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99.3596 · Interpellanza · 1999-12-22

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Nella risposta del 31 maggio 1999 all'interpellanza Hess Hans del 30 novembre 1998 recante lo stesso titolo (98.3538), il Consiglio federale si è pronunciato ampiamente sulle possibilità esistenti, dal punto di vista della politica in materia di visti, di alleviare o rimediare alla forte riduzione di competitività dell'industria svizzera del turismo. Per l'occasione, il Consiglio federale illustrava inoltre i passi già intrapresi in tal senso. Rinviamo pertanto a queste considerazioni tuttora valide. L'attuale stato dei lavori si presenta cosí:

Onde poter applicare la decisione di esonerare dall'obbligo del visto i titolari di un passaporto della regione amministrativa speciale Hong Kong (SAR), sono stati avviati negoziati relativi a un pertinente accordo bilaterale nonché a un accordo di riammissione. I negoziati si sono conclusi con successo a fine gennaio 2000. Gli accordi sono stati parafati e devono ancora essere approvati dal Consiglio federale. È stato convenuto che la data d'entrata in vigore sia stabilita al primo giorno del secondo mese che segue la firma degli accordi.

Inoltre il Gruppo di lavoro interdipartimentale "Politica in materia di visti", costituito di rappresentanti del DFGP e del DFAE, è stato creato per esaminare, in particolare, come sia possibile venire incontro, per quel che concerne l'obbligo del visto, ai titolari di un visto uniforme di Schengen o di un permesso di soggiorno valido in uno Stato membro dell'UE. Oggetto di questo esame è, tra l'altro, la questione dei visti rilasciati a cittadini di Taïwan e di Tailandia. Il gruppo di lavoro prosegue con l'esame della pratica. In considerazione delle rinunce che si dovranno probabilmente consentire dal punto di vista della sicurezza nonché dell'impatto sulla politica d'integrazione, tali agevolamenti vanno valutati e soppesati attentamente; non si devono pertanto attendere risultati prima della metà dell'anno in corso.

Risposta del Consiglio federale.