024)?Perché la SECO non faceva parte della delegazione svizzera che a fine febbraio 2025 si è recata a Pechino per la 18a tornata del dialogo sui diritti umani? Come collabora concretamente la Svizzera con altri Paesi sul piano multilaterale per contrastare la repressione transnazionale? Per l’adozione di misure a livello delle autorità svizzere è prevista una strategia interdipartimentale sulla repressione transnazionale? Di chi sarà la relativa competenza? Entro quando sarà disponibile? Il Consiglio federale è disposto a prendere in considerazione ulteriori provvedimenti per contrastare la repressione transnazionale (p. es. nel caso di misure che non costituiscono una fattispecie penale ma creano un clima di paura e limitano la libertà di espressione)?Concretamente, quali misure di protezione e sostegno sono previste per aiutare le persone interessate? Come viene attuata, in pratica, l’istituzionalizzazione del dialogo con le diaspore? Chi vi prende parte e in base a quali criteri?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2./5. Dopo la pubblicazione del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 20.4333, la Svizzera e la Repubblica Popolare Cinese hanno deciso di comune accordo di tematizzare il rapporto nell’ambito del dialogo sui diritti umani. La 18a edizione di questo dialogo si è svolta a Pechino il 21 febbraio 2025 su invito della Cina. Quest’ultima ha preso atto del rapporto e ha espresso disapprovazione per il contenuto, in particolare per il fatto che sia stato pubblicato. Nel quadro delle organizzazioni internazionali non esiste un organismo specifico che si occupa di lottare contro la repressione transnazionale. 3./4. Sebbene il rapporto non contenga riferimenti diretti al commercio, la Svizzera solleverà le questioni contenute nel rapporto anche durante i negoziati sull’accordo di libero scambio (ALS) per sottolineare le sue preoccupazioni in questi ambiti nonché l’importanza di rafforzare le disposizioni dell’ALS in materia di sostenibilità e diritti umani. La SECO partecipa regolarmente allo svolgimento del dialogo sui diritti umani in Svizzera. Quando il dialogo si tiene in Cina, per ragioni legate alla logistica, alle risorse e alla sostenibilità, la SECO si fa rappresentare dall’Ambasciata di Svizzera. La SECO intrattiene con la Cina anche un regolare dialogo di lavoro tripartito, durante il quale vengono tematizzate, tra le altre cose, le condizioni di lavoro nazionali e le norme internazionali in questo campo. 6./7./8./9. Con il rapporto sul postulato 20.4333 sono state presentate le misure esistenti e future contro la repressione transnazionale e sono state definite le tappe successive. L’intenzione è di conferire alla Rete integrata Svizzera per la sicurezza un mandato di verifica e attuazione delle possibili misure nell’ambito del coordinamento, della prevenzione e della sensibilizzazione a livello nazionale. In questo processo sono coinvolte tutte le organizzazioni partner interessate, compresi i Cantoni. Si esaminerà inoltre la necessità di misure aggiuntive contro la repressione transnazionale, tra cui misure specifiche di protezione e sostegno nonché l’istituzionalizzazione del dialogo con gruppi della diaspora. Il tema della repressione transnazionale è anche contestualizzato nella nuova strategia in materia di politica di sicurezza attualmente in fase di elaborazione. Di conseguenza, il Consiglio federale non vede la necessità di elaborare una strategia contro la repressione transnazionale.