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Maspoli Flavio · Nationalrat · 2002-03-20

Maspoli Flavio · Nationalrat · Tessin · Fraktionslos · 2002-03-20

Wortprotokoll

Mon cher collègue Mugny, je m'adresse à vous surtout, pas nécessairement parce que vous êtes une "chère" personne ou parce que je trouve que vous êtes une "chère" personne, mais parce que vous êtes élu par le peuple et donc que je vous dois le respect.

Questa iniziativa popolare è stata definita da più parti "l'iniziativa contro gli stranieri" - così si è espressa la collega Bühlmann, così si è espressa l'altra gentile rappresentante dei verdi, anche la collega Hubmann e via discorrendo. Io provo a cambiare un po' il punto di vista e dire: se questa iniziativa, invece di essere un'azione contro gli stranieri fosse in verità un'azione a favore delle Svizzere e degli Svizzeri? Potrebbe essere un'idea, potrebbe valer la pena perderci un paio di minuti per riflettere.

A me non interessa se questa iniziativa è stata lanciata dall'Unione democratica di centro e se l'UDC, con questa iniziativa intende fare ancora più voti di quelli che comunque farà alle prossime elezioni, Signora Bühlmann.

A me interessa sapere se questa iniziativa riesce a risolvere un problema. Per esempio, io sono molto preoccupato delle richieste sempre più insistenti che vengono da parte di determinati stranieri e che, ad esempio, vanno fino a chiedere le macellazioni rituali degli animali e quant'altro ancora. Queste sono cose che mi preoccupano e preoccupano parecchie Svizzere e parecchi Svizzeri. Se si inizia nel nostro paese a parlare di pratiche indegne di qualsivoglia paese [PAGE 365] civile, allora c'è qualcosa che non funziona. Allora, forse, è il momento di tirare il freno.

Le tradizioni umanitarie del nostro paese non vengono messe in discussione da questa iniziativa, poiché questa iniziativa si occupa di abusi. Gli abusi non possono mettere in discussione tradizioni umanitarie, perché vanno trattati proprio come abusi. L'abuso è un abuso che va evitato.

È stato fatto l'esempio dell'Italia. Forse è utile ricordare che in Italia, ogni anno, giungono circa 300 000 clandestini, che in Italia, attualmente, ve ne sono 3,5 milioni e che in Italia ci sono almeno 10 milioni di persone che lavorano in nero. Facile da comprendere questo se si pensa che l'Italia ha circa 4000 chilometri di costa. Ebbene, ora la Svizzera dovrebbe accogliere tutti i clandestini italiani, se vogliamo dar retta a chi, da questa tribuna, suona il trombone umanitario - perché non è una tromba, è un trombone quello che viene suonato qui! La gentile collega e esponente dei verdi - tutti ormai hanno capito che non mi ricordo il suo nome - ha mostrato a tutti la foto del famoso bastimento con a bordo i mille clandestini. È giusto che si sappia che questi clandestini hanno pagato, ognuno, 2000 dollari per fare questa traversata - 2000 dollari! Dunque, non mi si venga a dire che questi sono "poveri cristi". Queste sono persone che con 2000 dollari, nel loro paese, avrebbero potuto vivere almeno un anno, se non un anno e mezzo. E la Svizzera dovrebbe accoglierli così, senza dire niente, confidando magari negli accordi di Schengen o negli accordi di Dublino?! Ma se i paesi che hanno sottoscritto questi accordi hanno ancora più problemi di noi! Ma guardate la Germania, guardate la stessa Italia, guardate l'Austria, guardate la Francia, e poi venite a dirmi se gli accordi di Schengen e quelli di Dublino sono la panacea per tutti i mali! No, li creano i mali, quegli accordi! E, dunque, a me va bene qualsiasi strumento - legale, s'intende - per porre un freno a questa situazione che è sfuggita chiaramente dalle mani del Consiglio federale, anzi, oserei dire che il Consiglio federale non ha mai avuto in mano questo problema.

Benvenga, dunque, l'iniziativa popolare e anche se viene dall'Unione democratica di centro, perché anche i suoi rappresentanti, qualora fosse sfuggito a qualcuno, sono stati eletti dal popolo, non sono stati eletti dai marziani!