Romano Marco · Nationalrat · 2013-03-18
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2013-03-18
Wortprotokoll
La Commissione delle istituzioni politiche ha proceduto all'esame preliminare delle due iniziative parlamentari oggi in discussione il 15 novembre del 2012. Si tratta di due iniziative tendenti al medesimo obiettivo.
La commissione propone di non dare seguito e di respingere entrambe le iniziative con 11 voti contro 10 e nessun astenuto.
Entrambe le iniziative parlamentari fondano le proprie argomentazioni sul fatto che il Parlamento riconosca in piena autonomia le indennità per i suoi membri, senza controllo esterno e senza possibilità di intervento da parte di terzi, segnatamente del popolo per il tramite di un referendum. Secondo gli autori delle iniziative la soluzione proposta rafforzerebbe il rapporto di fiducia tra il Parlamento e il sovrano, a prescindere dal fatto che il referendum sia promosso o meno. La minoranza della commissione trova problematico che i membri del Parlamento abbiano la competenza esclusiva di prendere decisioni su un affare che riguarda loro personalmente ovvero le proprie indennità, il proprio reddito. Se le indennità fossero disciplinate a livello di legge federale dovrebbero essere sottoposte a referendum facoltativo, il che renderebbe possibile e necessario il controllo indipendente da parte di terzi. Questo controllo avrebbe inoltre un carattere preventivo che permetterebbe di evitare possibili eccessi e rafforzerebbe la fiducia del popolo nel Parlamento.
La maggioranza della commissione ha costatato che oggi la legge sulle indennità parlamentari disciplina l'ammontare degli elementi significativi delle indennità versate ai membri del Parlamento. Gran parte delle richieste degli autori delle iniziative parlamentari sono quindi già contemplate negli articoli della legge federale sulla retribuzione e l'infrastruttura dei parlamentari e sui contributi ai gruppi; penso agli articoli 2, 3, 3a e 9. Gli importi principali sono dunque sanciti a livello di legge e contro una modifica di tali importi è quindi già oggi possibile indire un referendum.
Sono invece disciplinati a livello di ordinanza gli importi delle seguenti indennità, elementi di reddito dei parlamentari: l'indennità per vitto e pernottamento, l'indennità per spese di viaggio, l'indennità di percorso, gli assegni famigliari, l'indennità di previdenza, l'assicurazione contro le malattie e gli infortuni e per i viaggi effettuati all'estero nell'esercizio delle proprie funzioni. [PAGE 349]
Secondo la maggioranza della commissione, disciplinare a livello di legge gli importi dettagliati di queste varie indennità specifiche, tenuto conto della natura, si rivela complicato e insensato, assolutamente non proporzionato e non giustificato. Per questo motivo questi importi sono fissati opportunamente a livello di ordinanza, fondandosi comunque su una sufficiente base legale. Rispetto alle indennità già disciplinata nella legge si tratta di importi notevolmente più bassi, spesso sottoposti a correzioni marginali annuali. Non esiste pertanto un chiaro interesse obiettivo che giustifichi il ricorso al referendum facoltativo per la loro determinazione. Ad oggi non viviamo fenomeni di degenerazione ai livelli degli Stati che ci circondano. I meccanismi di controllo esistono e un diritto di referendum è garantito sugli importi centrali delle nostre indennità e sulle basi legislative su cui poggia l'ordinanza.
Le indennità per i gruppi devono essere considerate separatamente. Tali indennità infatti non sono versate a singoli membri del Parlamento. I gruppi sono organi dell'Assemblea federale e quindi della Confederazione, le cui spese devono essere ancorate ad una base legale. L'ammontare di queste spese, per esempio di quelle a favore di un determinato organo, è fissato in atti normativi che non sottostanno al referendum.
Concludo ricordando che la commissione propone di non dare seguito a entrambe le iniziative parlamentari con 11 contro 10 voti e nessun astenuto.
[VS]