Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2017-09-27
Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2017-09-27
Wortprotokoll
Diese Motion ist unnötig und gefährlich: unnötig, weil das Parlament bereits jetzt in der Budgetdebatte eigene Prioritäten setzen kann; gefährlich, weil die Motion das klare Ziel hat, die Mittel für die Entwicklungszusammenarbeit zu kürzen.
In den letzten Jahren kam es hier denn auch regelmässig zu Angriffen auf die Höhe der Mittel für die Entwicklungszusammenarbeit, nämlich aus den Reihen derer, die jetzt diese Motion unterstützen. Das wahre Ziel zeigt sich denn auch in der Begründung der Motion: Hier heisst es, dass in den Neunzigerjahren die APD-Quote der Schweiz 0,3 Prozent betrug und dass sich die Schweiz schon immer stark humanitär engagierte. Für die Mehrheit der Finanzkommission reicht also offenbar eine APD-Quote von 0,3 Prozent für das humanitäre Engagement der Schweiz.
Aber wie schon einige von Ihnen gesagt haben, hat die Schweiz in den Neunzigerjahren noch keine Asylkosten an ihre APD-Quote angerechnet. Seit 1998 bezieht die Schweiz die Aufenthaltskosten für anerkannte Flüchtlinge, seit 2004 auch die Aufenthaltskosten für Asylsuchende bei der Berechnung der APD-Quote mit ein. Von 2011 bis 2015 lag der Anteil der Asylkosten an der APD-Quote der Schweiz bei durchschnittlich 16 Prozent. 2016 betrug die APD-Quote 0,54 Prozent; zieht man die Asylkosten ab, sind es jedoch nur 0,43 Prozent. [PAGE 1607]
Ripeto in italiano: lo 0,54 per cento del prodotto nazionale lordo per l'aiuto pubblico allo sviluppo raggiunto nel 2016 non corrisponde alla realtà, situandosi infatti allo 0,43 per cento se si tolgono i costi dell'asilo che, come dicevo, sono aumentati negli ultimi anni. Ciò significa che 1 franco su 5 investito nella cooperazione allo sviluppo invece di andare nei paesi del sud del mondo rimane in Svizzera. Il nostro paese è all'ottavo posto e quindi al di sotto della media di quanto spendono gli altri paesi per l'aiuto pubblico allo sviluppo, come si evince anche dalle risposte che in molte occasioni ci ha dato il Consiglio federale.
Ma non solo: il contributo principale nei programmi di risparmio degli ultimi anni è stato portato proprio dalla cooperazione allo sviluppo. Nel programma di stabilizzazione 2017-2019 sono stati tagliati 584 milioni dal piano finanziario. Il 25 per cento dei tagli è nella cooperazione internazionale. Il nuovo piano finanziario annunciato dal Consiglio federale prevede nuovi tagli nell'ordine di 150 milioni di franchi annui. Se così sarà, in un periodo di quattro anni ci sarà un taglio di un miliardo di franchi in un settore importante e necessario - tagli, quando sarebbe invece necessario allocare più mezzi per combattere la povertà e le disuguaglianze. Investire nella politica di cooperazione allo sviluppo è nell'interesse anche della Svizzera, se pensiamo per esempio ai flussi migratori causati anche e soprattutto da situazioni di guerra e povertà.
Solo per l'aiuto umanitario d'emergenza l'ONU parla di 23,5 miliardi di dollari necessari per aiutare chi è nel bisogno in varie regioni del mondo. Secondo il rapporto alimentare mondiale la fame nel mondo è di nuovo aumentata dopo dieci anni. Ecco la triste realtà dietro queste cifre!
Il nostro paese si è più volte impegnato ad aumentare l'aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,7 per cento nell'ambito degli obiettivi del millennio e ancora due anni fa con l'agenda del 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Con questa mozione si vuole andare ben al di sotto dello 0,5 per cento, come dicevo prima. Lo scopo è quello di ridurre i mezzi per la cooperazione allo sviluppo e c'è chi parla, appunto, di 0,3 per cento del prodotto nazionale lordo da dedicare all'aiuto allo sviluppo. Il nostro paese deve continuare ad assumere le sue responsabilità ed a dare il suo contributo nel combattere la povertà e il divario tra il nord e il sud del mondo. Lo deve fare con progetti concreti che portano dei benefici a lungo termine per i paesi in difficoltà, per i paesi del sud del mondo ma anche qui. Accettare questa mozione vorrebbe dire non più assumersi questa responsabilità.
A nome del gruppo socialista vi invito quindi a respingere la mozione e a sostenere la minoranza Hadorn.