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Le radiazioni nucleari non conoscono confini: per la centrale nucleare di Leibstadt, in funzione oltre il termine previsto, serve una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero

25.4873 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Allo scadere del previsto ciclo di vita di 40 anni, a metà dicembre 2024 la centrale nucleare di Leibstadt è passata all’esercizio oltre il termine previsto. Da allora aumenta la pressione sulla Svizzera. Nel gennaio 2025, 15 residenti hanno presentato ricorso contro il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) e contro il gestore della centrale nucleare di Leibstadt. Essi criticano il passaggio all’esercizio oltre il termine previsto senza che siano stati esaminati i rischi che la centrale nucleare obsoleta comporta per le persone e l’ambiente in Svizzera e all’estero. I ricorrenti fanno valere gli accordi internazionali che impegnano la Svizzera a effettuare una cosiddetta valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero. La parte tedesca ha richiesto tale valutazione in occasione della riunione della commissione «Deutsch-Schweizerischen Kommission für die Sicherheit kerntechnischer Einrichtungen (DSK)» del 18 dicembre 2024.

Come la Svizzera, anche la Francia si è impegnata a rispettare gli standard ambientali internazionali in un contesto transfrontaliero (Convenzione di Espoo). Analogamente a Leibstadt, anche il reattore nucleare francese Tricastin 1 è passato all’esercizio oltre il termine previsto senza che sia stata effettuata una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero. Il comitato incaricato di verificare il rispetto della Convenzione di Espoo (Implementation Committee) è giunto alla conclusione che la Francia ha violato la Convenzione (constatazioni e raccomandazioni del 19 novembre 2025): il proseguimento dell’esercizio di una centrale nucleare obsoleta costituisce un cambiamento d’esercizio sostanziale che, in linea di principio, rende necessaria una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero. La conferenza degli Stati membri della Convenzione di Espoo del dicembre 2026 dovrà confermare formalmente questa constatazione.

1. Alla luce di questi sviluppi, il Consiglio federale è disposto a soddisfare le richieste di una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero per la centrale nucleare di Leibstadt, che da un anno è passata all’esercizio oltre il termine previsto?
2.1. In caso negativo, visti gli sviluppi menzionati, il Consiglio federale è perlomeno disposto a informare e coinvolgere la popolazione che vive sulla riva tedesca del Reno?
2.2. In caso negativo, come giustifica che una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero non sia necessaria, alla luce delle constatazioni e raccomandazioni dell’Implementation Committee?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Il 26 febbraio 2024, 15 privati hanno presentato una domanda di svolgimento di una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero per la centrale nucleare di Leibstadt, in esercizio oltre il termine previsto. Con decisione dell’11 dicembre 2024, il DATEC ha respinto la domanda, motivando in particolare che né sulla base della Convenzione di Espoo (RS 0.814.06) né sulla base della Convenzione di Aarhus (RS 0.814.07) per la Svizzera è previsto l’obbligo di effettuare una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero prima del passaggio della centrale nucleare di Leibstadt all’esercizio oltre il termine previsto. Neppure il diritto pubblico internazionale in materia ambientale impone alla Svizzera di procedere a una tale valutazione in questa fase. Il 27 gennaio 2025, i 15 privati hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo federale contro la decisione del DATEC dell’11 dicembre 2024, chiedendo l’annullamento della decisione, l’ordine all’autorità inferiore di effettuare una valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero per il proseguimento dell’esercizio della centrale nucleare di Leibstadt oltre il termine previsto, con partecipazione del pubblico, e l’avvio immediato della relativa procedura. Tale procedura è tuttora pendente dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Per quanto riguarda il caso illustrato della centrale nucleare francese di Tricastin, il Consiglio federale sottolinea che la situazione giuridica in Francia non è identica a quella della Svizzera. I risultati dell’indagine e le raccomandazioni del comitato incaricato di verificare il rispetto della Convenzione di Espoo (Implementation Comittee) menzionati non portano quindi necessariamente alla conclusione che, in base alla Convenzione di Espoo, la Svizzera fosse obbligata, prima del passaggio della centrale nucleare di Leibstadt all’esercizio a lungo termine, a effettuare per tale impianto una valutazione dell’impatto ambientale transfrontaliera con la partecipazione degli Stati confinanti interessati. Il Consiglio federale ritiene che non vi sia motivo per mettere in discussione la valutazione del DATEC nella decisione dell’11 dicembre 2024. Per questa ragione, non considera opportuno intervenire.

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