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Lombardi Filippo · Ständerat · 2012-06-14

Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2012-06-14

Wortprotokoll

Come presidente, negli anni 2007 a 2011, della Delegazione per la cura delle relazioni con il Parlamento italiano dirò qualche parola sull'insieme di queste delegazioni e poi in particolare sull'Italia.

Come osservazione generale permettetemi di dire che queste delegazioni con i nostri cinque Paesi vicini sono probabilmente più importanti di quanto spesso viene ritenuto in questo Palazzo. Purtroppo diamo loro troppo poca attenzione. Negli ultimi anni abbiamo notato che le relazioni e le condizioni quadro della Svizzera nelle sue relazioni internazionali e in particolare con l'Unione europea hanno tendenza a peggiorare. Aumentano i malintesi, aumentano in alcuni casi i confronti, gli scontri e perfino le misure di ritorsione.

Tradizionalmente i nostri Paesi vicini ci hanno dato una mano. Sono stati dei costruttori di ponti nei nostri rapporti con l'Unione europea e con la capitale Bruxelles. Ciò è ancora più importante nel mentre che le frontiere dell'Unione europea si allargano e si allontanano dalle nostre. Eppure, succede il contrario. Succede purtroppo che in questi anni, anche con i Paesi vicini, i rapporti tendono a degradarsi, a deteriorarsi. Forse le delegazioni parlamentari possono intraprendere qualcosa contro questa tendenza. Crediamo che il Parlamento abbia la responsabilità di dover prendersi a cuore di mantenere vivi i rapporti di amicizia con i Paesi vicini e soprattutto di far capire e di spiegare costantemente quali sono le particolarità della Svizzera - quelle caratteristiche speciali, che giustificano un suo statuto particolare nel cuore dell'Europa senza essere membro dell'Unione, desiderosa di avere relazioni amichevoli nel rispetto della sua sovranità.

In questo senso si è mossa anche la Delegazione per la cura dei rapporti con il Parlamento italiano che ho avuto l'onore di presiedere durante la scorsa legislatura. Ha effettivamente iniziato i propri lavori con qualche difficoltà viste le vicissitudini politiche della vicina Repubblica ma è comunque riuscita a creare un solido rapporto con un certo numero di parlamentari.

Mi permetto a questo proposito di notare una particolarità dell'Italia nei confronti della Svizzera: attualmente vivono in Svizzera ben quattro membri del parlamento italiano, che sono eletti fra gli italiani all'estero - tre deputati sui dodici, che sono eletti all'estero, e un senatore sui sei, che sono eletti all'estero. Questi politici che vivono in Svizzera rappresentano per noi un canale di rapporto permanente e costante. Proprio nei momenti più difficili delle relazioni con il precedente governo abbiamo avuto l'utile sostegno dei deputati e senatori italiani, che hanno presentato degli ordini del giorno, tanto alla Camera quanto al Senato, favorevoli alla distensione dei rapporti con la Svizzera e alla ripresa dei negoziati, in particolare in campo fiscale, interrotti ormai da un paio d'anni. Questi ordini del giorno sono stati accettati praticamente all'unanimità in entrambe le Camere. Agendo così, questi nostri amici hanno sicuramente contribuito alla distensione dei rapporti, di cui ha potuto beneficiare non più tardi di ieri la nostra presidente della Confederazione in occasione del suo viaggio a Roma.

Continuiamo quindi a curare i rapporti con queste delegazioni. Esse non sono un tema, sul quale ci compete votare o prendere delle posizioni ma sono sicuramente un veicolo e uno strumento privilegiato di rapporto con i Paesi vicini.

A nome mio e dei presidenti delle cinque delegazioni parlamentari vi chiedo di prendere atto del rapporto per la legislatura 2007-2011.