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98.3240 · Interpellanza · 1998-06-10

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Intende il Governo, nell'ambito della riforma della direzione dello Stato, affrontare anche il tema, secondo me centrale, dell'attuale confusa suddivisione delle competenze e delle responsabilità fra Parlamento e Governo ed all'interno del Governo stesso?

Begründung

Il Parlamento sta, lentamente ma diligentemente, dando seguito al proprio compito nel quadro del lavoro di aggiornamento della costituzione. Io stesso vi collaboro con convinzione, frenando l'impazienza (condivisa con molti colleghi) di affrontare dopo la forma anche la sostanza del testo costituzionale, e non solo su temi oggettivamente marginali come la riforma della giustizia. Credo infatti che sul testo attuale della costituzione non possa essere costruito il futuro del nostro paese e che le riflessioni che il lavoro di aggiornamento ci ha imposto siano la premessa affinché non solo nel mondo politico, ma anche nell'opinione pubblica maturi la convinzione della necessità di una più incisiva riforma costituzionale che possa ridare alla Svizzera quella freschezza di azione che ha ormai perso da decenni e che ci condanna ad un ruolo di passivo spettatore degli eventi economici e politici che si succedono sulla scena internazionale. Sono d'altra parte convinto che la paura che i politici dimostrano nell'affrontare i temi più delicati, soprattutto ma non solo di carattere internazionale, è all'origine di molte delle insicurezze che si manifestano nel paese e della sempre più evidente crisi di fiducia nelle nostre istituzioni.

L'occasione per dimostrare che il mondo politico sa ripensare anche il proprio ruolo e che di conseguenza potrà anche in futuro garantire una guida sicura del paese si presenterà al momento in cui il Consiglio federale e successivamente il Parlamento si occuperanno di quella che è stata definita la riforma della direzione dello Stato (Staatsleitungsreform). Purtroppo però i primi segnali che il Consiglio federale ha dato circa le sue intenzioni rischiano di ridurre a ben poca cosa il tema di tale riforma. Sono infatti state fatte le ipotesi di creare un dipartimento presidenziale, aumentando di uno il numero dei consiglieri federali, e/o di creare delle funzioni di ministro, sottintendendo quindi che le ragioni della crisi di fiducia nelle istituzioni sarebbero di natura organizzativa.

Personalmente ritengo invece che se Consiglio federale e Parlamento non godono più della fiducia che un tempo la popolazione riservava loro, ciò è dovuto alla totale confusione di competenze che con il tempo si è creata nei rapporti interni al Governo e in quelli fra di esso ed il Parlamento. Tale confusione di competenze provoca all'interno del mondo politico una evidente confusione di responsabilità, per cui non è mai chiaro a chi in definitiva è affidata la responsabilità di affrontare e possibilmente risolvere i problemi che si pongono. Dall'esterno poi diviene impossibile non solo comprendere chi deve fare che cosa, ma anche decifrare i messaggi spesso contraddittori che il mondo politico lancia attraverso il sistema dei media.

Due esempi, fra i molti possibili.

Chi è il Consigliere federale competente per condurre il dossier delle trattative bilaterali con l'UE? Ai due responsabili tradizionali, che già erano e sono uno di troppo, è stato ora sostanzialmente aggiunto il responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. Per cui abbiamo tre ministri responsabili per lo stesso tema e quindi non abbiamo più nessun responsabile.

Chi è competente per la conduzione della politica del personale della Confederazione? Apparentemente il Governo, come dovrebbe essere. Ma la recente ispezione della Commissione della gestione ha dimostrato che le cose non sono per nulla chiare: non solo insieme al Governo sono competenti un po' tutti i dipartimenti, e ognuno agisce come vuole, ma competente, per una parte importante, è anche il Parlamento. Risultato: nessuno ha in effetti la competenza e la responsabilità di condurre la politica del personale della Confederazione ed in effetti sostanzialmente una tale politica non esiste.

Una situazione di costante confusione di competenze è assai dannosa non solo per il funzionamento dello Stato, ma anche poiché rende illeggibili le istituzioni e più in generale il mondo politico. Alla inevitabile constatazione dell'assenza di chiarezza che li contraddistingue, facilmente si accompagna infatti il sospetto della loro inefficienza se non addirittura della loro insufficiente attenzione per i problemi del paese, che è a sua volta all'origine della crisi di fiducia che tutti possono constatare.

La riforma della direzione dello Stato non può quindi limitarsi a misure di carattere organizzativo, ma deve essere impostata in modo tale da permettere una chiara ripartizione delle competenze e delle responsabilità fra Governo et Parlamento e all'interno dei due organismi. La legittima preoccupazione, tipicamente svizzera, per cui nessuno deve poter disporre di troppo potere, che è probabilmente all'origine dell'evoluzione che ha portato alla situazione attuale, deve essere soddisfatta attraverso un miglioramento del sistema di controllo del Governo nel suo insieme sui suoi membri e del Parlamento sul Governo, invece che attraverso il confuso riparto di competenze costruito nei passati decenni.

Stellungnahme des Bundesrates

Le istituzioni di direzione dello Stato sono state create 150 anni or sono. Da allora, la complessità dei problemi e il volume dei mandati assegnati alle autorità politiche sono costantemente aumentati. Anche l'internazionalizzazione della politica ha contribuito a questa evoluzione. Al fine di garantire e di migliorare la capacità di funzionamento dello Stato, il Consiglio federale ha deciso di avviare una riforma della direzione dello Stato e di integrarla come progetto aggiuntivo nella riforma della costituzione. La riforma della direzione dello Stato riguarderà l'organo governativo e i rapporti tra Parlamento e Governo.

La necessità di una riforma governativa non è contestata. L'organo governativo deve far fronte a numerose nuove sfide: occorre adeguare la capacità di decidere e di agire del Governo a questa nuova situazione. Occorre garantire che il Governo formi un'unità e sia in grado di esercitare efficacemente la sua funzione direttiva. Le proposte di riforma riguardanti il Governo costituiranno la seconda fase della riforma governativa che il Consiglio federale aveva prospettato già dal 1992. La prima fase permette di attuare le riforme che possono basarsi sul vigente diritto costituzionale. Dopo che il Parlamento, nel marzo 1997, ha licenziato la legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA), il Consiglio federale ha deciso di intraprendere subito la seconda fase della riforma del Governo che dovrebbe comportare riforme più radicali sul piano costituzionale.

Il Consiglio federale intende inviare in consultazione due varianti di riforma governativa. La prima variante intende rafforzare il Governo collegiale rafforzando la presidenza della Confederazione, mentre la seconda propone un Governo a due livelli. La combinazione fra principio di collegialità e principio dipartimentale andrebbe mantenuta. I membri del Consiglio federale condividono la responsabilità delle decisioni prese dal collegio. Inoltre, ognuno di essi ha il compito di dirigere il proprio dipartimento. La combinazione fra principio di collegialità e principio dipartimentale è riscontrabile anche nell'esempio menzionato nell'interpellanza: i negoziati settoriali con l'UE sono condotti dai capi di dipartimento competenti, ma nell'ambito del mandato di negoziazione stabilito dal collegio.

Anche i rapporti tra l'Assemblea federale e il Consiglio federale, che espletano i loro mandati in stretta collaborazione, devono essere esaminati nel contesto della riforma della direzione dello Stato. Il Consiglio federale vuole anzitutto che sia mantenuto l'equilibrio tra Parlamento e Governo, che ogni potere possa sviluppare le proprie capacità in modo ottimale e che lo Stato sia diretto nel miglior modo possibile grazie a una collaborazione efficace delle istituzioni. Ciò presuppone che le competenze siano definite chiaramente e vi sia unità fra responsabilità e competenza. La funzione di alta vigilanza del Parlamento, alla quale l'interpellante fa riferimento nell'ambito della politica del personale, si iscrive nel processo cooperativo di direzione dello Stato menzionato precedentemente. Nel quadro del dibattito parlamentare sulla codificazione, nella costituzione, del mandato come strumento di vigilanza parlamentare, il Consiglio federale ha annunciato di voler esaminare tale questione in un'ottica globale nell'ambito della riforma della direzione dello Stato.

Le proposte formulate nell'ambito della riforma della direzione dello Stato riguarderanno unicamente il livello costituzionale. Determinate riforme relative ai rapporti tra Parlamento e Governo potranno certamente essere realizzate anche sul piano legale, nell'ambito dei lavori avviati dal Parlamento in vista di una revisione totale della legge sui rapporti fra i Consigli.

Il Consiglio federale è convinto che una riforma della direzione dello Stato, unitamente ai lavori di riforma attuati finora nell'ambito della revisione costituzionale, contribuirà a garantire e a migliorare la capacità di agire della Svizzera e quindi a rafforzare la fiducia della popolazione svizzera nelle sue istituzioni.

Risposta del Consiglio federale.