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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2019-09-16

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2019-09-16

Wortprotokoll

La libera circolazione delle persone è un fallimento. In Ticino, che è il mio cantone, essa ha portato ad una vera e propria invasione da sud. I frontalieri, attualmente 66 500 e in continua crescita, sono un terzo della forza lavoro. A questo si aggiungono le migliaia di cosiddetti padroncini e distaccati che mettono in ginocchio artigiani e piccole imprese locali. Come se non bastasse, oggi la maggioranza delle persone che lavora in Ticino non è svizzera. Nel resto del paese le percentuali sono ben diverse. Quindi si può dire che grazie alla politica delle frontiere spalancate i ticinesi sono diventati stranieri in casa propria.

Il numero dei frontalieri in Ticino è aumentato di 2000 unità nel settore terziario in soli tre mesi e ha raggiunto la quota record di 42[NB]000. Quasi due terzi dei frontalieri lavorano nel settore terziario dove non c'è alcun bisogno di importare manodopera - altro che la storiella dei frontalieri che svolgono i lavori che gli svizzeri non vorrebbero più fare. Non c'è più complementarietà, c'è semplicemente sostituzione.

Di pari passo le condizioni sul mercato del lavoro ticinese si sono degradate. Il tasso di disoccupazione ILO del Ticino è da tempo superiore a quello della Lombardia e disoccupazione, sottoccupazione, dumping salariale, working poor, dipendenza dall'assistenza, ecco, tutto questo è diventato il pane quotidiano nel mio cantone; e a questo si aggiungono strade intasate, inquinamento, eccetera.

Davanti al quadro roseo che ho sentito descrivere da certi colleghi nei loro interventi mi chiedo dove vivano questi colleghi - magari sul pianeta Marte ma di sicuro il Ticino non lo conoscono.

Il massiccio aumento dei frontalieri malgrado la messa in vigore della cosiddetta preferenza indigena light dimostra che quest'ultima in realtà è un flop, non serve a nulla, non funziona.

Si potrebbero ancora citare molte cifre percentuali, ad esempio sulla criminalità d'importazione o sull'immigrazione nello Stato sociale. Ma il discorso è chiaro, la libera circolazione è uno sbaglio e questo sbaglio deve venire corretto. Del resto, di recente perfino la SECO ha dichiarato che la libera circolazione non è poi così importante per la Svizzera. Il Ticino, il mio cantone, si sente da tempo abbandonato dalla Berna federale che ha mandato, appunto, il nostro cantone allo sbaraglio per obbedire all'Unione europea.

I contrari a questa iniziativa invocano naturalmente la clausola ghigliottina che potrebbe portare alla disdetta di altri sei accordi bilaterali, sei su 120. Sono però accordi da cui l'Unione europea ci guadagna più della Svizzera e quindi mi sembra piuttosto improbabile che l'Unione europea e i suoi paesi membri siano disposti a buttare all'aria degli accordi da cui ci guadagnano, e non poco.

Personalmente non ho dubbi che i ticinesi in votazione popolare plebisciteranno l'iniziativa di cui stiamo discutendo. Ecco, oggi il populismo climatico va per la maggiore ma naturalmente gli spalancatori di frontiere tacciono sulle conseguenze ambientali dell'immigrazione incontrollata e sognano una Svizzera con 10 milioni di abitanti, in cui gli svizzeri sarebbero in minoranza.

Appoggiamo questa iniziativa, l'immigrazione in Svizzera devono tornare a deciderla i cittadini elvetici in base agli interessi e alle necessità nazionali e dell'economia nazionale e non certo i burocrati di Bruxelles come invece accade ora.