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Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2011-09-19

Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2011-09-19

Wortprotokoll

Parlare di situazione economica e sociale della popolazione oggi significa parlare della penuria di alloggi a pigione moderata; significa discutere dell'incidenza dei premi cassa malati sui redditi delle famiglie e di quanto rimane in tasca alle famiglie alla fine del mese; significa ribadire che l'apertura dei mercati dovuta alla libera circolazione, pur portando vantaggi all'economia svizzera, non favorisce tutti nello stesso modo; e significa, infine, ammettere che le misure di accompagnamento alla libera circolazione sono ancora insufficienti per far fronte al dumping salariale e alla precarietà del mondo del lavoro, che colpisce soprattutto, ma non solo, le zone periferiche e che si sta estendendo sempre di più a tutta la Svizzera.

Ne sanno qualcosa ad esempio le impiegate degli istituti di bellezza che nonostante nel 2010 il canton Ticino abbia emanato dei contratti normali di lavoro per far fronte a situazioni che possono essere definite gravi - e infatti, vengono definite così dallo stesso governo e dall'Osservatorio del mercato del lavoro - nel 25 per cento dei casi continuano a ricevere stipendi da fame. Lo stesso dicasi per i gommisti, gli impiegati nel settore della vendita o dei call center oppure per le persone impiegate nell'agricoltura, dove i salari retribuiti sono vergognosamente bassi, ma nonostante ciò il Consiglio federale non ritiene necessario rendere obbligatori i contratti normali di lavoro. Il dumping salariale si sta estendendo anche a settori finora considerati meno precari. Grazie in particolare all'utilizzo di contratti temporanei e ad assunzioni interinali si aggirano i contratti collettivi di lavoro, come avviene nel settore della comunicazione e addirittura anche nell'ingegneria e nell'edilizia.

Ben venga quindi che il Consiglio federale, dopo ripetute richieste, accetti finalmente di introdurre delle sanzioni efficaci alle violazioni dei contratti normali di lavoro, come richiesto con la mozione Pedrina che oggi voteremo, e accetti di introdurre delle misure per contrastare i cosiddetti falsi indipendenti, come io ho richiesto con una mozione. Si tratta di proposte che evidentemente mi auguro il Parlamento accetti. Non posso per contro che esprimere delusione per la decisione del governo, di venerdì scorso, in merito ai salari pagati in euro, di non intervenire. Le conseguenze della sopravalutazione del franco - ne parleremo anche domani - non possono essere ribaltate sui lavoratori e sulle lavoratrici. Oggi, noi abbiamo concretamente la possibilità di adottare misure contro una pressione verso il basso dei salari di tutti i lavoratori. Le risposte che il Consiglio federale dà oggi per contrastare gli effettivi negativi della libera circolazione sono un piccolo passo in avanti ma non bastano. Altri grossi problemi rimangono aperti e altre misure devono essere adottate, come una maggiore estensione dell'obbligatorietà dei contratti collettivi di lavoro e dei contratti normali di lavoro, maggiori controlli sui subappalti oppure sanzioni più severe per chi viola i contratti collettivi di lavoro - e qui potremmo veramente discuterne altre.

Onorevole consigliera federale, concludo ponendo una domanda che di per sé andrebbe fatta al direttore del Dipartimento federale dell'economia ed è una domanda importante: a giorni si avranno le conclusioni del gruppo di lavoro che il consigliere Schneider-Ammann ha instaurato proprio per dare delle risposte concrete ai problemi legati alla libera circolazione, come li ho appena citati. Ebbene, signora consigliera federale, queste risposte saranno veramente delle risposte che faranno l'interesse di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici nonché delle zone periferiche?