Legge del Parlamento israeliano che estende l’applicazione della pena di morte nei confronti dei Palestinesi
26.3863 · Interpellanza · 2026-06-18
Dipartimento degli affari esteri
Depositato
Wortlaut
Cosa è emerso dall’incontro tra la Svizzera e l’ambasciatore di Israele e quali misure sono state adottate a seguito di tali spiegazioni?
I contenuti della legge israeliana e in particolare il fatto che un tribunale militare possa applicare la pena di morte esclusivamente nei confronti dei Palestinesi nei territori occupati indurranno la Svizzera ad agire in linea con la risoluzione dell’ONU dell’8 ottobre 2025, co-redatta dalla Confederazione, che mira all’abolizione universale della pena di morte?
La Svizzera valuta l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo di Netanyahu qualora questa legge sulla pena di morte dovesse essere applicata?
Begründung
La Svizzera ha adottato un piano d’azione per il periodo 2024–2027 in cui si impegna a favore dell’abolizione universale della pena di morte. L’8 ottobre 2025 il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione presentata dalla Svizzera. La Confederazione si è battuta affinché il testo riconoscesse la sovrarappresentanza delle categorie socio-economiche emarginate tra le persone condannate alla pena capitale. È in questo contesto che il Parlamento israeliano, su proposta del Governo, ha approvato l’estensione della pena di morte nei territori occupati esclusivamente nei confronti dei Palestinesi, in caso di condanna da parte di un tribunale militare per omicidio a sfondo terroristico. Questa legge è oggetto di numerose critiche, poiché crea un’ulteriore forma di discriminazione e segregazione nei confronti della popolazione palestinese in un contesto di guerra. La decisione spetta esclusivamente a un tribunale militare. Infine, anche il termine di esecuzione tramite impiccagione entro 90 giorni dalla pronuncia della condanna è criticato per la sua brevità. Un ricorso presentato dall’associazione israeliana per i diritti civili è pendente presso la Corte suprema dello Stato ebraico. Nell’aprile del 2026 la Svizzera ha convocato l’ambasciatore di Israele presso la sede del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) per esprimere le proprie preoccupazioni, precisando che «la Svizzera rifiuta la pena di morte ovunque e in ogni circostanza, poiché è incompatibile con il diritto alla vita e alla dignità umana». Questa legge viola il diritto alla vita, il divieto di discriminazione e il divieto di tortura (art. 6, 26, 2 e 7 del Patto ONU II, ratificato da Israele). Considerata la violazione degli impegni internazionali da parte di Israele, si giustificano nuove misure a integrazione di quelle annunciate nella risposta all’interpellanza Molina 26.3303.