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Rusconi Pierre · Nationalrat · 2012-12-04

Rusconi Pierre · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2012-12-04

Wortprotokoll

L'iniziativa popolare per l'elezione diretta del Consiglio federale da parte del popolo offre l'occasione di porre fine ai giochetti delle Camere in questo campo, giochetti che nulla hanno a che vedere con la volontà popolare. Pensiamo come sarebbe composto il Consiglio federale in base alle elezioni del 2011: 2 UDC, 2 PS, 1 PPD, 1 PLR e 1 Verde. Questo sarebbe il Consiglio federale votato dal popolo. Invece ora abbiamo un Consiglio federale ben diverso, con solo 1 UDC ma 1 PBD - un partito che ha raccolto il 5 per cento dei voti. Togliere il filtro del Parlamento permetterebbe di mettere fine a queste distorsioni. Infatti, ora abbiamo due consiglieri federali che usurpano il loro posto invece di cederlo ad altri due candidati che la popolazione avrebbe voluto. Questa è la situazione, la fotografia delle elezioni del 2011.

Cosa c'è di strano o di sbagliato nell'elezione diretta del Consiglio federale? Assolutamente nulla. Il sistema è già in vigore in Svizzera a tutti i livelli, dall'elezione dei consigli comunali, dei municipi, a partire dal piccolo comune di Ponte Tresa fino al comune di Zurigo, fino all'elezione dei Gran Consigli e dei consiglieri di Stato. Certo, nell'attuazione dell'iniziativa bisognerà tener conto di alcuni aspetti. Si dovrà innanzitutto mettere delle regole chiare per ciò che concerne i mezzi finanziari e le tempistiche mediatiche per far sì che la gara dia uguali possibilità a tutti i contendenti. Quanto alla critica sollevata dagli oppositori sul fatto che i consiglieri federali sarebbero in campagna elettorale permanente, ricordo che già ora i nostri ministri sono molto esposti mediaticamente. Se l'elezione avvenisse direttamente dal popolo, i consiglieri federali dovrebbero comunque rispondere direttamente agli impegni presi. Di esempi e gaffe recenti di consiglieri federali non graditi al popolo ne potremmo fare un elenco.

Senza più il filtro del Parlamento questo tipo di elezione potrebbe anche rivelarsi benefica per il rapporto e il dialogo diretto con i cittadini. È doveroso a questo punto fare un accenno al canton Ticino, al mio cantone: l'iniziativa, invece di frenare le possibilità che un italofono sia eletto in Consiglio federale, potrebbe invece rappresentare un'opportunità per far sì che anche i nostri candidati si facciano conoscere in tutta la Svizzera, partecipando a dibattiti e trasmissioni televisive - oggi francamente cosa piuttosto rara per i ticinesi. Vi sono e vi saranno ticinesi apprezzati in tutta la Svizzera. Non dimentichiamo anche la clausola regionale, che prevede almeno un minimo - non un massimo! - di due rappresentanti latini. È un'occasione per le minoranze per affermarsi per ciò che rappresentano.

Un sì a quest'iniziativa è un sì alla democrazia svizzera!