I prezzi dei medicamenti negli Stati Uniti si allineeranno a quelli della Svizzera a partire dal 2026. Quali saranno le conseguenze per i nostri pazienti?
25.4473 · Interpellanza · 2025-12-08
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nell’ambito dell’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, è passato inosservato il fatto che a metà novembre le competenti autorità sanitarie statunitensi hanno pubblicato un modello di riferimento internazionale dei prezzi dei medicamenti, il cosiddetto modello GENEROUS, che farebbe parte della clausola della nazione più favorita («Most Favoured Nation», MFN) già annunciata in precedenza dagli Stati Uniti.Secondo questo modello, a partire dal 2026 i prezzi dei medicamenti negli Stati Uniti si baseranno su un paniere composto da otto Paesi di riferimento, tra cui anche la Svizzera. A quanto pare, si tratterà di prezzi al netto del potere d’acquisto, dopo deduzione di tutti gli sconti o di altre concessioni.Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:Quanto è alto il livello dei prezzi dei medicamenti, al netto del potere d’acquisto, nel nostro Paese rispetto agli Stati Uniti e dove si colloca la Svizzera in termini di prezzo rispetto agli altri Paesi di riferimento del modello (G7 meno Stati Uniti più Danimarca)?Qual è stato l’andamento dei prezzi dei medicamenti negli ultimi cinque anni in base all’indice dei prezzi al consumo (indice del costo della vita)?Dal momento che d’ora in poi gli Stati Uniti faranno riferimento al nostro Paese, quali saranno le ripercussioni per l’approvvigionamento generale di medicamenti in Svizzera l’anno prossimo e negli anni successivi, e quali le conseguenze economiche per la piazza farmaceutica svizzera?In particolare, quale sarà l’impatto delle misure di contenimento dei costi adottate, e in parte già attuate, sull’approvvigionamento dei pazienti con medicamenti disponibili e nuovi?Quali contromisure hanno già previsto gli altri Paesi di riferimento?Che cosa intende fare la Svizzera per continuare a garantire, da un lato, un’assistenza terapeutica di elevata qualità e, dall’altro, la disponibilità di innovazioni per i pazienti nel nostro Paese?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 3. I modelli Generous, Globe e Guard sono modelli nazionali di fissazione dei prezzi applicati negli Stati Uniti nell’ambito del sistema Medicaid e di Medicare Parte B / Parte D. Questi progetti pilota mirano a implementare il confronto con i prezzi praticati all’estero (CPE) per fissare il prezzo di singoli medicamenti. Le aziende farmaceutiche concedono già oggi sconti molto ingenti a Medicaid e Medicare. Attualmente non è ancora chiaro come e per quali medicamenti i prezzi verranno fissati concretamente e quali saranno le ripercussioni sui prezzi effettivamente pagati. Le ripercussioni sulle aziende sono pertanto incerte. Dato che gli Stati Uniti non figurano tra i Paesi di riferimento per la Svizzera, i prezzi praticati negli Stati Uniti non hanno un effetto diretto sul nostro Paese. Le conseguenze indirette sull’approvvigionamento in Svizzera riconducibili agli sviluppi in materia di fissazione dei prezzi negli Stati Uniti sono incerte. Già oggi, i prezzi e i costi nominali dei medicamenti in Svizzera sono i più alti d’Europa. Nel CPE più recente, effettuato nel 2024 da Santésuisse e dalle associazioni farmaceutiche, è risultato che nel 2023 i medicamenti protetti da brevetto e senza modello di prezzo erano più economici del 13 per cento rispetto a quelli svizzeri, sulla base dei prezzi di fabbrica per la consegna, nei nove Paesi di riferimento (AUT, BEL, DEN, FIN, FRA, GER, NED, SWE, UK) considerati per la determinazione dei prezzi in Svizzera. Con una correzione al tasso di cambio attuale pari a circa 0.93 CHF/EUR, la differenza risulterebbe approssimativamente del 16 per cento. Per i preparati originali con brevetto scaduto la differenza corretta sulla base del tasso di cambio sarebbe all’incirca del 17 per cento, per i generici del 53 per cento e per i medicamenti biosimilari del 32 per cento. Lo studio statunitense condotto da RAND mostra che negli Stati Uniti i prezzi non regolamentati dei medicamenti (medicamenti protetti da brevetto e medicamenti con brevetto scaduto) sono superiori del 119 per cento rispetto alla Svizzera, del 194 per cento rispetto alla Germania, del 226 per cento rispetto alla Francia, del 168 per cento rispetto all’Italia, del 247 per cento rispetto al Giappone, del 129 per cento rispetto al Canada, del 170 per cento rispetto al Regno Unito e, nel complesso, del 178 per cento rispetto alla media dei 33 Paesi dell’OCSE. I prezzi in Svizzera sono quindi più alti di quelli degli altri Paesi del G7. Il Consiglio federale non è a conoscenza di confronti al netto del potere d’acquisto per i medicamenti. La Svizzera ha un potere d’acquisto molto elevato in rapporto al prodotto interno lordo (PIL). Mentre le differenze di prezzo sono notevoli soprattutto per i beni e i servizi ad alta intensità di lavoro a livello locale come generi alimentari, edilizia o prestazioni di parrucchieri, per i beni commerciabili a livello globale, come elettronica, software o anche medicamenti, sono più ridotte. Rispetto ad altri beni, la fissazione dei prezzi dei medicamenti è regolamentata. Va tuttavia ricordato che, nella fissazione dei prezzi, si tiene debitamente conto del potere d’acquisto in Svizzera attraverso il confronto con Paesi ad elevato potere d’acquisto o con poli farmaceutici comparabili sia nell’ambito del CPE che nell’ambito del confronto terapeutico trasversale con i prezzi nazionali. Inoltre, il CPE si basa sui prezzi di fabbrica per la consegna ed esclude quindi componenti come margini di distribuzione, stoccaggio o forfait per la consegna in Svizzera, particolarmente rilevanti per il potere d’acquisto. Dal confronto dei costi corretti in base al potere d’acquisto effettuato dall’OCSE (Health at a Glance2025) emerge che la Svizzera è al terzo posto su 33 Paesi OCSE in termini di costi pro capite (in USD): Stati Uniti 1713, Germania 1158, Svizzera 1061, Canada 990, Giappone 983, Italia 846, Austria 845, Francia 813, Belgio 742, Finlandia 655, Svezia 651, Regno Unito 557, Paesi Bassi 485, Danimarca 404. 2. In tutti i Paesi che dispongono di procedure di fissazione del prezzo sottoposte a regolamentazione ed elenchi positivi (come l’elenco delle specialità), i prezzi dei medicamenti regolamentati dallo Stato vengono riesaminati periodicamente e generalmente ridotti, in particolare dopo la scadenza del brevetto. Tra il dicembre del 2020 e il novembre del 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) per i medicamenti è sceso di circa il 10 per cento. L’IPC non è tuttavia un indicatore idoneo per i prezzi dei medicamenti. La statistica dei prezzi misura l’evoluzione dei prezzi sulla base di gruppi di medicamenti disponibili messi a confronto con il periodo precedente. I nuovi medicamenti più costosi, che di norma vanno a sostituire medicamenti esistenti e non attribuibili a nessuno dei gruppi di medicamenti disponibili, non possono essere confrontati con il periodo precedente e per motivi metodologici vengono quindi inseriti in modo neutrale nella statistica al momento della loro introduzione sul mercato. Negli ultimi dieci anni i prezzi dei nuovi medicamenti sono quasi raddoppiati, superando 1500 franchi per confezione (Rapporto sui medicamenti 2025, Helsana). Inoltre, secondo la statistica dell’assicurazione malattie obbligatoria, tra il 2014 e il 2024 anche i costi dei medicamenti sono cresciuti più della media raggiungendo l’importo di 9,2 miliardi di franchi (+58 %), ovvero 1024 franchi pro capite (+43 %). Nello stesso periodo, il PIL totale è aumentato del 24 per cento e il PIL pro capite del 14 per cento. 5. Il Consiglio federale non è a conoscenza di contromisure adottate da altri Paesi di riferimento in risposta al modello Generous. Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno concluso una dichiarazione d’intenti separata in materia di dazi doganali, in virtù della quale il valore soglia di costo‑efficacia verrà innalzato da 20 000–30 000 a 25 000–35 000 sterline. Sono inoltre stati sospesi gli sconti statali più elevati previsti per il 2026 nell’ambito di modelli di prezzo. Tuttavia, nel Regno Unito i costi pro capite dei medicamenti rimangono significativamente inferiori rispetto a quelli della Svizzera (v. sopra). 4. e 6. Il secondo pacchetto di contenimento dei costi è equilibrato. Include tre misure che migliorano l’accesso a nuovi medicamenti e la sicurezza dell’approvvigionamento: la rimunerazione dal giorno 0, l’attuazione di modelli di prezzo e l’esame differenziato dei criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità. L’attuazione dei modelli di ripercussioni sui costi determina da sola una riduzione dei costi per 80–100 medicamenti ad alto fatturato e il cui approvvigionamento non risulta a rischio. Nell’elenco delle specialità figurano in totale 3400 medicamenti. Inoltre, la modernizzazione del sistema di fissazione dei prezzi permette di tenere maggiormente conto dei dati probanti e del beneficio terapeutico. Rafforzando l’accesso ai medicamenti, il pacchetto di misure salvaguarda complessivamente gli interessi dell’industria farmaceutica. Il Consiglio federale è consapevole della situazione in cui si trova attualmente questo comparto. Un gruppo di lavoro istituito dal capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, il presidente della Confederazione Guy Parmelin, e dalla responsabile del Dipartimento federale dell’interno, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, sta attualmente esaminando come offrire le migliori condizioni quadro possibili in Svizzera per lo sviluppo delle scienze della vita e dell’industria farmaceutica. Tale gruppo di lavoro, denominato «Polo economico delle scienze della vita», analizzerà proposte di misure entro la fine del 2026.