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Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2001-10-04

Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2001-10-04

Wortprotokoll

Il tema qui in discussione rischia evidentemente di passare in secondo piano rispetto alla situazione ben più grave e drammatica di Swissair. Eppure si intravvede sullo sfondo un "fil rouge" che può unire queste due situazioni, seppure evidentemente con tonalità ben diverse. Proprio gli avvenimenti di questi ultimi giorni consentono di misurare in modo tangibile, inequivocabile, quanto sia vitale per dei settori che operano nel campo del servizio pubblico, disporre da un lato di un forte appoggio della popolazione, e poggiare, dall'altro, su una relazione di intensa identificazione della popolazione nell'azienda che eroga il servizio. Questo tanto maggiormente quanto si cerca di aprirsi al mercato nei confronti del quale uno stretto legame tra popolazione e azienda, tra popolazione e servizio costituisce certamente un fattore di forza e di successo.

Proprio le ricadute devastanti del crollo di questo rapporto di fiducia tra Swissair e popolazione devono indurre anche chi ha sottovalutato finora questo aspetto, a considerare attentamente l'importanza, la rilevanza strategica della relazione tra popolazione e servizio pubblico. Da questo profilo, da questa angolazione si possono meglio mettere a fuoco la portata e le implicazioni di quanto sta avvenendo all'interno dei nostri servizi pubblici, che purtroppo sono anch'essi sulla china di una incrinatura del rapporto con la popolazione. Questo consente quindi anche di meglio inquadrare il tema in discussione, cioè quello dell'organizzazione degli uffici postali - una riorganizzazione che non può essere considerata un atto puramente interno ad una singola azienda, in questo caso la Posta.

Sarebbe un errore considerarla come tale, un errore soprattutto per due motivi: innanzitutto perché attraverso la fissazione della diffusione del servizio si tocca il concetto stesso, si va alla base della concezione stessa di servizio pubblico. Si è perciò di fronte ad una posta in gioco che supera [PAGE 1403] abbondantemente i confini di una singola azienda. Un errore anche, in secondo luogo, perché c'è un peccato originale in tutta questa materia: si lascia cioè che a definire i bisogni di servizio pubblico della popolazione sia l'azienda alla quale è nel contempo chiesto di essere redditizia. Ora, si tratta di due obiettivi che è arduo e difficile conciliare e perseguire simultaneamente. E quale è il risultato? È davanti agli occhi di tutti: per essere redditizi si finisce per comprimere e sacrificare la portata del servizio pubblico stesso.

Si è perciò davanti a un duplice scompenso: da un lato si sottovaluta questo rapporto servizio-popolazione, e dall'altro si attribuiscono - in questo caso alla Posta - dei compiti e delle competenze non facilmente conciliabili tra loro e anche in parte sbilanciati, ciò che va a scapito della risposta ai bisogni di servizio pubblico.

Evidentemente a fare le spese di questa situazione, di questo indirizzo è soprattutto la popolazione più debole, sono soprattutto le regioni più discoste e periferiche, ciò che del resto intacca anche la qualità del servizio quale fattore di coesione e di solidarietà. È perciò necessario ed indispensabile che l'impostazione adottata dalla Posta in materia di uffici postali venga corretta, per meglio considerare proprio i bisogni della popolazione e delle regioni - una correzione che deve impedire l'erosione del rapporto di fiducia e di identificazione della popolazione in questo servizio pubblico.

Da qui quindi il mio personale appoggio agli atti in discussione oggi.