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Una politica estera coerente, impegnata e mirata. Il Consiglio federale intende infine passare dalle parole ai fatti?

25.3553 · Interpellanza urgente · 2025-06-04

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Nella sua Strategia di politica estera 2024–2027 il Consiglio federale ha definito una serie di priorità, ma a nostro avviso la direzione seguita è spesso poco chiara e incoerente. Quattro esempi:1. Cosa sta facendo il Consiglio federale per rafforzare i valori della democrazia e dei diritti umani sanciti dalla nostra Costituzione? Di fronte a Governi illiberali e autoritari, la Svizzera deve intensificare le sue relazioni con gli Stati democratici europei. Perché il Consiglio federale non sostiene in maniera più chiara gli accordi Bilaterali III? Perché il Consiglio federale si rifiuta di partecipare al Fondo europeo per la democrazia? O di lavorare a una strategia industriale in collaborazione con l’UE? E perché offre a Trump contratti supplementari nel settore digitale invece di lavorare con l’UE per regolamentare le piattaforme, che sono i principali vettori della disinformazione? 2. Perché il Consiglio federale deroga alla propria neutralità per perseguire una politica filoisraeliana? La Svizzera ha tradizionalmente basato la sua neutralità sul diritto internazionale posizionandosi di conseguenza. Lo ha fatto quando la Russia ha invaso l’Ucraina e dopo i crimini commessi da Hamas nel 2023. Perché non mostra la stessa fermezza quando si tratta dell’occupazione del territorio palestinese e dei massacri di civili compiuti da Tsahal negli ultimi due anni, in grave violazione del diritto internazionale umanitario?3. Il Consiglio federale dovrebbe difendere attivamente la politica di Stato ospite. Alla luce degli attacchi al multilateralismo e dei rischi per la posizione centrale della Svizzera in questo ambito, intende rivedere la sua strategia in materia di finanziamento della cooperazione internazionale? Quali misure concrete ha adottato per difendere il multilateralismo e la permanenza delle istituzioni con sede in Svizzera, che sono cruciali per il nostro Paese e il suo soft power, come l’ONU, il CICR, l’OMC e l’OMS?4. Cosa ha fatto il Consiglio federale per rendere la protezione dell’ambiente una vera priorità? Il rifiuto di candidarsi per una COP sul clima e una COP sulla biodiversità, e la riduzione delle delegazioni svizzere a queste COP sono decisioni coerenti? Perché le ambizioni di sostenibilità degli accordi di libero scambio sono inferiori a quelle dei nostri partner europei? Il Consiglio federale ha una strategia per assicurare un sostegno finanziario al Sud globale nella transizione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici senza pesare, come avviene attualmente per il 90 per cento, sul budget della cooperazione internazionale?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale fornisce un resoconto dettagliato dell’attuazione della Strategia di politica estera 2024–2027 (SPE 24–27) nei rapporti annuali sulla politica estera, da ultimo nel Rapporto sulla politica estera 2024 (SPE 2024), che vengono sottoposti all’Assemblea federale per conoscenza. Domanda 1: secondo la SPE 24–27, nei prossimi anni la dimensione europea della politica estera della Svizzera dovrà essere rafforzata alla luce del mutato contesto politico ed economico mondiale. A tal fine, il Consiglio federale mira a stabilizzare e a sviluppare ulteriormente le relazioni con l’UE e, a questo proposito, il 20 dicembre 2024 ha preso atto con soddisfazione della conclusione materiale dei negoziati tra la Svizzera e l’UE sul pacchetto di accordi. Nella sua seduta del 13 giugno 2025, l’Esecutivo ha approvato gli accordi con l’UE e avviato la consultazione sul pacchetto Svizzera-UE, la quale durerà fino al 31 ottobre 2025. Inoltre, intende rafforzare e utilizzare strategicamente anche le relazioni bilaterali con i partner europei, incluso il Regno Unito. Ciò vale in particolare per gli Stati limitrofi e le regioni di confine. La SPE 24–27 prevede anche che il Consiglio federale esamini caso per caso una partecipazione a misure di politica industriale dei partner europei e precisa che forme di protezionismo nel campo della politica industriale non sono nell’interesse della Svizzera. Inoltre, nel Rapporto sulla situazione dell’economia svizzera 2024 e nel Rapporto sulla politica economica esterna 2024 l’Esecutivo ha affermato che, in linea di principio, la Svizzera non persegue una politica industriale verticale, bensì punta a migliorare costantemente le condizioni quadro per tutte le imprese. Tuttavia, il Consiglio federale continuerà a rafforzare la difesa degli interessi della Svizzera, in particolare nei confronti dei Paesi extraeuropei del G20. L’Esecutivo persegue tuttora questo obiettivo, poiché gli Stati Uniti continuano a rivestire una grande importanza per la prosperità e la sicurezza della Svizzera. Inoltre, continua ad attribuire grande rilevanza al rafforzamento dei diritti dell’utenza nello spazio digitale e all’obbligo di maggiore trasparenza delle grandi piattaforme di comunicazione e dei grandi motori di ricerca. Il Consiglio federale deciderà in un secondo momento in merito al progetto di consultazione sulla regolamentazione di questi servizi. Domanda 2: il Consiglio federale è profondamente costernato dall’insopportabile sofferenza della popolazione a Gaza e chiede il rigoroso rispetto del diritto internazionale, un accesso umanitario senza restrizioni, un cessate il fuoco immediato e il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Il diritto internazionale umanitario viene attualmente violato da entrambe le parti in conflitto e il Consiglio federale condanna queste violazioni. Non vi è alcun margine di discrezionalità nel rispetto del diritto internazionale umanitario e nella garanzia dell’aiuto umanitario. Israele deve garantire che gli aiuti umanitari possano essere forniti immediatamente, senza ostacoli e in quantità sufficienti, in conformità con il diritto internazionale umanitario . In quanto potenza occupante, Israele ha il dovere, ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, di assicurare la protezione della popolazione civile. Domanda 3: il Consiglio federale è consapevole degli attuali rischi geopolitici e finanziari per la Ginevra internazionale. Nel prossimo futuro presenterà alle Camere federali un nuovo messaggio sullo Stato ospite. Allo stesso tempo, il successo di incontri internazionali ad alto livello (come quello tra Stati Uniti e Cina sulla controversia commerciale) dimostra che la Ginevra internazionale continua a essere apprezzata e utilizzata come sede neutrale per i negoziati. Per quanto riguarda la strategia di cooperazione internazionale, il Consiglio federale rimanda al suo parere sulla mozione Walder 25.3317 La Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 deve essere rivista alla luce degli sconvolgimenti geostrategici intervenuti dall’inizio del 2025. Domanda 4: con la priorità tematica Ambiente nella SPE 24–27, il Consiglio federale si impegna a perseguire una politica ambiziosa in materia di clima e biodiversità. Nel 2022 il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a una candidatura della Svizzera come Paese ospite per la COP31 sul clima e, nel 2023, a realizzare una COP sulla biodiversità. Ciò è dovuto in parte ai probabili elevati costi finanziari e di personale che l’organizzazione di tali conferenze genererebbe (circa 300 mio. fr. per la COP sul clima). Anche per ragioni di efficienza e di tutela dell’ambiente, il Consiglio federale favorisce in genere la presenza di piccole delegazioni alle conferenze multilaterali. Tuttavia, la Svizzera continua a sostenere il rafforzamento della governance ambientale e climatica in tutti gli organismi multilaterali competenti, in conformità con gli obiettivi pertinenti dell’SPE 24–27. Per quanto riguarda la sostenibilità negli accordi di libero scambio (ALS), la Svizzera e gli Stati dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) si impegnano affinché ogni nuovo accordo o accordo modernizzato contenga disposizioni complete in materia di protezione ambientale e di diritto del lavoro. Il contenuto delle disposizioni sulla sostenibilità negli ALS della Svizzera e dell’AELS è, nella sostanza, molto simile a quello delle disposizioni dell’UE. Nei prossimi mesi, il Consiglio federale analizzerà il finanziamento ambientale internazionale. Come ha spiegato nella sua risposta all’interpellanza Chassot 23.3830 Contributo svizzero al finanziamento internazionale per il clima a partire dal 2025, le possibilità di incrementare le attività a favore del clima nel quadro dei crediti d’impegno della cooperazione internazionale senza che ciò vada a scapito di altri temi legati allo sviluppo sono esaurite.

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