Limitare lo sproporzionato ricongiungimento familiare da Paesi terzi
26.3892 · Postulato · 2026-06-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Depositato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto
come si è evoluta negli ultimi dieci anni l’immigrazione di cittadini di Paesi terzi nel quadro del ricongiungimento familiare;
quali sono i motivi alla base dello sproporzionato numero di persone provenienti da Paesi terzi che immigrano in Svizzera nel quadro del ricongiungimento familiare;
in che modo la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione possa essere adeguata per limitare il ricongiungimento familiare da Paesi terzi senza violare l’essenza dell’articolo 8 CEDU.
Begründung
Secondo la «Statistica annuale sull’immigrazione» della Segreteria di Stato della migrazione per il 2025, l’anno scorso 88 355 persone (53,4 %) sono entrate a fare parte della popolazione residente permanente straniera per esercitare un’attività lucrativa. Il 95 per cento è giunto da Paesi dell’UE/AELS, l’esiguo resto da Stati terzi. Il secondo motivo più frequente era il ricongiungimento familiare (42 170 persone, pari al 25,5 %). Circa 20 000 persone, ossia quasi la metà delle persone giunte nel quadro del ricongiungimento familiare, provenivano da Stati terzi, quindi non dall’UE/AELS. I famigliari di persone provenienti da Stati dell’UE/AELS possono invocare le disposizioni dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) a prescindere dalla loro nazionalità. Il ricongiungimento familiare delle persone di Paesi terzi avviene invece in base alla garanzia di cui all’articolo 8 CEDU. Gli Stati parte alla CEDU possono definire norme nazionali in materia di ricongiungimento familiare, che nel diritto svizzero figurano nella legge federale sugli stranieri e la loro integrazione. Mentre nel 2025 circa 4500 persone provenienti da Paesi terzi sono immigrate per inserirsi nel mercato del lavoro, quelle giunte nell’ambito del ricongiungimento familiare sono state circa 20 000, ossia quasi il quadruplo. Per le persone provenienti dall’UE/AELS il rapporto è esattamente inverso: circa 84 000 sono giunte per esercitare un’attività lucrativa e circa 22 000, ossia soltanto un quarto, nel quadro del ricongiungimento familiare. Questa sproporzione solleva interrogativi da chiarire nel quadro del rapporto del Consiglio federale, illustrando in particolare il margine di manovra a disposizione del legislatore svizzero per limitare l’immigrazione nel quadro del ricongiungimento familiare al di fuori dell’ALC.