25.3970 · Interpellanza · 2025-09-09
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Da inizio anno, in Svizzera 23 donne sono state uccise dal marito o dal partner. Queste cifre sono inaccettabili. Nonostante l’urgenza della situazione, non succede ancora nulla a livello legislativo. Questa passività del Consiglio federale è tanto frustrante quanto indifendibile, tanto più che ci sono alcune proposte sul tavolo del Governo. Già nel 2021 ho depositato, insieme alla mia collega Léonore Porchet, l’iniziativa parlamentare 21.410 «Chi picchia se ne va!», sostenuta da entrambe le Camere, volta a migliorare la protezione delle vittime allontanando il marito o il partner dal domicilio coniugale e rafforzando il monitoraggio degli autori di violenza domestica. A quattro anni di distanza, l’Amministrazione federale continua a tergiversare. Nel 2022 l’iniziativa parlamentare 22.409 [DF1]ha chiesto una sorveglianza elettronica attiva. Il Consiglio federale sta ancora valutando l’efficacia del braccialetto elettronico. Infine, l’attivazione del numero d’emergenza per le vittime di violenza domestica, prevista per novembre 2025, è stata rinviata al 2026. La violenza non è una fatalità. Sappiamo cosa dobbiamo fare. Gli Spagnoli ci hanno mostrato che è possibile agire con fermezza e diligenza. Il modello spagnolo è un successo. È ora che anche la Svizzera adotti misure concrete ed efficaci per proteggere meglio le vittime di violenza domestica. È urgente che la violenza domestica diventi una priorità nazionale anche nel nostro Paese. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: 1) Quando l’iniziativa parlamentare «Chi picchia se ne va!» sarà finalmente trasposta in legge? 2) Quando entrerà in funzione il numero d’emergenza per le vittime di violenza domestica? 3) Quando sarà attiva la sorveglianza elettronica 24 ore su 24? 4) Se alcuni problemi tecnici ritardano l’attuazione del progetto relativo al braccialetto elettronico, il Consiglio federale prevede un altro tipo di controllo a livello nazionale, come una centrale di sorveglianza, o intende esortare i Cantoni a elaborare un concordato?
Stellungnahme des Bundesrates
1) La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale intende pronunciarsi sull’attuazione delle due iniziative parlamentari 21.410 e 21.411, dall’identico tenore, dopo aver preso atto dei risultati del bilancio della roadmap di Confederazione e Cantoni sulla violenza domestica, previsto per il 2026. Su proposta della Commissione, il 20 giugno 2025 il Consiglio nazionale ha prorogato di due anni, ossia fino alla sessione estiva 2027, il termine per elaborare un progetto. 2) Il nuovo numero d’emergenza 142 sarà probabilmente attivato il 1° maggio 2026. La Confederazione e i Cantoni collaborano alla realizzazione di questo progetto. È essenziale che le vittime di violenze possano ottenere un aiuto professionale 24 ore su 24. L’accesso alle offerte di aiuto alle vittime, alle case protette, alla polizia e agli altri organi d’intervento di crisi continua a essere garantito dai canali esistenti durante il periodo di transizione fino a maggio 2026. Da giugno 2026, il Dipartimento federale dell’interno provvederà a diffondere il nuovo numero nell’ambito della campagna nazionale di prevenzione contro la violenza domestica, sessuale e di genere. 3) e 4) Sulla base dei risultati del progetto pilota in materia di sorveglianza elettronica attiva svolto dal Cantone di Zurigo, a novembre 2025 l’associazione Electronic Monitoring (EM) proporrà ai 22 Cantoni membri vari scenari di attuazione. L’obiettivo è introdurre un dispositivo coordinato tra più Cantoni nel corso del 2026. Il Comitato della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia sostiene la collaborazione coordinata tra i Cantoni e ha invitato l’associazione EM a elaborare le basi per una centrale di sorveglianza. Il Consiglio federale ha preso atto con grande interesse di questi sviluppi e loda i lavori in corso a livello intercantonale. I risultati del progetto pilota del Cantone di Zurigo confermano in particolare che l’impiego della sorveglianza elettronica attiva e dinamica è tecnicamente possibile e costituisce uno strumento importante per migliorare la protezione delle vittime di violenza domestica. L’esempio spagnolo mostra che esistono mezzi che permettono di migliorare la protezione delle vittime di violenze di genere. Un fattore di successo è l’integrazione della sorveglianza elettronica in strategie globali.L’impiego di mezzi tecnici rientra tra le priorità della roadmap di Confederazione e Cantoni sulla violenza domestica. Sulla base dei lavori realizzati o in corso in questo ambito, d’intesa con i Cantoni la Confederazione deciderà i prossimi passi, in particolare in occasione del bilancio della roadmap nel 2026.